| Siete stanchi delle vecchie facce? Stanchi delle “lunghe mani” polipate che per anni hanno dominato la politica, l’ambiente, l’economia? Oppure stanchi della retorica scontata: della prassi sublimata e del cattivo gusto che da un po’ ci sta differenziando in negativo? Allora fate come noi. Incominciate a rivedere il mondo dal basso. Dai piedi e dal materiale che li avvolge. Ci troverete magari i piedi del prossimo presidente del Parco, o del prossimo sindaco di Trevignano, oppure di Bracciano. Piedi pesanti, che lasciano tracce. Fallosi, che possono sgambettare i nemici (e amici). Leggeri come piume, che non vogliono intralciare. Furtivi: prendi il malloppo e scappa. Ripensanti, che ritornano sui propri passi. Incementati, che non riescono più a svincolarsi. Piedi, e ancora piedi, di tutte le razze, di ogni sesso. Piedi burocratici, borghesi, popolani, comunisti, cattolici, eretici, dandy, e ancora: arditi, estremizzanti, ingombranti, immondezzati, e poi ignudi e gentilmente naturali. Balzac diceva che il piede (la scarpa) è l’espressione della società. Prendetela come vi pare. Per noi è un gioco estivo, e come tutti i giochi si vince pure. Se indovinate a chi appartengono almeno tre paia di piedi (e di scarpe), vincerete un abbonamento a La Voce per una anno. Mettetevi alla ricerca
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