Le
Terme, note come Aquae Auree lianee ovvero come Acquae Apolllnares
Novae, facevano parte di un vicus, costruito probabilmente
nel II secolo d.C. (all'epoca di Traiano, Adriano o Marco
Aurelio).
Ma l'origine delle Terme è certamente più antica
e risale all'epoca degli etruschi I romani vi veneravano Apollo
ed Esculapio in onore dei quali fu eretto un tempio, del quale
evidentemente trae origine il nome, tuttora in uso, di Termae
Apollinares ad Lacus Sabatinum.
Col fiorire dell'impero romano Vicarello e le sue Terme divennero
estremamente importanti con la costruzione della Grande Villa
(fine età domiziane) vari diverticoli di strade consolari,
con caserme per la cura dei soldati reduci dalla Spagna, dalla
Germania, dalla Gallia, e per la cura dei gladiatori che combattevano
nella Roma imperiale. Nel Medio Evo le Terme dovettero subire
l'invasione e la distruzione prima da parte dei Saraceni e
successivamente dei Longobardi e la loro importanza venne
addirittura dimenticata. Alla fine del XII secolo tutta la
"Tenuta di Vicarello" Terme comprese, risulta di
proprietà del Monastero Clauniacense di San Saba in
Roma. Molti beni dei monaci del Monastero di S. Saba furono
successivamente venduti da Papa Pio IV per far fronte alle
spese del Concilio di Trento ed i territori di Palo, Vicarello
e S. Maria di Galeria passarono agli Abbati Commendatari.
Nel 1236 gli abati diedero in enfiteusi agli Orsini le terre
di Galeria fino aI 1432. Il 6 agosto 1573 Papa Gregorio XIII
con la Bolla Novaecrea tionis et fundationis Collegi Germanici
ricostituì il nuovo Collegio germanico dando allo stesso
la tenuta di Vicarello ed al Collegio Ungarico Urbis quella
di S. Maria di Galeria. Con decreto del 13 aprile 1850 lo
stesso Papa fuse i due Collegi in Collegio Germanico-Ungarico.
Le Terme Apollinari di Vicarello sotto l'enfiteusi degli Orsini
persero di fama e di splendore fino a circa il 1660 quando
il Collegio ritornò in possesso della Tenuta e con
essa iniziò a risistemare le Terme. |
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terme 150 anni fa |
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"Che
tristezza, le terme di Vicarello chiuse e abbandonate! Eppure, ancora
vent'anni fa molti di noi le ricordano fiorenti e ordinate, immerse
in un giardino curato e profumato. Ormai sono quasi dimenticate:
il nome di Vicarello suscita soltanto lo spettro di battaglie legali,
di accuse e controaccuse, di miliardi immobilizzati".
Lo scriveva dieci anni fa la "Tribuna del lago" e potremmo
scriverlo ancora oggi.
Nonostante fosse stato dato un incarico per la ristrutturazione
all'architetto Portoghesi e benché fossero iniziati alcuni
lavori di pulitura, tutto è stato abbandonato. I lavori sono
fermi da anni e le terme si trovano in uno stato di profondo abbandono,
come pure lo splendido giardino all'italiana con piante orientali,
i cui semi furono portati dai padri missionari. Ora la vegetazione
si è impossessata del piano terreno ed il glicine ha avvolto
l'intero padiglione. Inoltre, l'acqua della falda termale si abbassata,
forse anche a causa delle perforazioni fatte dall'azienda Vicarello
nel 1987. Le virtù terapeutiche delle acque di Vicarello
erano note dai tempi degli etruschi e dei romani. Ma è solo
nel 1843 che viene condotto un una indagine scientifica sulla loro
efficacia curativa, da parte di Saverio Bartrocci, professore di
fisica sperimentale della Sapienza che pubblica in quell'anno, per
i caratteri della tipografia dell'ospizio apostolico, la terza edizione
delle sue ricerche fisico-chimiche sul lago sabatino e "principalmente
sulle acque termali di Vicarello". |
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