la voce del lago
n. 6 - giugno-luglio 2002
LE TERME
Breve storia delle Terme
Le Terme, note come Aquae Auree lianee ovvero come Acquae Apolllnares Novae, facevano parte di un vicus, costruito probabilmente nel II secolo d.C. (all'epoca di Traiano, Adriano o Marco Aurelio).
Ma l'origine delle Terme è certamente più antica e risale all'epoca degli etruschi I romani vi veneravano Apollo ed Esculapio in onore dei quali fu eretto un tempio, del quale evidentemente trae origine il nome, tuttora in uso, di Termae Apollinares ad Lacus Sabatinum.
Col fiorire dell'impero romano Vicarello e le sue Terme divennero estremamente importanti con la costruzione della Grande Villa (fine età domiziane) vari diverticoli di strade consolari, con caserme per la cura dei soldati reduci dalla Spagna, dalla Germania, dalla Gallia, e per la cura dei gladiatori che combattevano nella Roma imperiale. Nel Medio Evo le Terme dovettero subire l'invasione e la distruzione prima da parte dei Saraceni e successivamente dei Longobardi e la loro importanza venne
addirittura dimenticata. Alla fine del XII secolo tutta la "Tenuta di Vicarello" Terme comprese, risulta di proprietà del Monastero Clauniacense di San Saba in Roma. Molti beni dei monaci del Monastero di S. Saba furono successivamente venduti da Papa Pio IV per far fronte alle spese del Concilio di Trento ed i territori di Palo, Vicarello e S. Maria di Galeria passarono agli Abbati Commendatari. Nel 1236 gli abati diedero in enfiteusi agli Orsini le terre di Galeria fino aI 1432. Il 6 agosto 1573 Papa Gregorio XIII con la Bolla Novaecrea tionis et fundationis Collegi Germanici ricostituì il nuovo Collegio germanico dando allo stesso la tenuta di Vicarello ed al Collegio Ungarico Urbis quella di S. Maria di Galeria. Con decreto del 13 aprile 1850 lo stesso Papa fuse i due Collegi in Collegio Germanico-Ungarico.
Le Terme Apollinari di Vicarello sotto l'enfiteusi degli Orsini persero di fama e di splendore fino a circa il 1660 quando il Collegio ritornò in possesso della Tenuta e con essa iniziò a risistemare le Terme.

 

 

 

Le terme 150 anni fa
"Che tristezza, le terme di Vicarello chiuse e abbandonate! Eppure, ancora vent'anni fa molti di noi le ricordano fiorenti e ordinate, immerse in un giardino curato e profumato. Ormai sono quasi dimenticate: il nome di Vicarello suscita soltanto lo spettro di battaglie legali, di accuse e controaccuse, di miliardi immobilizzati".
Lo scriveva dieci anni fa la "Tribuna del lago" e potremmo scriverlo ancora oggi.
Nonostante fosse stato dato un incarico per la ristrutturazione all'architetto Portoghesi e benché fossero iniziati alcuni lavori di pulitura, tutto è stato abbandonato. I lavori sono fermi da anni e le terme si trovano in uno stato di profondo abbandono, come pure lo splendido giardino all'italiana con piante orientali, i cui semi furono portati dai padri missionari. Ora la vegetazione si è impossessata del piano terreno ed il glicine ha avvolto l'intero padiglione. Inoltre, l'acqua della falda termale si abbassata, forse anche a causa delle perforazioni fatte dall'azienda Vicarello nel 1987. Le virtù terapeutiche delle acque di Vicarello erano note dai tempi degli etruschi e dei romani. Ma è solo nel 1843 che viene condotto un una indagine scientifica sulla loro efficacia curativa, da parte di Saverio Bartrocci, professore di fisica sperimentale della Sapienza che pubblica in quell'anno, per i caratteri della tipografia dell'ospizio apostolico, la terza edizione delle sue ricerche fisico-chimiche sul lago sabatino e "principalmente sulle acque termali di Vicarello".
 
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