EOLICO A TOLFA? C'E' CHI DICE NO
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Il cemento e i lavori per le previste 19 torri rischiano di compromettere irremediabilmente la splendida Zona di Protezione Speciale tolfetana
Il 2 dicembre scorso si è svolto presso la sala consiliare del comune di Oriolo un incontro tra le associazioni ambientaliste ed i partiti aderenti all’Unione del territorio sabatino per discutere su un nutrito ordine del giorno (Parco, Cupinoro, carbone ed altre emergenze ambientali della zona). Tra gli intervenuti anche Emiliano Stefanini, consigliere comunale di Allumiere, che ha illustrato i problemi centrale Enel a carbone di Civitavecchia e quello (ora molto minaccioso) del progettato parco eolico sui Monti della Tolfa.Purtroppo a questo intervento ha fatto subito seguito quello del rappresentante di Legambiente di Bracciano che ha sostenuto la politica eolica, anche sui Monti della Tolfa (eolico ovunque e comunque?). Tutte le altre associazioni ambientaliste sono per un esame degli impianti e dei siti proposti, caso per caso. Vediamo dunque di districare questa matassa. Per prima cosa bisogna dire che il professor Rubbia (premio Nobel per la ricerca) ha svolto un voluminoso ed esauriente lavoro in merito ove risulta che l’Italia è un paese “scarsamente ventoso” e sconsiglia la realizzazione di questi impianti nell’italico stivale (praticamente, il gioco non vale la candela). Nel caso specifico il territorio in questione più volte in predicato di diventare Parco Naturale (non parco eolico) racchiude in sé svariate peculiarità di eccellenza sia naturalistiche che geologiche. Quello in questione è uno scellerato progetto che insiste su una zona plurivincolata, sulla carta, perché è una ZPS (Zona di Protezione Speciale n. IT6030005), è vincolata da Usi Civici (uso agro-silvo-pastorale), è soggetta alla legge 431/85 (ex legge Galasso) ora inclusa nel Testo Unico dei Beni Culturali e Ambientali che tra l’altro recita: “I proprietari, i possessori o i detentori a qualsiasi titolo dei beni ambientali inclusi negli elenchi (...) non possono distruggerli né introdurvi modificazioni che rechino pregiudizio a quel loro esteriore aspetto che è soggetto di protezione”. Il parco eolico che si vorrebbe realizzare è costituito da 19 torri alte 70 metri che con i 30 metri degli aerogeneratori arrivano a toccare 100 metri di altezza (dei perfetti trita-uccelli), disseminate per circa 3 chilometri nelle località di Freddara, Maggiorana e Doganella, nel cuore della ZPS. Saranno impiegati migliaia di metri cubi di cemento armato per realizzare i basamenti delle torri e realizzare larghe strade e con le strade arriva, ovviamente, anche la discarica (quella getta e fuggi). Le enormi torri eoliche stravolgeranno irrimediabilmente l’integrità dell’habitat costituito da uno straordinario paesaggio di pascoli e boschi che fa dell’area una delle ultime rappresentanti di questa tipologia paesaggistica la più selvaggia e meglio conservata del Lazio non appenninico dove nidificano tutte le specie di rapaci del Lazio (ad esclusione dell’Aquila reale, Astore e Gufo reale). La zona fa parte integrante della rete “Natura 2000” ed è anche riconosciuta a livello internazionale come IBA (Important Bird Area) da BirdLife International. Corre l’obbligo di rammentare che recentemente l’Unione europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia, ed il Lazio in particolare, perché le ZPS proposte erano di numero insufficiente ed a seguito di ciò è stata ampliata la zona da tutelare sui Monti della Tolfa, dei laghi Bracciano-Martignano e dei Monti Lepini. Allo stato attuale risulta che la Gamesa eolica (la ditta spagnola che produce questi impianti) il 7 novembre scorso ha presentato all’Ufficio Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Lazio gli studi di impatto ambientale e di incidenza relativi alla realizzazione dell’impianto che, nello specifico, non potrà che essere disastroso. Sembra che nella nostra epoca con il dio denaro sia possibile distruggere tutti gli immensi valori ambientali e culturali che sono miracolosamente giunti sino a noi da epoche diverse e noi cosa lasceremo alle giovani generazioni, cosa lasceremo di questi immensi patrimoni che nessun soldo potrà mai ripagare? Speriamo che il nuovo governo laziale, con componente ambientalista, scongiuri definitivamente questa minaccia e gli amici di Legambiente rivisitino il loro pensiero sull’eolico e si attivino per salvare questo unico scrigno verde del Lazio. Siamo in presenza di una grossa speculazione facilitata dagli incredibili finanziamenti europei (fondi strutturali che potrebbero avere una migliore destinazione, ad esempio l’annoso problema della siccità dei paesi tolfetani). Allumiere purtroppo è uno dei tanti comuni vittima dell’assalto eolico lanciato quasi esclusivamente ai comuni più deboli dell’Appennino. Non è un caso che la zona dell’arco alpino, dove i comuni sono più ricchi ed hanno le idee più chiare in fatto di turismo, sia fuori da questo assalto scriteriato che non porterà nessun vantaggio agli abitanti, ma al contrario rischia di minare per sempre il loro futuro. Realizzare questo “progetto mostro” sui Monti della Tolfa è come imbrattare il quadro della Gioconda o distruggere a martellate la statua della Pietà: una cosa pazzesca. Santino Di Carlo
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