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| Canale Monterano, all'incontro "Ambiente e Legalità" promosso dalla CGIL |
In gergo si chiamano Zps, un acronimo che sta per “Zona di Protezione Speciale” e da qualche mese questa poco nota forma di protezione degli habitat naturali sta facendo discutere, arrovellare e riflettere sindaci, amministratori, ambientalisti, cittadini di un’area vasta che va dal Tirreno al lago di Bracciano. In realtà le Zps non sono nuove, esistono da anni, ciò che è nuovo e che nel luglio scorso la giunta della Regione Lazio, in attuazione delle direttive europee “Habitat” ed “Uccelli” ha istituito, nel territorio a Nord della Provincia di Roma, nuove Zone di Protezione Speciali. Perché lo ha fatto? L’input è arrivato da un ben più convincente argomento che la mera intenzione di proteggere le aree individuate come corridoio delle migrazioni di uccelli migratori. L’Italia infatti, è stata giudicata inadempiente rispetto all’attuazione delle due citate direttive europee, e in virtù di questa circostanza il ministero dell’Ambiente, come raccontato il 13 maggio scorso dall’assessore all’Ambiente regionale Angelo Bonelli nell’incontro “Ambiente e Legalità” che si è svolto a Canale Monterano su iniziativa della Cgil Funzione Pubblica, nel febbraio 2005 ha diffidato la Regione Lazio a dare istituzione, entro 45 giorni, a nuove Zps, pena il pagamento di una multa fissata in 300mila euro al giorno. Così la giunta regionale del Lazio con delibera n. 651 del 19 luglio 2005 ha istituito nuove zone Zps: si tratta di quella del “Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate” di 68.886 ettari, di quella del “Comprensorio Bracciano-Martignano” di 19.554 ettari e di quella dei Monti Lepini. Le Zps in questione, e tutte le norme di salvaguardia conseguenti, di fatto sono diventate effettive il 13 dicembre del 2005 quando l’ex ministro dell’Ambiente Altero Mattioli ha inviato la cartografia relativa alla Commissione europea. Ma il bubbone è scoppiato in questi giorni, a distanza di vari mesi. Se gli ambientalisti esultano per l’ampliamento delle aree di protezione sono in molti a criticare le nuove Zps. Le proteste maggiori, almeno per il momento, arrivano dalla zona della Tolfa. La nuova ZpsTolfetano-Cerite-Manziate di fatto viene a creare un’area protetta laddove da decenni gli ambientalisti chiedevano di istituire il Parco dei Monti della Tolfa. Ma quel parco, anche per le forti resistenze trasversali locali, riuscì sempre a restare un “parco fantasma”, citato solo in qualche dichiarazione di intenti. Il Parco dei Monti della Tolfa infatti non venne istituito nemmeno nel 1999 quando la giunta di centrosinistra approvò la legge 29 sui parchi ed istituì nuove aree protette regionali tra le quali l’allora contestatissimo Parco di Bracciano-Martignano. La Zps tolfetana ha fatto così insorgere vari esponenti. A guidare le fila i presidenti delle Università Agrarie di Tolfa, Andrea Bargiacchi, e di Allumiere, Aldo Frezza.“Il nostro comprensorio, pregiato e raro dal punto di vista ambientale non lo è per delibera regionale o per l’attività meritoria di ciarlatani dell’ambiente – ha avuto modo di dire per iscritto Bargiacchi - ma per l’uso che le popolazioni locali ne hanno fatto nel corso dei decenni. Quelle stesse popolazioni che, alla faccia dei tanto sbandierati principi costituzionali di sussidiarietà e pari dignità, e dello slogan “marrazziano” “una Regione per tutti nessuno escluso”, non sono stateminimamente coinvolte in decisioni di fondamentale importanza per il loro futuro.
Se il metodo dell’istituzione della Zps è stato poco ortodosso – commenta ancora il presidente dell’Università Agraria di Tolfa -il merito è addirittura paradossale. L’inclusione di centri abitati, aree industriali ed artigianali, zone vocate ad agricoltura intensiva, zone di espansione già urbanizzate in nessun modo potrà contribuire alle finalità delle direttive comunitarie
Uccelli ed Habitat”. Sulla stessa linea anche Vittorio Massafra del Comitato Armonia che parla di diktat regionale e che, lamentando “l’errore della non consultazione”, si esprime contro quelle che definisce “le posizioni ambientaliste integraliste”. Se questo è lo scenario nella zona tolfetana, l’istituzione della nuova Zps nei territori del lago di Bracciano è un altro argomento di forte dibattito e discussione. La nuova Zps va di fatto ad allargare la perimetrazione, dal 1999 provvisoria, del Parco di Bracciano-Martignano incidendo molto sul territorio di Anguillara. Risultano incluse nella nuova Zps, ad Anguillara, le aree ricomprese tra via dei Vignali, San Francesco e Santo Stefano fino ai Sortilunghi con delimitazione di via della Mainella. Inclusa in questa nuova Zps anche l’area dove è in costruzione il nuovo istituto di scuola superiore finanziato dalla Provincia di Roma e territori adiacenti al corso dell’Arrone. Se prima l’area vincolata dal Parco era solo quella a destra (procedendo per la Braccianese) della via Santo Stefano denominata i Monti ora nuovi vincoli ricadono anche su tutta l’area a sinistra di via Santo Stefano. Resta come enclave la “patata”, già esclusa dalla perimetrazione provvisoria, di proprietà Settimi in forza di una presunta variante “sportiva” precedente all’istituzione del Parco di Bracciano-Martignano. La nuova situazione non è certo da poco impattando direttamente nel processo di adozione in corso della redigenda variante al Piano Regolatore Generale di Anguillara che, secondo indiscrezioni, avrebbe dovuto riguardare, con diverse destinazioni, anche l’area interessata dalla nuova Zps. Non sono mancate così contestazioni più o meno velate anche ad Anguillara nei confronti della Regione Lazio per il modo in cui si è proceduto. Sindaci, amministratori, presidenti di enti locali, direttori vari sono stati ricevuti, su queste questioni, l’11 maggio scorso alla Regione Lazio. In quella sede l’assessore Bonelli, che si appresterebbe a lasciare l’incarico assessorile optando per lo scranno conquistato alla Camera dei Deputati, ha parlato della convocazione a breve di incontri tecnici volti a valutare nei dettagli le questioni sollevata dalla Zps, il cui iter di individuazione, non prevede, ricorsi. Ma secondo l’esperto Roberto Bosi, di Verdi Ambiente e Società, che conosce in maniera certosina tutte le normative di carattere ambientali “le proteste non valgono”. I buoi, per cosi dire, sono già scappati. “L’individuazione della nuova Zps – spiega Bosi – è avvenuta in base ad un documento scientifico ed in particolare in base all’inventario pubblicato da BirdLife International “Important Bird Areas in Europe” e va a far parte della rete Natura 2000”. “Solo monitoraggi di 2 anni – dice ancora Bosi – consentiranno di cambiarne la perimetrazione”. Se Bonelli, al momento, è un po’ il bersaglio di quanti contestano la nuova Zps, nel merito e nelle procedure, analoghe se non maggiori “responsabilità” andrebbero attribuite all’ex ministro Altero Mattioli. In una sua lettera di replica al sindaco di Oriolo e ai presidenti delle Università Agrarie di Tolfa e Allumiere è lo stesso Bonelli a scrivere: “una volta trasmessa al ministero dell’Ambiente da parte della amministrazione regionale, la proposta di deliberazione o ampliamento di Zps, essa è stata validata dagli uffici del ministero e trasmessa, con lettera a firma del ministro dell’Ambiente in data 13/12/2005, alla Commissione europea. Tale lettera di designazione – scrive ancora Bonelli – costituisce atto istitutivo delle Zps con la quale tali aree entrano automaticamente a far parte della rete Natura 2000 e su di esse si applicano pienamente le indicazioni delle direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE e quindi del D.P.R. 357/97 in termini di tutela e gestione”. Sulle Zps comunque le questioni aperte restano molte. Non solo da più parti si contesta il metodo ma si sottolinea anche che molte aree, oggi rientranti nelle Zone di Protezione Speciale, sono urbanizzate. Non risultano chiari poi gli effetti che queste hanno sull’urbanistica e su eventuale richieste di sanatoria di immobili realizzati in aree in esse ricadenti. Bonelli ha confermato così, consapevole dei molti dissapori, intervenendo all’incontro del 13 maggio di Canale Monterano che verranno istituiti entro il mese di maggio dei “tavoli di concertazione” “per rivedere i perimetri della Zps, gli aspetti sull’urbanistica e sull’agricoltura”. “Intanto – ha aggiunto – non pagheremo multe che avrebbe sottratto ingenti somme ai fondi europei da impiegare invece in progetti importanti come la depurazione delle acque, la realizzazione di ecoalberghi ed altri interventi”. Graziarosa Villani