| Suona la campanella ma non è una festa. Si ritorna sui banchi di scuola nonostante il caroquaderni, il carolibri. Ed i problemi, anche ella scuola dell’era Moratti, sono quelli di sempre: Mamme e Papà alle prese con il prescuola, il doposcuola, scuolabus, mensa, merendine, zaini pesanti come macigni. Da pensare anche al necessaire per il bimbo da mettere nel cestino: carta igienica (che da tempo non è più problema delle scuole), talco mentolato contro l’immancabile pidocchio di inizio lezioni. E poi fiocchi, grembiuli, tute e scarpe da ginnastica, maestre che scarseggiano, aule sovraffollate. E le chiacchiere e le proteste davanti ai cancelli. Il tutto per una scuola che mutua la televisione andando avanti a quiz. Che toglie il sussidiario per uno schedario e fa dell’apprendimento un nozionismo. Si formano i cittadini di domani, insegnando poco e male. Tra tempo normale, pieno e prolungato, il timore è che sia soltanto tempo perso.
|