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Bracciano
non offre soltanto ai suoi visitatori il magnifico Castello medioevale
Orsini-Odescalchi. Ci sono anche altri ."tesori nascosti"
da valorizzare nel momento in cui si appresta a diventare cittadina
della Tuscia romana sulla base dei progetti che ISI (Impresa sviluppo
innovazione) si appresta a varare nel campo turistico. Il 9 marzo
scorso, presso la Sala conferenze del nuovo Archivio storico comunale
situato al primo piano dello storico complesso conventuale di S.
Maria Novella (ex Pretura), si è tenuta l'inaugurazione e
la definitiva apertura alla cittadinanza dell'imponente edificio,
il cui restauro è ancora in parte da finire, come ci racconta
in una intervista l'architetto comunale Cecilia Sodano, che ci riferisce
in merito a questo e ad altri lavori d restauro da lei diretti nel
territorio di Bracciano. Nella speranza che questi tesori siano
al più presto fruibili al pubblico per lanciare definitivamente
la cittadina lacustre sulla via di un turismo d qualità.
Che cosa può dirci riguardo al restauro del Complesso
conventuale di S. Maria Novella?
Bisogna innanzitutto dire che l'edificio presentava un grosso problema
prima del restauro, cioè un problema sociale in quanto era
occupato da abitanti e vi erano in affitto varie associazioni sociali
e del tempo libero. Occorre dare atto al sindaco di aver recuperato
l'immobile alla collettività, procurando alloggi alternativi
per chi vi abitava. Poi si è pensato di crearvi un Museo
storico, chiedendo i finanziamenti per l'imponente opera di restauro.
Sono stati ottenuti dapprima 800 milioni dai fondi per il Giubileo,
poi circa altri 800 milioni dall'Unione europea, erogati attraverso
la Regione Lazio, ed infine è stato acceso un mutuo di circa
un miliardo e 700 milioni dal Comune stesso. Con questi fondi abbiamo
restaurato il piano terra, il primo piano, le facciate, i tetti
ed i solai recuperando l'intero edificio di tutto l'immobile. Poi
ci sono state altre spese per lampade e arredi.
Ora con un altro miliardo (500 mila euro) erogato dalla Regione
Lazio stiamo restaurando i piani superiori. Possiamo dire che si
è trattato di un impegno notevole per il Comune.
In merito a questi lavori però sono state espresse anche
critiche e perplessità, in primo luogo per il notevole ritardo
rispetto all'anno giubilare. Cosa può dirci su questo punto?
Purtroppo abbiamo avuto grossi problemi con la ditta che ha vinto
la gara d'appalto e il ritardo è dovuto proprio a questo
fatto.
Abbiamo sfiorato il contenzioso e c'è voluta tutta a buona
volontà dell'amministrazione per riuscire a portare a termine
i lavori. Ci siamo interrogati se fosse il caso di rescindere i
contratto. ma questo significava ritardare ancora. L'impresa affermava
di non rientrare nelle spese e il lavoro non era fatto benissimo:
la legge sugli appalti impone il massimo ribasso. ma dopo aver fatto
il prezzo per vincere a gara. le ditte non riescono a rispettare
gli impegni.
Per le opere di restauro, cosi delicate e difficili, non c e
una normativa specifica?
Purtroppo la legge sugli appalti tiene poco conto delle opere di
restauro e dovrebbe essere modificata tenendo conto delle istanze
di tutela storica e artistica. La norma del massimo ribasso viene
seguita anche in questi casi. Purtroppo la legge non è stata
fatta nel migliore dei modi in quanto non si è tenuto conto
della specificità del lavoro. Cambia solo il fatto che la
Soprintendenza impone la presenza di ditte specializzate in restauro.
Ma è difficile trovare in gara ditte che lo siano veramente:
l'attestato viene concesso da un privato che viene pagato e non
sempre c'è rigore in merito. Prima esisteva l'Albo costruttori,
adesso c'è la SOA. il che peggiora ancor più la situazione.
Diciamo che la legge in merito non è fatta bene perché
la Soprintendenza non ha saputo pesare.
Comunque i lavori vengono eseguiti sotto il controllo di un suo
architetto. Il problema dei ritardi è dovuto anche al fatto
che gli operai venivano continuamente cambiati perciò bisognava
ricominciare da capo con le spiegazioni ed io dovevo procedere con
ordini di servizio in forma scritta; il direttore del cantiere è
cambiato due volte e il capo degli operai tre volte, complicando
naturalmente il nostro lavoro. E' stata inoltre fatta una variante
per quanto riguarda il progetto iniziale in relazione all'Ostello
della gioventù perché ci siamo resi conto che i locali
non erano adatti e quindi saranno adibiti, dopo i lavori di restauro,
ad uffici comunali.
Corre voce che non solo i lavori sono stati eseguiti male ma
che ci siano stati degli scempi per ricavare diverse strutture,
tra cui l'attuale Sala delle conferenze...
Sono lieta di rispondere in merito a queste voci alquanto cattive.
E' assolutamente impossibile fare cose di questo genere in un lavoro
pubblico seguito tra l'altro da un architetto della Soprintendenza
perché il bene è vincolato. Io sono architetto restauratore
e posso ripetere quanto già detto, cioè che i lavori
sono accettabili e che quanto non fatto a regola d'arte è
stato scomputato dal pagamento. I solai sono stati fatti tutti in
legno secondo tecniche tradizionali oramai scomparse: ho dovuto
fare dei disegni in scala reale (1 a 1) per il falegname che non
sapeva di cosa parlassi. Tutte le strutture originarie sono state
rispettate: l'attuale Sala conferenze era in precedenza la sala
della Pretura che presumo ricorderete. Sono state anche riaperte
porte che esistevano originariamente nel Convento delle monache.
L'unico lavoro "nuovo" è stato l'ascensore, imposto
dalla legge sull'abolizione delle barriere architettoniche per i
disabili, che tuttavia arriva solo al terzo piano perché
la Soprintendenza non ha permesso che si andasse oltre.
Quando sarà definitivamente pronto tutto il Complesso?
Al piano terreno stiamo allestendo il Museo insieme al dott. Panunzi
della Forum Clodii che donerà una parte della sua collezione
e al primo piano stiamo allestendo l'Archivio storico che sarà
diretto dalla dottoressa Mantini, con la possibilità di acquisire
altri archivi per creare un centro archivistico del comprensorio.
Parliamo ora degli altri lavori di Parliamo ora degli altri lavori
di restauro che sta seguendo nel territorio comunale. Quali sono
e a che punto stanno?
Stiamo restaurando il fontanile della Cupetta del Mattatoio che
presentava seri problemi di rifacimento nelle sue strutture principali.
Un reperto che risale al 1511, perciò antecedente al Sacco
di Roma e riveste pertanto un notevole interesse storico.
L'opera di restauro intende riportare alla luce le sue caratteristiche
storiche, pertanto esso rimarrà un lavatoio. Tutta la zona
potrà essere usata come spazio per piccoli eventi culturali
e musicali. E' stata rifatta la pavimentazione, ricostruiti i muri
a selce e si procederà al rifacimento del tetto.
Altra opera in corso di restauro è la fontana della Piazza
del Comune che risale al 1741, e che pertanto non può essere
attribuita al Vignola, bensì a Mario Asprucci. Era stata
pagata dalla Comunità braccianese nata alla metà del
'500, dopo che il Principe aveva concesso uno Statuto ed esentato
i cittadini dal pagamento delle tasse. La fontana non ha avuto mai
restauri ed il lavoro si èpresentato complicatissimo perché
era ricoperta da ogni genere di sostanze, dal cemento alle cere.
Ora la pulitura è terminata e la stiamo stuccando. Altra
opera importante è il restauro della Chiesetta di 5. Rocco
a Castel Giuliano...
Scusi architetto se la interrompo, le vorrei ricordare che questo
bene èstato anni fa proposto per un restauro dal locale Circolo
Lago Sabatino di Legambiente nell'iniziativa "SaIval'arte".
Ultimamente anche l'Associazione "Trinità dei Laghi"
ha posto il problema presentando un apposito studio. Forse anche
questo ha fatto sì che la Regione Lazio prendesse in esame
il suo restauro...
Di questo non sono al corrente.
Riprendendo il discorso, posso dire che i lavori sono in fase avanzata.
E' in corso la tinteggiatura esterna. Poi si procederà al
restauro degli affreschi interni ad opera del restauratore Valter
Schiavoni.
Per finire, ritiene che ci siano altre opere da restaurare nel
territorio di Bracciano?
Alcune sono di archeologia industriale, ma queste sono private e
su questo il Comune non può decidere. So che si sta cercando
di mettere il vincolo di tutela all'Acquedotto del 1575 che riforniva
le Cartiere (di cui esiste una mappatura) opera commissionata da
Paolo Giordano e forse anche sulla Cartiera.
Per quanto riguarda le opere pubbliche oltre agli affreschi della
Chiesetta di San Sebastiano all'Ospedale Vecchio, attribuiti alla
Scuola di Antoniazzo Romano, esiste un manufatto estremamente interessante
ma poco conosciuto che è la Cappella Rupestre della Fiora,
vicino all'acquedotto omonimo. Ma oggi prevalendo sempre le considerazioni
utilitaristiche portate dal consumismo, sarà un po' difficile
ottenere il restauro di una struttura all'interno di un bosco.
Bisognerebbe ritornare alla cultura della manutenzione, altrimenti
le opere d'arte vanno in malora perché nessun materiale dura
per sempre. E naturalmente la manodopera è molto cara in
quanto l'offerta specializzata è molto limitata.
Pierfrancesco
Pavoni |