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Scelte che ipotecano il futuro per generazioni
Parliamo (anzi ri-parliamo) di rifiuti, mondezza, discariche e porcherie simili. E lo facciamo tenendo ben fermo un punto: i rifiuti continueranno ad esserci fino a quando l’uomo (tecnologico o meno) continuerà a consumare. Cioè: sempre. Potrebbe cambiare la definizione dipovertà tra chi consuma bene le cose buone e chi consuma male le cose cattive, però tutti consumano e continueranno a consumare finché si serviranno del motto: “crescere e rottamare” che a sua volta risponde alla massima: “tutto ciò che è superato và buttato via”. Proviamo ad andare alla radice della parola “mondezza” vediamo che deriva dal latino monditia cioè da mundus: vuol dire che al mondo non se ne può fare a meno, che si raccoglie pulendo dappertutto che poi è il mondo. A volte il prodotto da disfarsi genera scorie. E le scorie sono inquinanti per definizione. La scoria si deposita nell’ambiente e resta lì per sempre.Non credo alle facili formulette della società a rifiuti “0”, o che tutto può essere riciclato; almeno non per ora. Sulla materia rifiuti-discariche siamo in clima di emergenza ormai da troppo tempo. Sono cambiate le varie colorazioni politiche ma le mentalità al comando sono le stesse di prima, con qualche formuletta ad hoc in più. Questa emergenza ci porterebbe a pensare di limitarne la produzione, è vero, ma sarebbe impossibile non produrre rifiuti: si andrebbe contro il secondo principio della termodinamica ovvero, che ogni processo che produce dell’ordine o delle strutture (come i prodotti industriali selezionati, ma come pure il nostro corpo) deve produrre anche nel disordine e questo disordine va scaricato da qualche parte. Il problema (per lo studio sull’energia)sta nel fatto che l’azione strategica non va pensata in termini di eliminazione ma, per avere una visione “ecologica” dell’azione, in termini di gestione del processo. Proprio il termine “gestione” ci porta tra le mani il “Protocollo d’intesa” tra il comune di Bracciano, la Bracciano ambiente spa e l’Amaservizi srl che dopo le solite premesse e decreti d’apertura, che coloro che si sono occupati della chiusura della discarica di Cupinoro (senza se e senza ma) conoscono a memoria, si legge: “Il Comune di Bracciano è interessato a percorrere tutte le possibili azioni a garanzia della sostenibilità ambientale sul proprio territorio e che gestisce la discarica di Cupinoro dal 2004…quindi richiede un ampliamento attraverso la previsione di un impianto di selezione”. Eper far questo tira in ballo l’Amaservizi srl, una società a totale capitale pubblico (Voci affidate ci dicono che la Regione in qualche modo ha imposto al comune di Bracciano di essere controllato della municipalizzata). Quindi è chiaro che la discarica di Cupinoro non ha nessuna volontà di farsi chiudere. Gli diamo una soggettività proprio perché crediamo cheormai non solo la volontà dei cittadini di Bracciano alla sua chiusura sia inascoltata da quelli della Regione, ma che pure il Comune di Bracciano, che strada facendo ha cambiato linea strategica (prima per la chiusura, poi per il mantenimento), sia in una seria difficoltà di gestione tanto da farsi poi gestire dadei professionisti del settore come l’Ama.Insomma, Cupinoro diventa un polo industriale, si lavorerà (ovvero si selezionerà) la mondezza. La mondezza genererà lavoro, la Bracciano Spa è salva e il sindaco Negri potrà ripresentarsi alle prossime elezioni con qualche assunzione in più. I conti tornano. Anzi non tornano affatto. Qualcuno, sindaco compreso, ci dovrà spiegare dove poi andrà a finire l’enorme produzione di Cdr, dentro un termovalorizzatore? Ma se nessuno li vuole! L’impianto di preselezione, si legge dal protocollo: “sarà di tipo modulare, calibrato alle esigenze” ovvero alla mondezza, del tipo: più mondezza si lavora, più si allunga e cresce l’impianto e più si guadagna. Non credo che questa sia la strada per il Paradiso per i cittadini di Bracciano ecomprendiamoci pure una bella fetta di cittadini dei comuni confinanti (i comuni “percolati”, quelli che con molta probabilità si stanno bevendo qualche particella dello scuro liquido di derivazione). Anzi crediamo che, visto come vanno le cose attualmente, la discarica,che non ha nessuna intenzione di chiudere: deve ancora coprire una volumetria di 600.000 metri cubi, si legge sul Protocollo (ma questi metri cubi non finiscono mai?) e l’impianto di preselezione domani, daranno un colpo di grazia all’immagine di un territorio che è ancorafornito di buone zone agro-silvo- pastorali(malgrado macchinazioni di piani regolatori sballati). Eppure siamo il paese della sede del Parco, del Lago decantato da Cousteau, della sede di un’Università che porterà i giovani ad occuparsi di ambiente. Come si potranno conciliare la voglia di rifiuti a tutti i costi imposta da certi personaggi, le polveri malefiche che portano nanopatologie studiate dalla dottoressa Gatti dell’università di Modena sui danni derivanti da un probabile termovalorizzatoree la conservazione degli ambienti dove vige la speranza che continueranno a pascolarele vacche, che l’aria non possa mai essere contaminata, che nella storia non saremmo ricordati solo per quel paese che in epoche moderne ha fatto sorgere un altro monte (ma di monnezza) dal nulla? Queste domande non le faccio solo all’attuale sindaco, ma pure a quel centrosinistra braccianese che il prossimo anno vorrebbe contrastarlo alle elezioni comunali. Qui non sono in ballo demagogie alla maniera della vecchia politica legate all’errore dell’avversario, qui è in ballo un futuro di una storica cittadina che pur avendo dato il nome ad un lago non sa più che pesci pigliare. Alfredo Di Stefano
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Il Comitato territoriale per la tutela della salute e dell’ambiente è assolutamente contrario ad ogni nuovo impianto a Cupinoro per le seguenti ragioni: l’impianto di preselezione è l’antitesi di ogni politica corretta sui rifiuti e sull’educazione dei cittadini alla differenziazione degli stessi; come indicato nel protocollo d’intesa esso produrrà cdr (combustibile da rifiuti) prodotto ultimo da destinare ad inceneritori, a meno che non si pensi di costruirne uno proprio a Cupinoro. Quest’ultima ipotesi, non così remota, preoccupa i cittadini di Bracciano, che già hanno espresso la loro volontà di non volere più alcun impianto sul proprio territorio (sono state raccolte 3.500 firme); il sito in cui è prevista la costruzione del nuovo impianto è devastato, da un punto di vista ambientale, da anni di malagestione ed insistere su esso è quanto di più scellerato si possa pensare. Il percolato che la discarica produce innotevole quantità potrebbe, se non lo ha già fatto, inquinare le falde acquifere che alimentano la rete idrica di Cerveteri , Valcanneto e Ladispoli; il protocollo d’intesa prevede un impianto di tipo modulare in previsione di una gestione anche di rifiuti speciali. Considerata la forte spinta alla esternalizzazione dei servizi della capitale sulla provincia di Roma e l’imminente esaurimento della discarica di Malagrotta (la più grande in Europa)nutriamo il forte sospetto che si arrivi ad un mega impianto che ipotecherà il nostro territorio per decenni. È inaccettabile che decisioni così importanti sullo sviluppo dei territori vengano prese senza attivare quelle forme di partecipazione che fanno sì che un paese possa definirsi democratico. Il Comitato territoriale per la tutela della salute e dell’ambiente si impegna ad attivare forme di protesta contro qualsiasi progetto che non preveda la chiusura definitiva della discarica di Cupinoro. Comitato territoriale per la tutela della salute e dell’ambiente
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