la voce del lago
ANNO V - n. 51 - aprile 2007
RCORDANDO NENCINI

Trevignano, 14 aprileCentro culturale “la Fontana” - In una manifestazione, fortemente voluta dall’amministrazione comunale, si è ricordata la figura di Giuliano Nencini,assessore alla cultura del comune di Trevignano nel decennio che va dal 1995 al 2004.Nel corso dell’iniziativa, il sindaco Massimo Luciani, ha scoperto una targalegando, simbolicamente, il centro culturale “la Fontana” alla memoria di Giuliano Nencini. Pur nella ufficialità dell’evento,il ricordo commosso dei presenti ha dato all’incontro un tono familiare, come per ricordare non l’amministratore ma l’uomo. Non discorsi retorici ma parole semplici, persino alcuni silenzi, forse più significativi delle parole, per ricordare una persona schiva; sembrava quasi che Giuliano fosse seduto in platea, e non sul palco, ad ascoltare quegli elogi dettati dalla commozione e non dalla smania diprotagonismo, che certo non gli era congeniale.E Giuliano, protagonista suo malgrado, avrà apprezzato la pacatezza degli amici che lo hanno ricordato senza enfasi, limitandosi ad esprimere la loro stima e la sensazione di aver perso un vero amico. Il ricordo comune, pur nella differenza dei rapporti, rimandava l’immagine di un uomo semplice nella complessità.Massimo Luciani, medico di Giuliano, lo ha ricordato, nelle ultime fasi della malattia, lucido e sereno; il dottor Bianchini ha sottolineato le numerose iniziative, gestite insieme all’assessore alla cultura, come la nascita del museo civico di Trevignano; Renata Battaglini ha ricordato l’amico, attento ad ogni dettaglio e sempre pronto a sostenere ogni iniziativa per far crescere il livello culturale del paese. Diego Meozzi ha usato un termine, preso a prestito dal linguaggio scientifico, per parlare di Giuliano come un vero catalizzatore di energie positive. Commovente il ricordo di Rolando Luciani (ex sindaco) e di Paola Adami (dipendente comunale) che, lavorando a stretto contatto con l’assessore,non lo hanno voluto ricordare come lucido ed attento amministratore ma come un maestro di vita. Il ricordo di Giuliano ha unito persone diverse: trevignanesi di nascita e trevignanesi di elezione; l’ultimo regalo di un uomo che, superando steccati, ha messo a disposizione di tutti non soltanto la propria cultura ma la propria persona.Una poesia, recitata dal maestro Luciano Melani, e la musica, alcune brevi sonate allegre per flauto dolce, violoncello e clavicembalo, per concludere un pomeriggio che sembrava organizzato da Giuliano… per Giuliano. Ed infine la paura di chi scrive di non essere all’altezza di raccogliere, in qualche modo,l’eredità dell’assessore alla cultura, Giuliano Nencini. Con affetto, Antonella Morichelli

UN PIANO PER UNA GOVERNANCE DEL PAESAGGIO

Presentato in un convegno internazionale a Barbarano Romano il progetto europeo

Nella sala Sant’Angelo, a Barbarano Romano, si è svolto il 16 e 17 marzo 2007 il convegno internazionale di presentazione del progetto “Landsible” - Integrated landscape park e cioè un piano per la governance del paesaggio innovativa e responsabile delle aree marginali. Il (pic) programma di iniziativa comunitaria interregionale, cofinanziato dall’Unione Europea, ha come finalità prioritaria di promuovere la cooperazione, ma aggiungiamo noi, anche il confronto e lo scambio di reciproche esperienze e conoscenze tra regioni ed istituzioni territoriali ed economiche dello spazio europeo. Perché, dal microcosmo del lago di Bracciano, ma con attenzione tesa a cogliere iniziative che coinvolgono la Tuscia, sia romana che viterbese, ci occupiamo di questo convegno? Per tre ragioni. La prima, motivazione principale del convegno, è che il Landsisble (attività da ottobre 2006 a settembre 2007) affronta la tematica progettuale “Politiche e strumenti per la gestione del paesaggio e lo sviluppo” con un progetto pilota che elabora e utilizza metodologie innovative e condivise e le sperimenta nello schema di sviluppo dello spazio europeo. Il progetto presentato, dopo interventi generali su marginalità, archeologia e architettura del paesaggio, da alcuni dei partecipanti è il prodotto del lavoro di un gruppo, una partnership, composta di quattro enti: tre italiani – il Parco regionale Marturano del Comune di Barbarano Romano; la provincia di Cuneo (capofila): la provincia regionale di Agrigento – e il quarto – la municipality di Aetos (Grecia). Esaurita la fase preliminare, inizia ora quella della progettazione, di cui daremo conto in occasione della presentazione degli elaborati grafici e delle relazioni. Il secondo aspetto è la marginalità che caratterizza i paesi del lago di Bracciano e del territorio circostante. Da questa situazione storica, rivendicata e difesa con fierezza dalla maggioranza dei nativi come elemento positivo, si può uscire, come ribadito dai diversi intervenuti al convegno, solo riconoscendola come tale. Dimostrando, di conseguenza, interesse per quello che avviene al di là del proprio cortile, confrontando i propri insoluti problemi con quelli di altre marginalità, superando forme estreme di localismo e proponendo al posto di “piccolo è bello” l’altra parola d’ordine che la cooperazione tra piccoli è la vera forza trainante.

Il Manifesto sull’ambiente della regione etrusca

La terza ragione, a noi più cara, è che per ribadire ancora l’importanza della marginalità, ma anche in sintonia con quanto si discuteva nel convegno, è stata presentata la seconda edizione del “Manifesto sull’ambiente della regione etrusca”, proposta da Francesco Correnti, responsabile dell’ufficio consortile del Prusst – Programmi di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio. Il Manifesto, redatto in una prima edizione, aprile 2006, e ora ripresentato in una veste riveduta in base a nuovi approfondimenti e alle osservazioni fatte dai lettori del testo precedente, ha due sfere di interesse. Questi ambiti sono costituiti da dieci punti contrassegnati, il primo, dalla lettera A. “la conservazione integrata del patrimonio culturale dei monumenti e del contesto ambientale” e l’altro daB. “una città a misura dell’uomo, della donna e dei più deboli”. Gli scopi del Manifesto che si rivolge “ai nostri comuni” sono, in sintesi, la promozione di iniziative di salvaguardia del patrimonio architettonico e culturale; la conservazione, il recupero e la riqualificazione dell’ambiente naturale e dell’ambiente costruito esistente e la ricerca dei mezzi per ottenerli; la promozione del “diritto all’architettura” di tutti i cittadini; la mutua assistenza della città e dei comuni nella realizzazione dei loro scopi; l’informazione e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Il testo si ispira al Manifeste sul circostante costruitopubblicato, nel giugno 1976, dalla Association des Villes Historiques de Belgique. In un momento di rinnovo di alcuni consigli comunali (Bracciano, Civitavecchia, Manziana), di rielaborazioni di Varianti generali ai Piani regolatori (Trevignano Romano) e di osservazioni assai critiche oltre che numerose a quella da poco adottata (Anguillara Sabazia) la condivisione delle idee e degli appelli contenuti nel Manifesto aprirebbero orizzonti di speranza. La sua, anche parziale, adozione diraderebbe la fitta nebbia che circonda l’ambiente in cui viviamo. Insomma sarebbe buona e utile cosa che questa iniziativa fosse conosciuta fuori da ambiti e luoghi tecnici nei quali è ora divulgata e fatta propria dalleesistenti e nuove amministrazioni comunali. L’ambiente e i cittadini sarebbero più sereni e felici. Corrado Placidi

pagina precedente - home - pagina successiva