Fondato nel 1943 il Gruppo Scout di Bracciano continua con convinzione a portare avanti la sua proposta educativa esistenziale
D’ARC sta per Don Alfredo Reverendo Cesolini. Questo l’acronimo che dà il nome al Gruppo Scout di Bracciano. Fu infatti il parroco braccianese che lo fondò nel 1943, in tempi bui anche per lo scoutismo italiano che era stato raggiunto nel 1928 dall’ordine di scioglimento del governo fascista. La costituzione infatti fu fatta in gran segreto e il gruppo di Bracciano poté svilupparsi solo dopo la Liberazione. Un altro parroco braccianese don Nicola Fiorentini caratterizzò nei successivi annila vita scoutistica locale. Ora il gruppo conta 70 persone circa, e la sede oggi è quella dell’oratorio di Bracciano perché l’originaria sede sui Monti sotto il castello Odescalchi e vicino al duomo, venne venduta ad un privato da don Nicola nel 2000. Tra le strutture a disposizione degli scout di Bracciano spazi verdi e anche campetti sia di basket che di calcetto. Nella Comunità Capi 10 persone portano avanti le attività. Tra le problematiche affrontate, in linea con lo spirito originario dello scoutismo, la realtàgiovanile, la scuola, la famiglia, le istituzioni estive del tempo libero, l’emarginazione, l’impegno sociale, educazione alla pace, la non violenza, presenza nel sociale, l’opinione pubblica, la natura e l’ambiente. E per i lupetti e le coccinelle di Bracciano anche un compagno d’eccezione: Re Gustavo di Svezia. Il sovrano, in rigorosa divisa da scout e in qualità dipresidente onorario della Federazione mondiale degli Scout ha fatto visita nell’aprile scorso alla Base Scout di Bracciano a Santo Celso. Malgrado gli anni (è del 1908 il libro Scouting for boys scritto dal fondatore del movimento lord Robert Baden Powell of Gilwell, ex generale dell’esercito inglese), lo scoutismo non manca di attrarre ogni anno nuovi adepti. Molto si deve al fatto che resta una proposta educativa esistenziale, un modo di concepire e di vivere la vita. “Lo scoutismo – spiega Massimo Di Duca appartenente alla Comunità Capi del gruppo scout Bracciano - si caratterizza come modello essenzialmente pedagogico in grado di offrire un senso alla vita, con apportiparticolarmente significativi a livello emotivo-affettivo, quali un forte spirito di gruppo, un intenso rapporto con una natura priva di sofisticazioni e non mercificata e una generale reciproca fiducia. Come movimento – sottolinea ancora Di Duca - lo scoutismo non ha mai accettato una ‘protezione esterna’ a base di ideologie politiche e persino confessionali e non ha mai finito di denunciare apertamente il carattere conservatore e autoritario di larga parte dei movimenti educativi e soprattutto delle più ampie e generalizzabili prassi educative famigliari ma soprattutto scolastiche proprie del nostro tempo. Nello scoutismo – osserva ancora - è importante lo stimolo all’autoanalisi e all’automeditazione perché chi è dentro il movimento sente un ‘senso’ di ciò che sta facendo ed affina via via il proprio carattere”.
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