IN BALIA DEL NON LAVORO
Giovani: gavetta infinita E li chiamano interinali, prima cococo, poi collaboratori a progetto, intermittenti, parasubordinati, contrattisti a termine, free lance. Ne è nata una nuova letteratura. Parliamo in questo numero di lavoro. Oggi ”inafferrabile” come Proteo, “orgoglio della liberalizzazione totale” nel pensiero del sottosegretario Sacconi, ma pure “mercificazione del lavoro”, “destrutturazione dei rapporti”, “liberalizzazione selvaggia” per la gran parte dell’opposizione. E nata una nuova cultura del lavoro (o una mega presa in giro?). Per spiegarla si disturba la centralità cattolica come saldamento della persona e della famiglia, e c’è pure chi ricorre ad una visione di matrice protestante della responsabilità individuale nella costruzione del proprio futuro.Intanto la “borsa informatica del lavoro” prevista dalla legge Treu deI ‘97 esiste solo sulla Gazzetta Ufficiale e i servizi regionali di collocamento e formazione continuano a funzionare male. Permane la differenza tra il lavoro di serie A, quello ordinario, stabile e quello marginale, precario, non standard: quello si serie B. E su quest’ultimo che la riforma si inserisce. E questa divisione rende il mercato del lavoro vischioso, complicato e poco trasparente. Il placebo della legge Biagi sembra non reggere. Solidarietà, la nostra, a quei giovani a gavetta infinita. |