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ANNO V - n. 54 - luglio 2007

LA VICENDA DI VICARELLO

1989, la Vicarello Spa illustra il suo progetto per la lottizzazione: 271 ville, 2 maxi alberghi, 2 campi da golf, la gestione delle Terme ecc.

Con gli anni ’70 la tenuta inizia a suscitare appetiti speculativi che la pongono al centro di un aspro contenzioso. Al Collegio Germanico Ungarico e alle Società proprietarie succedutegli, miranti a una utilizzazione edificatoria, si contrappongono i cittadini interessati alla sua tutela, alle terme, ai posti di lavoro che le terme e l’azienda agricola fornivano.

Marzo 1971 – Il PRG di Bracciano consente l’urbanizzazione di gran parte di Vicarello.

1974 – Il Comune adotta un altro PRG che conferma l’urbanizzazione della tenuta.Contro la delibera si schiera un vasto movimento di opinione, le associazioni ambientaliste e istituzioni culturali; accademie straniere, la stampa italiana ed estera, INU (Istituto Nazionale di Urbanistica, facoltà universitarie dell’archeologia e l’agronomia.

Maggio 1980 – La Regione Lazio approva il nuovo PRG di Bracciano, accogliendo molte delle osservazioni formulate dall’Inu e dagli ambientalisti.

1983 – Il Collegio Germanico vende la tenuta per 6 miliardi alla Società Agricola Vicarello della quale fanno parte 4 costruttori) ben presto in difficoltà finanziarie.

1989 – La Società Agricola Vicarello viene incorporata dalla Vicarello Spa, costituita per la bisogna con capitale sottoscritto per il 99 per cento dalla The Vicarello Partnership, con sede a Londra. La Società agisce con febbrile attivismo, avvalendosi di tecnici di fama internazionale, stringendo rapporti con le autorità comunali di Bracciano, conducendo una campagna di persuasione sul territorio. Scaturisce 1: una proposta di variante al PRG che consente l’edificazione della parte più pregevole della tenuta; 2: una piano di lottizzazione che prevede 271 ville e due maxi-alberghi (250 mille metri cubi), 2 campi da golf, impianti sportivi, centri commerciali e relative in fratture;3: una convenzione per la gestione degli impianti termali, il tutto corredato da clausole destinate a gravare pesantemente sui bilanci del Comune di Bracciano.

Ottobre 1990 – A Roma nella sede nazionale di Italia Nostra si tiene un convegno su Vicarello che ha una risonanza in campo internazionale. Per la prima volta è stata messa in piena luce l’altissima rilevanza archeologica di Vicarello; l’altro tema fondamentale di grande rilievo sono le terme.

Aprile 1991 – Il presidente della conferenza interparlamentare per l’ambiente, già ministro della pianificazione in Gran Bretagna, Lord Kennet, interviene sul Corriere della Sera con un lungo articolo in difesa di Vicarello e della fascia verde che dovrebbe dare respiro a Roma.

8 agosto 1991 - IlConsiglio comunale di Bracciano approva il cosiddetto “Pacchetto Vicarello” integralmente tutte le proposte del progetto di variante al PRG.

Le associazioni ambientaliste denunciano al Comitato Regionale di Controllo (Coreco) l’irregolarità delle delibere comunali.

11 dicembre 1991 - Il Coreco annulla, dichiarandola illegittima, le deliberazione con cui era stato approvato il piano di lottizzazione della Vicarello Spa.

1992 – 93 -Sulla spinta di un’opinione pubblica sempre più sensibile al tema conservazione, l’Assessore all’Urbanistica della Regione Lazio, Adriano Redler, avvia la procedura per l’imposizione del vincolo paesaggistico su larga parte del bacino del lago di Bracciano.L’iter si snoda con difficoltà, tra lentezze della Pubblica Amministrazione e ostacoli frapposti dalla Società proprietaria di Vicarello.

18 aprile 1994 – Il ministro dei Beni Culturali ed Ambientali, Alberto Ronchey riesce a varare il decreto di salvaguardia, con il Vincolo Ronchey.

11 novembre 1994 – La Vicarello Spa ricorre al Tribunale Amministrativo delle Regione (Tar) chiedendo la sospensione del provvedimento, limitatamente ai 90 ettari in cui intende edificare.

31 gennaio 1996 – Accogliendo le eccezioni, il Tar emette sentenza favorevole alla Società, da cui discende l’annullamento degli effetti del decreto Ronchey per i menzionati 90 ettari.

16 settembre 1996 – Il ministro dei Beni Culturali ed Ambientali, il soprintendente per i Beni Ambientali e Architettonici del Lazio, il presidente della Regione Lazio, Italia Nostra e il Wwf, ricorrono al Consiglio di Stato presentando contestuale richiesta di sospensione dell’esecutività della sentenza.

6 dicembre 1996 – La richiesta di sospensione viene respinta, fatto accolto come un pessimo auspicio circa la futura pronunzia del supremo organo di giustizia amministrativa.

Aprile – maggio 1997 – Una serie di articoli comparsi su importanti quotidiani nazionali divulga le motivazioni della sentenza del Tar e i persistenti progetti edificatori della Vicarello Spa, suscitando una nuova ondata di protesta fra i cittadini.Le associazioni ambientaliste intervengono localmente a sostegno degli avvocati di parte, che possono così giovarsi della loro conoscenza del territorio e delle situazioni di fatto.

24 ottobre 1997 – Il Consiglio di Stato annulla la precedente sentenza del Tar, respingendo il ricorso della Società Vicarello e ripristinando la vigenza del Decreto Ronchey anche sull’intera tenuta.

18 ottobre 1999 – Al comune di Trevignano Antonio Pizzigallo, sindaco di Anguillara, Giulano Sala, sindaco di Bracciano, Rolando Luciani, sindaco di Trevignano siglano un protocollo d’intesa “formalizzando l’impegno ad avviare le procedure amministrative tecnico-finanziarie, di concerto con la Regione Lazio al fine di realizzare un progetto di assetto societario pubblico-privato nel quale i Comuni di Anguillara Sabazia, Bracciano, Trevignano Romano siano presenti e diretti partecipanti”. Il documento fa riferimento anche ad un protocollo d’intesa sottoscritto il 28 settembre 1995 “che impegnava i Comuni presenti ad individuare un progetto di gestione societaria pubblica-privata in ordine alla possibilità di acquisizione della proprietà dell’Azienda Agricola “Vicarello” e della relativa utilizzazione agricola, agrituristica, turistica e termale”.

25 novembre 1999 – Viene approvata la legge regionale del Lazio n. 36 che istituisce il Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano. Vicarello ricade nella Zona A di tutela integrale.

2001 – Il Consiglio comunale approva un progetto di massima proposto dalla Vicarello spa inserito nel Programma di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile (PRUSST) “San Pietro in Tuscia”.

14 giugno 2001 – Accordo tra Cinecittà Studios e la Vicarello Spa. Questo il testo del comunicato emesso da Cinecittà.“CinecittàStudios ha raggiunto un accordo con la società Vicarello spa per la gestione in esclusiva - a fini cinematografici - della loro tenuta di oltre 1.000 ettari adiacente al Lago di Bracciano, a soli 40 chilometri da Roma. Si tratta del più grande set naturale all'aperto oggi esistente in Europa, già utilizzato negli ultimi anni da importanti produzioni cinematografiche quali “Cuore” di Luigi Comencini, “Il Viaggio della Sposa” di Sergio Rubini,“La carbonara” di Luigi Magni, “Piccolo mondo antico” di Cinzia Th. Torrini, “Love and war in the Apennines” di John Kent Harrison. La gestione affidata a Cinecittà Studios rende ancora più attraente l'uso cinematografico della tenuta, grazie alla possibilità di arricchire ed integrare tutte le sue ambientazioni naturali con le costruzioni scenografiche di Cinecittà sia artigianali (le migliori nel mondo), sia virtuali (tecniche di digital backlot). Il valore “cinematografico” della tenuta è legato non solo alla sua ragguardevole estensione, ma anche alla presenza di molti angoli suggestivi: una vallata con orizzonte libero da qualsiasi segno di civiltà a 360°; resti delle antiche Terme Apollinari e dell'acquedotto Acqua Traiana; boschi e prati fioriti; panorami sul lago di Bracciano; un piccolo borgo dominato dalla Casina Valadier, eretta nel ’600”.

26 novembre 2005 – In un incontro ad Anguillaranell’ambito del progetto “Per un’economia partecipata” dell’Assessorato al Bilancio della Regione Lazio retto da Luigi Nieri viene presentata (a firma di Graziarosa Villani) una proposta per l’acquisto della tenuta di Vicarello da parte della Regione Lazio. L’acquisizione al patrimonio della Regione Lazio della storica tenuta di Vicarello viene poi inserito nel “Documento della partecipazione” del Documento di Programmazione Economica e Finanziaria regionale (DPEFR) 2006/2008.

3 Luglio 2007 – La Pirelli Re Agency pubblica annunci su quotidiani per la messa in vendita di Vicarello.

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