la voce del lago
n. 9 - novembre 2002
DOMIZIANO A VICARELLO
I RISULTATI DELLE PIU' RECENTI RICERCHE ARCHEOLOGICHE SULLE TERME ROMANE
Il boccale con inciso il tragitto da Cadige a Vicarello
Il complesso di età romana delle “Aquae Apollinares” di Vicarello è stato oggetto di alcuni studi scientifici nel corso degli anni ‘90. Da segnalare anzi tutto il censimento delle evidenze archeologiche più importanti all’interno della odierna tenuta, curato da Richard Hodges della British School of Rome (cfr. “Papers of the British School of Rome LXIII 1995, pp. 245-249); e gli scritti, tra il 1996 ed il 1998, di Vera von Falkenstein-Wirth dell’Università di Basilea, che ha potuto studiare i resti musivi del ninfeo monumentale realizzato in età flavia e sito a ridosso dell’odierno edificio termale di Vicarello. I risultati dei suoi studi sono presentati sia all’interno della miscellanea “Mille fiori”in onore di L. Berger (August 1998, pp. 211-218) sia in contemporanea al convegno organizzato dalla Pontificia accademia romana di archeologia in memoria di Antonio Maria Colini, artefice nel corso degli anni ‘70 dello scavo del medesimo complesso.
L’archeologa svizzera ha in particolare fornito ulteriori elementi utili in primo luogo alla datazione in età domizianea della fase monumentale del citato complesso delle “Aquae Apollinares” e della vicina villa prospiciente il lago, successivamente riutilizzata per la costruzione dell’odierno Casale.
La ricchezza ed il tipo delle decorazioni del Ninfeo, i paralleli riscontrabili in tal senso con altre dimore imperiali flavie sembrano confermare ulteriormente la tesi che fosse stato Io stesso imperatore Domiziano in persona alla fine del I secolo d.C. ad essersi fatto edificare una sontuosa dimora, incentrata da un lato sul complesso limitrofo alla sorgiva termale e dall’altro sulla non lontana villa dominante il lago di Bracciano.
Un ulteriore studio in corso di stampa sugli “Annali della Facoltà di Lettere dell’Università di Siena” è stato realizzato da parte di chi scrive. La celebre stipe votiva recentemente ritrovata a Vicarello include, come ben noto, oltre a più di 5.000 monete (del periodo compreso tra l’VIII secolo a.C. ed il IV secolo d. C.), 34 vasi potorii in metallo prezioso, di cui 14 iscritti. In particolare, grazie al riesame autoptico di alcuni graffiti apposti su alcuni di questi ultimi, è ora possibile ritenere che anche taluni familiari di Domiziano avessero accesso alla sorgiva ed alla villa dell’imperatore Flavio, e cioè in particolare i più eminenti esponenti della famiglia tarquiniese dei Caesennii, i cui preziosi manufatti (almeno due) vennero consacrati alla presenza di Domiziano alle divinità salutari protettrici delle “Aquae Apollinares” di Vicarello, finendo all’interno della relativa stipe. Su tale tema è prevista per il 7 dicembre prossimo un’apposita conferenza a Trevignano Romano nei locali dell’As-sociazione “La Fontana” (alle ore 17) con l’intento di presentare i risultati preliminari delle ricerche in corso su Vicarello in età romana.
Giuseppe Cordiano
Piano paesistico: il sindaco di Bracciano rassicura "Non consentirò di cementificare la fascia costiera

La Regione Lazio si sta apprestando al varo definitivo del Piano territoriale paesistico regionale (PTPR), avendo già posto ai comuni interessati la scadenza del 10 ottobre 2002 per la presentazione di eventuali proprie osservazioni preliminari.
Il comune di Bracciano, con una delibera di giunta in data 9 ottobre, proprio alla vigilia del termine ultimo, ha chiesto alla regione di allargare a tutta la propria fascia costiera una normativa specifica (già prevista dall’attuale legislazione, ma solo per zone limitate) che in pratica consente edificazioni a 15 metri di distanza dalla battigia in deroga al vincolo di 300 metri previsto dalla legislazione nazionale per la salvaguardia degli invasi lacustri, la cosiddetta fascia di rispetto.
La delibera propone inoltre di inserire all’interno della normativa in questione l’indice massimo di edificabilità di 0,10 metri cubi per metro quadro che, secondo il sindaco Enzo Negri - postosi a disposizione del nostro giornale per ogni chiarimento - sarebbe un indice molto basso, contrariamente a quanto contestatogli dal capogruppo della minoranza Alessandro Baroni. Il sindaco, anche di fronte ‘alle preoccupazioni degli ambientalisti, ha voluto rassicurare circa la portata del provvedimento, che sarebbe stato condizionato dalla fretta di rispettare la scadenza indicata dalla Regione, fretta che avrebbe causatoanche alcuni errori da parte dell’Ufficio tecnico comunale, corretti poi da una successiva delibera. Il sindaco, nell’impossibilità di
vagliare la situazione nei tempi ristretti imposti dalla Regione, afferma di aver voluto riservarsi la possibilità di “parlare di tutto”, senza autolimitazioni, ma anche “senza aver l’intenzione di consentire la cementificazione della fascia costiera”.
C’è inoltre da considerare che si tratta di osservazioni iniziali che potranno anche essere ampiamente ridimensionate in Regione, in considerazione (si ritiene) anche delle leggi nazionali che governano la materia (Legge Galasso e DPR 616/97). In conclusione il sindaco ha confermato la propria volontà di dialogare con le forze ambientaliste, dicendosi pronto alla costituzione di una Consulta comunale per l’ambiente con la partecipazione delle varie associazioni locali.
Marisa Loreti

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