UN UNICO CAMPANILE PER 50.000 ABITANTI?
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Provocatoria proposta per il superamento dei localismi e la creazione di una unica entità amministrativa per i tre Comuni rivieraschi. Costi e benefici di un’ipotesi di ingegneria istituzionale
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| Bracciano |
Dalla passeggiata sul lungolago di Trevignano appaiono gli altri due paesi, Anguillara e Bracciano, che si affacciano sul bacino d’acqua comune. Questa situazione di reciproche viste esprime la loro evidente connessione. La visita dei tre centri storici, la più approfondita conoscenza del circostante, la lettura delle pubblicazioni sulla storia comune delle tre località confermano questo rapporto. E allora la domanda da rivolgere ai cittadini e agli amministratori dei Comuni di Anguillara, Bracciano e Trevignano é: perché non intraprendere un percorso di integrazione tale da far divenire i tre agglomerati urbani quello che, qualche anno fa, si sarebbe chiamato un’area metropolitana? Anzi, per essere più chiari, perché le tre amministrazioni non costituiscono un’unità, essendo già ora, idealmente, cosa una, anche se trina? Nulla vieta, una volta approvata la visione di area vasta e intrapreso un iter di condivisione di scelte urbanistiche e di comuni iniziative, di coinvolgere anche altri paesi circostanti che fanno riferimento al territorio Sabatino. Manziana, Oriolo e Canale Monterano, per fare un esempio attendibile. Ci rendiamo conto che questa idea non è modesta, né di semplice attuazione, ma non é nemmeno una rivoluzione. Sarebbe l’annunciato risultato di una situazione che di fatto esiste, anche se per ora appare come una modalità soltanto virtuale. Basterebbe soltanto crederci per renderla operativa. Esamineremo, di seguito, i molti aspetti positivi insieme ad alcune perplessità o forme di riluttanza che potrebbero invalidare la realizzazione di questo disegno politico ed amministrativo.
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| Anguillara |
Ciò che unisce e ciò che divide - Molto hanno in comune i tre paesi. Innanzitutto occupano un sito particolare, si affacciano e condividono lo stesso specchio d’acqua dal quale traggono benefici climatici e paesaggistici. Rivelano la singolarità geografica di essere contigui, disposti su una corona circolare e situati nei vertici di un triangolo, con il risultato che ognuno guarda sempre gli altri due. Hanno un passato simile alle spalle. Settecento anni di storia trascorsi molto da sudditi e poco da protagonisti. Nel duro lavoro dei campi, nella frugalità della vita quotidiana, almeno fino al 1960, nello sfruttamento di tutti a vantaggio di pochi. Insomma un lungo periodo non felice, non giusto, né democratico. Condividono, anche, molte altre cose. Fanno parte, insieme a nove amministrazioni pubbliche tra Comuni e Province, del Parco Bracciano-Martignano e possiedono, tutti e tre, un numero di millesimi (oltre 600) che dà loro la maggioranza nella comunità dell’Ente Parco; utilizzano, con altri soggetti, lo stesso sistema di depurazione (Cobis) e la stessa discarica, attualmente in via di esaurimento (Cupinoro); dispongono di un assetto scolastico integrato nel senso che sono presenti, nell’ambito dei tre Comuni, tutti i livelli dell’istruzione pre laurea e, da qualche anno, anche universitaria; usufruiscono di una ferrovia di carattere regionale (Anguillara e Bracciano direttamente, Trevignano tramite navette) per un collegamento con Roma; aderiscono al Sistema Bibliotecario Ceretano-Sabatino (non ancora Trevignano per miopi problemi burocratici). Minori, ma non secondarie, le cose che, invece, dividono i tre paesi. Innanzi tutto una arcaica visione localistica dei problemi da affrontare. Scelta che rivela, in un mercato globale, un ristretto angolo visuale della realtà e modi di privilegiare il proprio particolare rispetto a quello generale. Ed ancora una insufficiente propensione al lavoro collettivo, a condividere la modalità, ormai conosciuta e sperimentata, della discussione, riflessione e condivisione di un percorso comune. Approccio questo che sta parzialmente mutando con il crescere dell’emigrazione da Roma e da altri luoghi, anche stranieri, e l’inserimento di questi nuovi residenti nelle tre comunità. Molti potrebbero essere gli effetti positivi determinati dall’integrazione in una unica agglomerazione amministrativa che non sarebbe più la semplice somma di chi risiede nei tre paesi, ma diventerebbe una vasta area urbana, costituita da nuclei residenziali separati da zone verdi, abitata da più di cinquantamila persone considerando nel numero anchei molti possessori di seconde case. La riduzione certa delle spese relative al mantenimento della macchina burocratica (minore personale, ridotti importi di cancelleria, maggiore capacità di contrattazione con società di servizi) sarebbe il primo e più importante risultato. Altre utilità raggiungibili potrebbero essere un più valido accesso a progetti di sviluppo e recupero emanati da amministrazioni quali Provincia, Regione e Stato e quelli promossi dalla Comunità europea, una più attenta distribuzione e dislocazione delle attrezzature pubbliche, una visione più condivisa e intelligente delle iniziative culturali, perché programmabili contando su di un bacino di utenza e di coinvolgimento molto più grande rispetto a quello di un solo paese e superiori budget da spendere, un peso politico e sociale maggiore da far valere nel rapporto con altre istituzioni. Potrebbe essere forse una parziale soluzione al problema sollevato dal sindaco Minnucci, nella presentazione della Variante generale al Piano regolatore di Anguillara, per la presenza e pressione della centralità di Cesano. Gli effetti apparentemente negativi sono presto detti. La significativa riduzione di consiglieri comunali. Una conurbazione, un agglomerato urbano di cinquantamila abitanti ha infatti un numero minore di componenti rispetto alla somma dei tre consigli comunali. La perdita di una rivendicata libertà di poter operare come si vuole in un territorio piccolo e di una dichiarata identità comune. La prima, la libertà, è molto più apparente che concreta perché sottoposta a vincoli, leggi e consuetudini da rispettare uguali a quelli degli altri paesi circostanti. L’identità è anche essa più ostentata che reale, disattesa in molte circostanze, fluida e in itinere per il costante afflusso di nuovi residenti.
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| Trevignano |
Un possibile percorso da condividere - Il percorso per verificare se questa proposta potrà avere un seguito è demandato ai cittadini che abitano i tre paesi. Il bilancio tra costi e benefici è certamente favorevole all’accettazione di questa nuova realtà. I cambiamenti, come è noto, sono positivi e forieri di nuove, non conosciute possibilità. Ma proprio perché le mutazioni comportano ideazione, accettazione delle differenze, serio lavoro ed energie comuni debbono essere discussi con libera mente e attenta riflessione per essere condivisi e diventare patrimonio di tutti. Questa nuova visione prima di trasformarsi in fatti concreti dovrebbe concretizzarsi in forme di impegno per realizzare iniziative pubbliche comuni, quali l’utilizzazione di una pianificazione strategica e un rinnovato interesse verso settori quali la cultura e l’ambiente. Un buona definizione di pianificazione strategica, senza entrare troppo in ambiti tecnici, è quella di “una pratica pianificatoria che si avvale di un approccio strategico ai problemi del territorio e che è soggetta ad un’evoluzione continua in risposta ai cambiamenti del contesto”. L’approccio strategico richiede che prima di mettere in moto il processo di pianificazione si debbano concordare l’insieme di regole e principi che saranno seguiti per stabilire gli orientamenti di indirizzo del sistema e inoltre che la pianificazione territoriale, al mutare delle condizioni del contesto politico, economico e sociale, può e dovrà evolvere profondamente. In questo modo la pianificazione diviene il meditato risultato di un lungo processo evolutivo (strategia) che conosce modifiche, ripensamenti e cambiamenti distinguendosi da quello che si è fatto fin ora demandando ai progettisti del Piano regolatore decisioni di tipo vincolistico-normativo (tattica). La cura dedicata alla cultura e all’ambiente, o meglio, proprio la cultura dell’ambiente ha, in questa complessa visione del territorio individuato, un ruolo positivo. In termini semplici significa che dobbiamo aumentare la difesa e il controllo, il recupero e la valorizzazione del nostro circostante non limitandosi, questa volta, al modesto giardino di casa o a parti del territorio comunale, superfici certo più vaste del nostro cortile ma non ancora abbastanza grandi. Dovremmo insomma ragionare con un angolo di visuale esteso all’intero invaso del lago di Bracciano e ai paesi circostanti, affidando, in questo nuovo contesto, un ruolo determinante alla partecipazione democratica dei cittadini residenti. Corrado Placidi
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