la voce del lago
ANNO IV - n. 44 - aprile 2006

NON RISPETTA LE DISTANZE DA DEMOLIRE UNA FETTA

Sulle violazioni di legge perpetrate per la costruzione di un immobile sull’Anguillarese poi condonato una sentenza dà ragione alla voglia di giustizia di un cittadino consapevole dei propri diritti
Anguillara. Il palazzo a più piani costruito senza rispettare la distanza dall'abitazione vicina prevista per legge e condannato al ripristino.

Una questione di principio. E Sergio Pierdomenico l’ha spuntata. La giustizia gli ha dato ragione. Quel palazzo è stato costruito troppo vicino alla sua abitazione, non rispettando le distanze previste per legge. Ed ora una sentenza di primo grado divenuta esecutiva, perché nessun appello è stato presentato, dispone il ripristino della distanza prevista per legge tra i fabbricati. Ciò in pratica significa che deve essere demolita una fetta di palazzo. Le costruzioni in questioni si possono notare lungo via Anguillarese andando verso il centro sulla sinistra poco dopo il Cascinone. Da una parte c’è un palazzo a più piani con vari appartamenti e negozi. C’è un negozio di biciclette, un parrucchiere, una rivendita di detersivi e oggetti per la casa. L’immobile è stato tirato su, evidentemente con il placet di un’amministrazione compiacente, anni fa e poi condonato. Ma il condono fa comunque salvi il diritto dei terzi, e così Sergio Pierdomenico proprietario della più modesta abitazione a fianco, facendone una questione di principio, ha potuto ottenere giustizia. Ma nonostante risalga alla fine del 2003 la sentenza non è stata ancora eseguita. Ma, è convinto il legale Costanzo Bergodi che assiste Pierdomenico, lo sarà presto. Al riguardo è ottimista. La distanza dovrà essere ripristinata anche al costo di tagliare camere da letto, ridurre la dimensione di salotti e negozi. L’avvocato Bergodi ha infatti chiesto l’applicazione delle procedure previste dall’articolo 612 del Codice di Procedura Penale in merito alle modalità di esecuzione delle sentenze. Al momento il Tribunale di Roma che si è occupato della vicenda ha nominato un consulente tecnico di Ufficio che sta effettuando una perizia per valutare come effettuare tecnicamente l’esecuzione della sentenza che dovrà riportare le distanze tra i due immobili nei termini di legge. Almeno un metro, se non di più, del palazzo da terra fino all’ultimo piano dovrà essere tagliato. E per l’esecuzione della sentenza non potranno essere accampati motivi di carenza di fondi. Esiste, assicura l’avvocato Bergodi, un Fondo speciale previsto da una specifica legge al quale attingere proprio per eseguire le sentenze emesse. Per la giustizia sarebbe davvero una bella prova. Graziarosa Villani

VIZI DI LEGGITTIMITA', ANNULLATE LE NOMINE AL PARCO

A seguito di una nota del Coordinamento ambientalista l’Assessorato regionale all’Ambiente dispone l’annullamento delle designazioni della Comunità al Consiglio direttivo

Dopo i commenti negativi alle scelte compiute il 18 gennaio scorso dalla Comunità del Parco di Bracciano-Martignano nella designazione dei tre consiglieri di sua spettanza, il coordinamento ambientalista ha inviato una circostanziata lettera-denuncia, del tutto esauriente sotto il profilo normativo, nella quale sono state indicate leggi e regolamenti violati nel corso della procedura, nonché gli articoli, sia dello Statuto regionale che della Legge 29/97 che hanno reso necessario un intervento della Giunta. Per citare brevemente le omissioni più eclatanti operate dall’illustre consesso riunitosi adAnguillara sotto la presidenza del sindaco Minnucci, basti dire che sono state disinvoltamente ignorate ben otto candidature presentate nei modi e nei tempi dovuti insieme a quelle dei prescelti, le uniche invece ad essere votate. In secondo luogo non è stata tenuta in alcuna considerazione l’obiezione mossa dai rappresentanti di Sutri e Monterosi(astenutisi poi dal voto) circa la regolarità di una delle candidature esaminate, che non risultava protocollata in tempo utile. Anzi, ritenendo evidentemente la questione del tutto marginale e priva di importanza si è votato anche la suddetta ad ampia maggioranza, incorrendo persino nell’errore di attribuirle il doppio delle quote di millesimi a propria disposizione. E con questo veniamo ad un altro punto, il più desolante perché indice di scarsa competenza e di pressapochismo: il computo dei millesimi è stato completamente sballato, non essendosi tenuto conto del fatto elementare che essi fanno riferimento appunto a 1.000 e che pertanto la somma dei voti espressi non può arrivare ai 1.500 cui si è giunti, senza naturalmente sottrarre neppure le quote degli assenti e degli astenuti. Sarebbe stato chiedere troppo! L’Assessorato all’Ambiente regionale ha ritenuto fondate le tesi sostenute dal Coordinamento ed ha annullato le designazioni per vizio di legittimità. Ora si attende che la comunità provveda ad una nuova votazione. Il coordinamento delle associazioni ambientaliste, da noi interpellato, invita i cittadini provvisti dei titoli richiesti dalle legge 29/97 a inviare il proprio curriculum alla presidenza della Comunità del Parco presso il Comune di Anguillara al fine della designazione a membro del Consiglio direttivo, malgrado il fatto che nessun bando sia stato emesso, per favorire la partecipazione democratica di tutti gli aventi diritto. Il coordinamento ambientalista ricorda inoltre alla Comunità del Parco che “non solo l’etica e la dignità politica dovrebbero ispirare le loro scelte ma che una provvidenziale recentissima sentenza del Tar Campania ha fatto piazza pulita della assoluta discrezionalità che si erano arrogate alcune istituzioni relativamente alle nomine nei parchi campani, ribadendo il principio giuridico che nella scelta di persone incaricate di gestire le aree protette vanno anteposti i criteri di professionalità e competenza a quelli della spartizione partitica”. M.L. e C.S.

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