la voce del lago

n. 7 - agosto-settembre 2002

SICCITA': RAZIONARE O PROGRAMMARE?
I consigli di un ex ministro
La perforazione incontrollata dei pozzi contribuisce ad abbassare le falde acquifere. Nella foto la trivellazione di un pozzo a Vigna di valle
Anche oggi, mentre scrivo, è una giornata bellissima, perfettamente serena, che mi ricorda la siccità di quando vivevo in Australia, e quando fissavamo l'orizzonte nell'attesa che spuntasse una nuvola, quando ci precipitavamo davanti alla tv nella speranza di cogliere un barlume di ottimismo nelle previsioni del tempo.
In Italia non si è ancora arrivati al livello di utilizzo raggiunto in Australia, dove gli agricoltori che praticano irrigazioni dei terreni godono sull'acqua lo stesso diritto di proprietà che hanno sui terreni.
Essendo l'acqua in Italia per lunga tradizione di proprietà comunale si suole far fronte a eventuali carenze regolamentadone l'erogazione. Ma questo sistema è molto dispendioso e burocratico. Modulando a seconda delle necessità il prezzo dell'acqua fornita dal comune e al tempo stesso la tariffa dell'energia elettrica usata per l'irrigazione, si potrebbe ottenere un bel risparmio di acqua e un suo minore costo.
A prescindere dalle precipitazioni che si avranno nei prossimi mesi, sono ben scarse le possibilità di ricevere acqua piovana sufficiente a colmare le falde acquifere e a fornire adeguate scorte per l'estate.
Per l'acqua di uso domestico erogata dal comune la più semplice forma di gestione della domanda consiste nel dividere l'anno in due parti, indicando come "estate" i mesi da luglio a settembre, e come "il resto" i mesi da ottobre a giugno. Il prezzo dell"'estate" va sostanzialmente aumentato mentre il prezzo per "il resto' va ridotto. In tal modo il prezzo totale dell'acqua del cittadino che consumi approssimativamente la stessa quantità giornaliera di acqua rimarrebbe invariato.
A pagare di più sarebbero alberghi, campeggi, piscine private e residenti estivi che consumano l'acqua prevalentemente durante i mesi estivi. Non c'è dubbio che da parte di tali utenti sorgerebbero forti obiezioni, ma i comuni potranno far rilevare che il razionamento dell'acqua avrebbe conseguenze anche più gravi per l'industria del turismo.
Il piano dovrebbe comunque essere scandito lungo un certo numero di anni. Il margine tra la tariffa "estate" e la tariffa "il resto" dovrebbe aumentare gradualmente per un certo periodo di anni per offrire a tutti l'opportunità di ridurre il consumo durante la siccità estiva.
C'è poi un problema supplementare. Una grande quantità d'acqua viene usata per l'irrigazione durante i mesi estivi. Gli agricoltori usano grandi irrigatori a pioggia che lanciano in aria un enorme getto d'acqua.
Se vengono usati durante la calura del giorno quando soffia il vento secco, almeno il 40% dell'acqua va perduta per evaporazione prima di raggiungere il suolo. Mentre è ovvio che durante la notte, quando la temperatura è più bassa, l'umidità è maggiore e il vento si è posato, l'irrigazione è più effettiva e comporta meno costi.
Ma ancora oggi molti agricoltori persistono nell'irrigazione diurna. Occorre allora intervenire. Una soluzione semplice potrebbe essere l'introduzione di nuove tariffe elettriche con una più alta tariffa diurna e una ridotta tariffa notturna. Tale sistema riguarderebbe soltanto gli agricoltori che praticano l'irrigazione a pioggia, senza penalizzare gli utenti che usano l'elettricità durante il giorno.
Tutti speriamo che arrivino abbondanti piogge, ma dobbiamo essere realistici.
Data la crescente domanda di acqua per usi domestici, turistici e agricoli, è probabile che momenti critici si presentino con sempre maggiore frequenza. L'attuale crisi dovrebbe essere usata per piani a lungo termine per gestire la domanda e risparmiare la preziosa acqua dell'estate.
Brian Chatterton

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALCUNI DATI
Il punto
Una zona ricca di acque quella del lago di Bracciano ma che subisce anche quest'anno, dopo diversi mesi di scarse precipitazioni, quella diminuzione di risorse idriche che costituisce una piaga sociale in diverse zone d'Italia, soprattutto al sud e al centro.
Quali le cause? Tra quelle più generali possiamo citare il dissesto idrogeologico per eccesso di sfruttamento del suolo, le sistemazioni idrauliche che hanno canalizzato fossi e corsi d'acqua naturali e soprattutto, in questi ultimi anni, l'estrazione incontrollata attraverso pozzi. Ma anche le modifiche al deflusso naturale delle precipitazioni a causa della impermeabilizzazione del suolo dovuta alla crescita degli insediamenti urbani e delle infrastrutture.
Vediamo qualche cifra. Le risorse idriche sotterranee del lago di Bracciano (studio Università la Sapienza-Boni 1992) - in un bacino di 547 km quadrati - sono alimentate da una infiltrazione pari a 325 mm/anno ed una portata media di 5,70 metri cubi/secondo.
Una situazione, almeno per oggi, abbastanza buona. Ma cosa succederebbe se la siccità riducesse ancora il livello delle falde acquifere e se la domanda d'acqua dovesse crescere? E' infatti prevedibile l'aumento di quest'ultima sia per usi civili e produttivi, sia per lo sport (campi da golf compresi).
C'è inoltre l'effetto dell'eccessivo prelievo da parte degli acquedotti e dei pozzi privati, con volumi idrici sproporzionati rispetto alle risorse locali. In un progetto di Piano regolatore per gli acquedotti del Ministero dei lavori pubblici (decreto ministeriale del 1967) si fanno proiezioni fino al 2015 che prevedono dotazioni pro capite che vanno dai 100 litri/giorno per le case sparse a 750 litri/giorno per le grandi città. Per i centri fino a 10.000 abitanti si possono quindi prevedere valori fino a 200 litri/secondo. Il che significherà tra l'altro l'addio agli orticelli e giardinetti familiari annaffiati con l'acqua fornita dal Comune.
Intanto, guardandoci in giro: si può vedere intorno al lago come molte fonti e fontanili si siano già prosciugati per il 60 per cento. Un esempio? Ricordo che in poco più di quindici anni di mia permanenza lavorativa nel territorio di Vicarello delle 13 fonti perenni, solo 6 negli ultimi anni davano ancora acqua ed in regime molto ridotto.
Ciò che in parte era dovuto alla scarsità di precipitazioni ed in parte all'eccessiva urbanizzazione delle campagne di Oriolo e Bassano, dove l'8O% delle abitazioni hanno un pozzo privato. Ciò che ha contribuito sensibilmente all'abbassamento della falda superficiale.
Di qui l'esigenza di uno stretto controllo ambientale su tutta l'area.
Alfredo Di Stefano
 
pagina precedente - home - pagina successiva