la voce del lago
ANNO IV - n. 47 - settembre 2006
PAPERE VITTIME DI STUPRO COLLETTIVO

Quando la natura è cruenta. Fenomeno dovuto al sovraffollamento e all’uso di nidificare in coppie isolate

Da qualche tempo rimbalzano dal molo di Anguillara delle voci che parlano di svariate papere morte, poi recuperate dal personale preposto. Rammentando i recenti e nefasti episodi del “virus dell’aviaria” queste voci potrebbero creare qualche ragionevole apprensione ma, nel nostro caso, stiamo di fronte a ciò che nella corrente terminologia dell’ornitologia (scienza che studia gli uccelli) viene indicato come “stupro di gruppo”. Il virus, almeno per ora, non ci preoccupa affatto. Testimoni oculari narrano di gruppi di papere che si scagliano contemporaneamente su una papera (di solito femmina) per cercare di accoppiarsi, a volte la malcapitata ci lascia le penne, in tutti i sensi. Si tratta di un fenomeno frequente nelle zone in cui c’è sovraffollamento di origine domestica, che hanno perso l’abitudine a nidificare in coppie isolate, soprattutto quando la maggior parte delle femmine sono occupate nella cova, le poche rimaste libere vengono insidiate da tutti i maschi in eccitazione. Sono stati osservati casi che, a volte, in assenza di femmine anche i maschi (debilitati) subiscono. Risultano, altresì, episodi di “stupri di gruppo” tra anatre domestiche sia in condizione di cattività che di libertà, e non sempre nei confronti di femmine. L’esito di questi comportamenti può essere fatale solo in condizioni di cattività (la vittima non ha mai scampo) o se chi la subisce ha dei problemi fisici. Relativamente a quest’ultimo caso si è aconoscenza quello di una germana (non pura) cieca che era stata affidata ad un privato perché nelle voliere di un suo vicino stava per fare una brutta fine; finché era protetta dal suo maschio andava tutto bene, quando questi è stato liberato ha rischiato seriamente di lasciarvi le penne anche in senso figurato. In senso stretto aveva già “dato” abbastanza. Ora sta benone e si è ripresa rapidamente. Il virus dell’aviaria può aspettare. Santino Di Carlo

Una germana reale trova una perfetta oasi per “partorire”

Anguillara.Un’anatra selvatica, germano reale, ha nidificato di nascosta in un giardino pensile su Via dei Soldati, e i proprietari, all’arrivo da Roma alla fine di luglio, hanno avuto la sorpresadi incontrarla fra le rose e il bosso con sei piccoli paperetti.Evidentemente aveva volato dentro il giardino, trovando una perfetta oasi di pace. Il giardino, essendo completamente chiuso, è servito come nido per la famiglia durante la crescita dei piccoli.Hanno avuto tutte le comodità:cibo eccellente, acqua da bere e una bagnarola con un scivolo per entrarci che i piccoli hanno rapidamente imparato ad usare. Persone esperte hanno consigliato di non portare la madre con i piccoli al lago, anche se fosse il loro posto naturale.Il gabbiano reale è notoriamente predatore degli anatroccoli.Lasciandoli crescere protetti nel giardino sarebbe l’ideale finché fossero sufficientemente grandi da non essere più in pericolo da predatori. Così è stato, e dopo un mese e mezzo, i sei piccoli, molto cresciuti e già con le penne, insieme alla madre sono stati portati al lago e messi in acqua. F.B.

Via Pradis Pedaggi che è dentro il perimetro del Parco, tenuta come una discarica

LAVATRICI NEL PARCO A CESANO

Nella zona di Cesano, in prossimità della Cassia in via Pradis Pedaggi esiste da anni una grande discarica abusiva. Tutta la strada, lunga circa un chilometro, è disseminata da lavatrici, frigoriferi, materassi, calcinacci, poltrone, divani, ecc. Questo territorio è inserito nel Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano e precisamente in zona A (massimo pregio). Da anni gli operatori del parco hanno segnalato agli organi preposti la penosa situazione ed anzi circa tre anni fa il Comune di Roma è riuscito a ripulire completamente l'area. Ma la pulizia è durata pochi giorni. Sono subito ripresi i depositi di materiali di ogni tipo. Ma ora sembra che finalmente il parco si sia fatto promotore di una opera di bonifica coinvolgendo il Comune di Roma per arrivare ad una soluzione definitiva del problema.

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