la voce del lago
ANNO IV - n. 45 - maggio 2006
CONDONI E AGRICOLTURA: COSA SUCCEDE CON LE ZPS?

Prevista in alcuni casi la “valutazione d’incidenza”. Per il terzo condono da considerare i i limiti imposti dalla legislazione regionale

L’assessore Angelo Bonelli, titolare delle politiche per l’Ambiente della Regione Lazio, con una circolare in data 4 aprile 2006 diretta ai presidenti delle Province, ai sindaci, ai presidenti delle Comunità Montane, ai direttori delle Aree Naturali Protette ed ai presidenti delle Università Agrarie, ha dettagliatamente illustrato il provvedimento adottato dalla Giunta regionale con deliberazione 19 luglio 2005, n. 651, concernente l’individuazione di nuove Zone di protezione speciale (ZPS). Queste zone, destinate a formare la rete dei siti necessari per proteggere le 181 specie di uccelli selvatici più minacciate d’Europa nonché le specie migratrici in generale, entrano a far parte della Rete Natura 2000, che vengono implementati in base ad obiettivi di conservazione, tenendo in considerazione l’integrazione delle attività umane in una attenta ottica di sviluppo sostenibile. La Rete Natura 2000 trae origine dalla Direttiva n. 43 del 1992 dell’Unione Europea, denominata “Habitat”, ed è finalizzata alla conservazione della diversità biologica presente nel territorio dell'Unione stessa e, in particolare, alla tutela di una serie di habitat e di specie animali e vegetali particolarmente rari. La Direttiva in questione prevede che gli Stati dell’Unione Europea contribuiscano alla costituzione della rete ecologica Natura 2000 in funzione della presenza e della rappresentatività sul proprio territorio di questi ambienti e delle specie, individuando aree di particolare pregio ambientale denominate Siti di Importanza Comunitaria (SIC), ai quali vanno aggiunte, appunto, le Zone di Protezione Speciale (ZPS) di cui si occupa la suddetta circolare dell’assessore regionale all’Ambiente, zone previste dalla Direttiva n. 409 del 1979, denominata "Uccelli".. La circolare ricorda innanzi tutto che il provvedimento regionale si è reso necessario per ottemperare all’obbligo di designazione di Zone di Protezione Speciale posto dalla Commissione Europea, che non ha ritenuto sufficienti, per numero e superficie, le designazioni di ZPS fatte dall’Italia, tanto che ha costituito in mora lo Stato italiano ai sensi dell’art. 228 del Trattato dell’Unione Europea. La carente designazione di tali aree in Italia – precisa l’assessore Bonelli – ha provocato infatti l’avvio di una procedura di infrazione (1993/2165) da parte della Commissione Europea contro lo Stato italiano, finalizzata ad ottenere la condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria pari a circa € 300.000,00 al giorno. La circolare prosegue, evidenziando che la sanzione pecuniaria può essere applicata, secondo il principio di sussidiarietà, alle Regioni inadempienti e che, in proposito, il Ministro dell’Ambiente aveva evidenziato l’urgenza delle designazioni all’ex Presidente della Regione Lazio,minacciando l’adozione da parte sua dei poteri sostitutivi in mancanza di tempestive azioni regionali. “A fronte di tale situazione – precisa ancora la circolare del 4 aprile – l’ex Assessore all’Ambiente della Regione Lazio, il 23 febbraio 2005, ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente una proposta di designazione di ZPS, coincidenti con aree naturali protette già istituite. Tale proposta è stata considerata insufficiente dal Ministero, in quanto non ricomprendente ampie porzioni delle aree per le quali la Commissione Europea ritiene invece necessaria la designazione.”

Albanella Nibbio
Cormorano Folaga
Garzetta - Egretta Martin Pescatore
Svasso Maggiore Poiana

La Commissione Europea, infatti, considera come riferimento scientifico per considerare soddisfacente o meno la designazione di Zone di Protezione Speciale, un inventario pubblicato da BirdLife International, “Important Bird Areas in Europe (IBA)”, e nel corso della procedura di infrazione ha espressamente indicato quali erano le aree IBA per le quali la Commissione ritiene necessario la designazione come ZPS (IBA 070 - Lago di Bracciano e Lago di Martignano; IBA 072 - Monti della Tolfa; IBA 074 - Monti Lepini). Inoltre, i perimetri delle aree da designare sono stati definiti dal Ministero dell’Ambiente che li ha trasmessi alle Regioni e Province Autonome per i provvedimenti di competenza. “Appare evidente che tali motivazioni hanno indotto questa Amministrazione – prosegue la circolare – a provvedere con urgenza alla designazione delle ZPS”, anche per mantenere alla Regione i poteri decisionali. Evidenziata così l’improrogabilità e l’urgenza che hanno portato all’adozione della deliberazione n. 651/2005 con l’individuazione delle nuove ZPS rispondenti esattamente alle indicazioni della Commissione Europea, l’assessore Bonelli chiarisce che – per quanto attiene al regime di tutela cui devono essere sottoposte le ZPS, le misure di conservazione necessarie, previste dalla direttiva di riferimento, riguardano specificatamente la tutela delle specie di avifauna e degli habitat, per garantire la sopravvivenza e la riproduzione delle stesse. Nelle direttive non è esplicitata nessuna preclusione alle attività antropiche esistenti all’interno delle ZPS individuate, ma viene stabilito che ogni misura adottata deve tener conto delle esigenze economiche, sociali e culturali del territorio. Viene stabilito, poi, che i piani o progetti e interventi non direttamente connessi e necessari alla gestione del sito, ma che possano avere incidenze sul tale sito, devono essere sottoposti a procedura di valutazione d’incidenza. Tale previsione – va notato – non si configura come divieto di qualsiasi attività, ma soltanto come una condizione per poter attuare determinati piani e progetti, dopo aver verificato le possibili incidenze su habitat e specie di interesse comunitario. La circolare – come si vede, si tratta di un documento lodevolmente esauriente e dettagliato – rileva che all’interno dei centri urbani, nella quasi totalità dei casi, sono assenti habitat e specie di interesse comunitario, e che quindi pare ragionevole sostenere, nelle more dell’adozione da parte della Regione di apposite disposizioni e/o atti normativi, che gli interventi di manutenzione sul patrimonio edilizio esistente all’interno dei centri urbani non debbano essere sottoposti alla procedura di valutazione di incidenza. Rimane comunque valida la previsione delle norme vigenti in materia di tutela delle specie animali e vegetali di interesse comunitario, anche negli edifici esistenti. Le attività agricole non sono assolutamente precluse ma si sottolinea che, in siti afferenti alla rete Natura 2000, incluse le Zone di Protezione Speciale, sono previste, nella programmazione dei Fondi Sviluppo Rurale 2007-2013, apposite misure di incentivazione e compensazioni e indennità, collegate ad una gestione attenta alle problematiche di gestione della diversità biologica. Ciò costituirà una ulteriore occasione di valorizzazione del territorio e delle potenzialità di sviluppo socio-economico. I procedimenti di affrancazione, liquidazione e legittimazione di beni di proprietà collettiva gravati da uso civico nelle aree oggetto di tutela sono fatti salvi. Per quanto riguarda il rapporto tra l’individuazione delle nuove ZPS ed il condono edilizio, le zone a protezione speciale non rientrano fra i vincoli paesaggistici (che parlano espressamente di parchi, riserve nazionali o regionali e dei territori di protezione esterna dei parchi), per cui non è dovuto il parere ai sensi dell’art. 32 della legge 47/85. Tuttavia occorre distinguere tra primo, secondo e terzo condono edilizio. Infatti mentre per le richieste di sanatoria non ancora definite e relative rispettivamente alla legge 47/85 ed alla legge 724/93 l’istituzione delle ZPS non comporta nessuna conseguenza, per l’ultimo condono occorre considerare i limiti imposti dalla legislazione regionale. La circolare conclude, informando che l’Assessorato regionale sta predisponendo gli atti, norme e disposizioni che disciplineranno compiutamente la materia e che potranno portare anche ad identificare gli interventi che non devono essere sottoposti a procedura, per la loro già evidente ed immediatamente identificabile irrilevanza a produrre impatti. Infine, le problematiche avanzate dalle amministrazioni e dalla popolazione saranno approfondite in tavoli di confronto e concertazione e attraverso l’attività di monitoraggio, che sarà realizzata di concerto con gli enti locali interessati. Francesco Correnti

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