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perforazione incontrollata dei pozzi contribuisce ad
abbassare le falde acquifere. Nella foto la trivellazione
di un pozzo a Vigna di valle |
Anche
oggi, mentre scrivo, è una giornata bellissima, perfettamente
serena, che mi ricorda la siccità di quando vivevo
in Australia, e quando fissavamo l'orizzonte nell'attesa che
spuntasse una nuvola, quando ci precipitavamo davanti alla
tv nella speranza di cogliere un barlume di ottimismo nelle
previsioni del tempo.
In Italia non si è ancora arrivati al livello di utilizzo
raggiunto in Australia, dove gli agricoltori che praticano
irrigazioni dei terreni godono sull'acqua lo stesso diritto
di proprietà che hanno sui terreni.
Essendo l'acqua in Italia per lunga tradizione di proprietà
comunale si suole far fronte a eventuali carenze regolamentadone
l'erogazione. Ma questo sistema è molto dispendioso
e burocratico. Modulando a seconda delle necessità
il prezzo dell'acqua fornita dal comune e al tempo stesso
la tariffa dell'energia elettrica usata per l'irrigazione,
si potrebbe ottenere un bel risparmio di acqua e un suo minore
costo.
A prescindere dalle precipitazioni che si avranno nei prossimi
mesi, sono ben scarse le possibilità di ricevere acqua
piovana sufficiente a colmare le falde acquifere e a fornire
adeguate scorte per l'estate.
Per l'acqua di uso domestico erogata dal comune la più
semplice forma di gestione della domanda consiste nel dividere
l'anno in due parti, indicando come "estate" i mesi
da luglio a settembre, e come "il resto" i mesi
da ottobre a giugno. Il prezzo dell"'estate" va
sostanzialmente aumentato mentre il prezzo per "il resto'
va ridotto. In tal modo il prezzo totale dell'acqua del cittadino
che consumi approssimativamente la stessa quantità
giornaliera di acqua rimarrebbe invariato.
A pagare di più sarebbero alberghi, campeggi, piscine
private e residenti estivi che consumano l'acqua prevalentemente
durante i mesi estivi. Non c'è dubbio che da parte
di tali utenti sorgerebbero forti obiezioni, ma i comuni potranno
far rilevare che il razionamento dell'acqua avrebbe conseguenze
anche più gravi per l'industria del turismo.
Il piano dovrebbe comunque essere scandito lungo un certo
numero di anni. Il margine tra la tariffa "estate"
e la tariffa "il resto" dovrebbe aumentare gradualmente
per un certo periodo di anni per offrire a tutti l'opportunità
di ridurre il consumo durante la siccità estiva.
C'è poi un problema supplementare. Una grande quantità
d'acqua viene usata per l'irrigazione durante i mesi estivi.
Gli agricoltori usano grandi irrigatori a pioggia che lanciano
in aria un enorme getto d'acqua.
Se vengono usati durante la calura del giorno quando soffia
il vento secco, almeno il 40% dell'acqua va perduta per evaporazione
prima di raggiungere il suolo. Mentre è ovvio che durante
la notte, quando la temperatura è più bassa,
l'umidità è maggiore e il vento si è
posato, l'irrigazione è più effettiva e comporta
meno costi.
Ma ancora oggi molti agricoltori persistono nell'irrigazione
diurna. Occorre allora intervenire. Una soluzione semplice
potrebbe essere l'introduzione di nuove tariffe elettriche
con una più alta tariffa diurna e una ridotta tariffa
notturna. Tale sistema riguarderebbe soltanto gli agricoltori
che praticano l'irrigazione a pioggia, senza penalizzare gli
utenti che usano l'elettricità durante il giorno.
Tutti speriamo che arrivino abbondanti piogge, ma dobbiamo
essere realistici.
Data la crescente domanda di acqua per usi domestici, turistici
e agricoli, è probabile che momenti critici si presentino
con sempre maggiore frequenza. L'attuale crisi dovrebbe essere
usata per piani a lungo termine per gestire la domanda e risparmiare
la preziosa acqua dell'estate.
Brian Chatterton |
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Una
zona ricca di acque quella del lago di Bracciano ma che subisce
anche quest'anno, dopo diversi mesi di scarse precipitazioni, quella
diminuzione di risorse idriche che costituisce una piaga sociale
in diverse zone d'Italia, soprattutto al sud e al centro.
Quali le cause? Tra quelle più generali possiamo citare il
dissesto idrogeologico per eccesso di sfruttamento del suolo, le
sistemazioni idrauliche che hanno canalizzato fossi e corsi d'acqua
naturali e soprattutto, in questi ultimi anni, l'estrazione incontrollata
attraverso pozzi. Ma anche le modifiche al deflusso naturale delle
precipitazioni a causa della impermeabilizzazione del suolo dovuta
alla crescita degli insediamenti urbani e delle infrastrutture.
Vediamo qualche cifra. Le risorse idriche sotterranee del lago di
Bracciano (studio Università la Sapienza-Boni 1992) - in
un bacino di 547 km quadrati - sono alimentate da una infiltrazione
pari a 325 mm/anno ed una portata media di 5,70 metri cubi/secondo.
Una situazione, almeno per oggi, abbastanza buona. Ma cosa succederebbe
se la siccità riducesse ancora il livello delle falde acquifere
e se la domanda d'acqua dovesse crescere? E' infatti prevedibile
l'aumento di quest'ultima sia per usi civili e produttivi, sia per
lo sport (campi da golf compresi).
C'è inoltre l'effetto dell'eccessivo prelievo da parte degli
acquedotti e dei pozzi privati, con volumi idrici sproporzionati
rispetto alle risorse locali. In un progetto di Piano regolatore
per gli acquedotti del Ministero dei lavori pubblici (decreto ministeriale
del 1967) si fanno proiezioni fino al 2015 che prevedono dotazioni
pro capite che vanno dai 100 litri/giorno per le case sparse a 750
litri/giorno per le grandi città. Per i centri fino a 10.000
abitanti si possono quindi prevedere valori fino a 200 litri/secondo.
Il che significherà tra l'altro l'addio agli orticelli e
giardinetti familiari annaffiati con l'acqua fornita dal Comune.
Intanto, guardandoci in giro: si può vedere intorno al lago
come molte fonti e fontanili si siano già prosciugati per
il 60 per cento. Un esempio? Ricordo che in poco più di quindici
anni di mia permanenza lavorativa nel territorio di Vicarello delle
13 fonti perenni, solo 6 negli ultimi anni davano ancora acqua ed
in regime molto ridotto.
Ciò che in parte era dovuto alla scarsità di precipitazioni
ed in parte all'eccessiva urbanizzazione delle campagne di Oriolo
e Bassano, dove l'8O% delle abitazioni hanno un pozzo privato. Ciò
che ha contribuito sensibilmente all'abbassamento della falda superficiale.
Di qui l'esigenza di uno stretto controllo ambientale su tutta l'area.
Alfredo Di Stefano |
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