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| Il
boccale con inciso il tragitto da Cadige a Vicarello |
Il
complesso di età romana delle “Aquae Apollinares”
di Vicarello è stato oggetto di alcuni studi scientifici
nel corso degli anni ‘90. Da segnalare anzi tutto il censimento
delle evidenze archeologiche più importanti all’interno
della odierna tenuta, curato da Richard Hodges della British School
of Rome (cfr. “Papers of the British School of Rome LXIII
1995, pp. 245-249); e gli scritti, tra il 1996 ed il 1998, di Vera
von Falkenstein-Wirth dell’Università di Basilea, che
ha potuto studiare i resti musivi del ninfeo monumentale realizzato
in età flavia e sito a ridosso dell’odierno edificio
termale di Vicarello. I risultati dei suoi studi sono presentati
sia all’interno della miscellanea “Mille fiori”in
onore di L. Berger (August 1998, pp. 211-218) sia in contemporanea
al convegno organizzato dalla Pontificia accademia romana di archeologia
in memoria di Antonio Maria Colini, artefice nel corso degli anni
‘70 dello scavo del medesimo complesso.
L’archeologa svizzera ha in particolare fornito ulteriori
elementi utili in primo luogo alla datazione in età domizianea
della fase monumentale del citato complesso delle “Aquae Apollinares”
e della vicina villa prospiciente il lago, successivamente riutilizzata
per la costruzione dell’odierno Casale.
La ricchezza ed il tipo delle decorazioni del Ninfeo, i paralleli
riscontrabili in tal senso con altre dimore imperiali flavie sembrano
confermare ulteriormente la tesi che fosse stato Io stesso imperatore
Domiziano in persona alla fine del I secolo d.C. ad essersi fatto
edificare una sontuosa dimora, incentrata da un lato sul complesso
limitrofo alla sorgiva termale e dall’altro sulla non lontana
villa dominante il lago di Bracciano.
Un ulteriore studio in corso di stampa sugli “Annali della
Facoltà di Lettere dell’Università di Siena”
è stato realizzato da parte di chi scrive. La celebre stipe
votiva recentemente ritrovata a Vicarello include, come ben noto,
oltre a più di 5.000 monete (del periodo compreso tra l’VIII
secolo a.C. ed il IV secolo d. C.), 34 vasi potorii in metallo prezioso,
di cui 14 iscritti. In particolare, grazie al riesame autoptico
di alcuni graffiti apposti su alcuni di questi ultimi, è
ora possibile ritenere che anche taluni familiari di Domiziano avessero
accesso alla sorgiva ed alla villa dell’imperatore Flavio,
e cioè in particolare i più eminenti esponenti della
famiglia tarquiniese dei Caesennii, i cui preziosi manufatti (almeno
due) vennero consacrati alla presenza di Domiziano alle divinità
salutari protettrici delle “Aquae Apollinares” di Vicarello,
finendo all’interno della relativa stipe. Su tale tema è
prevista per il 7 dicembre prossimo un’apposita conferenza
a Trevignano Romano nei locali dell’As-sociazione “La
Fontana” (alle ore 17) con l’intento di presentare i
risultati preliminari delle ricerche in corso su Vicarello in età
romana.
Giuseppe Cordiano |
Piano
paesistico: il sindaco di Bracciano rassicura "Non
consentirò di cementificare la fascia costiera |
La
Regione Lazio si sta apprestando al varo definitivo del Piano territoriale
paesistico regionale (PTPR), avendo già posto ai comuni interessati
la scadenza del 10 ottobre 2002 per la presentazione di eventuali
proprie osservazioni preliminari.
Il comune di Bracciano, con una delibera di giunta in data 9 ottobre,
proprio alla vigilia del termine ultimo, ha chiesto alla regione
di allargare a tutta la propria fascia costiera una normativa specifica
(già prevista dall’attuale legislazione, ma solo per
zone limitate) che in pratica consente edificazioni a 15 metri di
distanza dalla battigia in deroga al vincolo di 300 metri previsto
dalla legislazione nazionale per la salvaguardia degli invasi lacustri,
la cosiddetta fascia di rispetto.
La delibera propone inoltre di inserire all’interno della
normativa in questione l’indice massimo di edificabilità
di 0,10 metri cubi per metro quadro che, secondo il sindaco Enzo
Negri - postosi a disposizione del nostro giornale per ogni chiarimento
- sarebbe un indice molto basso, contrariamente a quanto contestatogli
dal capogruppo della minoranza Alessandro Baroni. Il sindaco, anche
di fronte ‘alle preoccupazioni degli ambientalisti, ha voluto
rassicurare circa la portata del provvedimento, che sarebbe stato
condizionato dalla fretta di rispettare la scadenza indicata dalla
Regione, fretta che avrebbe causatoanche alcuni errori da parte
dell’Ufficio tecnico comunale, corretti poi da una successiva
delibera. Il sindaco, nell’impossibilità di
vagliare la situazione nei tempi ristretti imposti dalla Regione,
afferma di aver voluto riservarsi la possibilità di “parlare
di tutto”, senza autolimitazioni, ma anche “senza aver
l’intenzione di consentire la cementificazione della fascia
costiera”.
C’è inoltre da considerare che si tratta di osservazioni
iniziali che potranno anche essere ampiamente ridimensionate in
Regione, in considerazione (si ritiene) anche delle leggi nazionali
che governano la materia (Legge Galasso e DPR 616/97). In conclusione
il sindaco ha confermato la propria volontà di dialogare
con le forze ambientaliste, dicendosi pronto alla costituzione di
una Consulta comunale per l’ambiente con la partecipazione
delle varie associazioni locali.
Marisa Loreti
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