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| La
Villa Claudia |
Le
Mura di S. Stefano |
Più
volte abbiamo denunciato sulle colonne di questo giornale le politiche
che mirano a ridurre, su vari fronti, le garanzie di tutela dell'ambiente
e della legislazione sulle aree protette. E non possiamo non osservare
ora come, con il decreto "salva-deficit" del governo,
nuovi rischi vengano a pesare su tutto il patrimonio storico, artistico
e naturalistico del nostro paese. Un rischio che le organizzazioni
ambientaliste italiane (Wwf, Legambiente, Fai, Italia Nostra, Comitato
per la bellezza, Greenpeace, lnu, Lac, Vas, Marevivo, Lipu, Lav,
Associazione Bianchi Bandinelli) hanno denunciato chiedendo al Presidente
della repubblica Ciampi un intervento per impedire la svendita di
questo patrimonio.
In breve, il "decreto salva-deficit" prevede la possibilità
del trasferimento di questi beni a una "Patrimonio dello Stato
Spa", la quale può utilizzarlo per "fare cassa",
cioè per tappare le falle dei conti pubblici italiani. In
sostanza cedendoli ai privati, senza le garanzie di tutela previste
dalla precedente normativa.
Un decreto che ha provocato, tra l'altro, l'uscita dal governo del
sottosegretario ai beni culturali Sgarbi, in polemica con il suo
ministro Urbani che si è subito allineato alle esigenze "di
cassa" del ministro Tremonti. Certo, da parte del governo e
della maggioranza sono venute assicurazioni che, bontà loro,
il Colosseo non verrà venduto.
E lo stesso presidente della Repubblica ha dovuto chiedere ufficialmente
al presidente del Consiglio un intervento chiarificatore sulla sorte
di questi beni. Berlusconi gli ha risposto in una lettera in cui
dà assicurazioni generiche; e che è stata ritenuta
dalle associazioni ambientaliste totalmente inadeguata, in quanto
non prevede alcuna garanzia legislativa, dimostrando così
scarso interesse per la salvaguardia del nostro vasto e ricchissimo
patrimonio culturale e ambientale.
Forse il decreto "salva-deficit" non avrà effetti
diretti sul lago di Bracciano.
Ma vogliamo intanto rilevare come le sue spiagge siano di anno in
anno sempre più privatizzate o inaccessibili a chi non paga.
I comuni, anche qui per fare cassa, rilasciano sempre nuove concessioni
ai privati sulle spiagge (per lettini, ombrelloni, noleggio barche)
riducendo così le spiagge libere. E per chilometri e chilometri
il lago è "in gabbia", recintato da ville o stabilimenti
privati, che impediscono il suo libero accesso. Una situazione su
cui riflettere per tutti.
Giorgio Migliardi |
| Trevignano:
la demagogia del locale Circolo di An |
IL
COMMENTO |
Grande
spreco di aggettivi nella lettera aperta che il Circolo di Alleanza
nazionale di Trevignano ha indirizzato ai presidenti della Regione
Lazio, della Provincia, della Federazione provinciale di An e ai
cittadini di Trevignano.
L'obiettivo della lettera è quello di "commissariare"
il Parco di Bracciano-Martignano, definito "incomprensibile,
inaccettabile, fallimentare, assurdo". Gli argomenti avanzati
per sostenerlo sono pretestuosi e spesso demagogici. E una delle
accuse riguarda proprio l'agricoltura. Un tema su cui proprio il
Circolo di An aveva organizzato un convegno a Trevignano con la
partecipazione del ministro Gianni Alemanno. Fatto sta che proprio
in quel convegno il ministro, autorevole esponente di Alleanza nazionale,
ha tagliato corto rispetto alle lamentele piagnone di alcuni partecipanti,
ricordando che l'agricoltura può svilupparsi solo in armonia
con l'ambiente e che un suo rilancio è possibile solo puntando
su produzioni di qualità e su una progettualità seria.
Cioè proprio su quelli che sono gli obiettivi dell'area protetta
che ora alcuni esponenti del Polo (per fortuna non tutti) vorrebbero
abolire. Quale spudoratezza poi, nella lettera-volantino di An,
nel sostenere che la crisi dell'agricoltura locale è dovuta
all'istituzione del Parco. Quando tutti sanno, e come il nostro
giornale ha documentato (nel suo numero 4 dell'aprile scorso), che
la drastica diminuzione a Trevignano dei terreni coltivabili e delle
aziende agricole è dovuta all'espansione edilizia e non certo
al Parco. Qualcuno ha mai notato negli ultimi anni a Trevignano
prese di posizione di An contro l'espansione edilizia a scapito
dell'agricoltura e dei cacciatori?
Quale demagogia poi nel riferimenti che nella lettera volantino
si fanno a Settimio Cecconi e a suoi articoli comparsi sul nostro
giornale che criticano alcuni aspetti della gestione dell'Ente.
Critiche su cui la lettera-volantino si dice d'accordo, ma che come
tutti sanno sono ispirate da ben altri intendimenti.
Un'ultima notazione: se il Parco non è ancora pienamente
decollato, la responsabilità è in primo luogo della
Regione Lazio che impedisce da oltre un anno la sua perimetrazione
definitiva. Perché allora il Circolo di An non chiede di
"commissariare" la Regione?
G. M. |