la voce del lago
ANNO III - n. 34 - febbraio 2004
I DIPINTI DI PIETRO ANGELETTI AD ANGUILLARA

Grazie ad una annotazione in un documento antico il pittore di dipinti inediti nella Collegiata è identificato

I Santi Carlo Borromeo e Giacomo

Un appunto sul retro di un foglio di un manoscritto contenente estratti di notizie dai registri comunali e parrocchiali di Anguillara ci fornisce una preziosa informazione sulle decorazioni interni della chiesa di Santa Maria Assunta: “le pitture dell’altare di Maria Santissima di Roccamaggiore in Collegiata furono fatte dal Pittore Pietro Angeletti a saldo scudi 27.Vedi Registro Entrate Capp. Di Loreto anno 1784 e seguito.I stucchi furono fatti da Virginio Galli scudi 75”.L’appunto è di don Angelo Zibellini, parroco di Anguillara all’inizio del novecento che così ci ha tramandato il nome del pittore dei murali della cappella della Comunità. L’Archivio Parrocchiale è purtroppo temporaneamente inagibile, ma la testimonianza del padre Zibellini, altrimenti dimostratosi fonte precisa e attento custode e cultore dei documenti e delle memorie di Anguillara è troppo circostanziata per dare adito a dubbi.La veridicità dell’affermazione del padre Zibellini è provata dall’esame dei dipinti stessi che presentano forti analogie con le opere note del artista. Ma chi è Pietro Angeletti?È un pittore del 1700 nato a Bologna ma con una lunga carriera a Roma, accademico dell’Accademia di S. Luca, assessore delle antichità romane.Angeletti ha eseguito molti lavori in palazzi e chiese importanti come Villa Borghese, Palazzo Ruspoli, l’Abbazia di Grottaferrata, il duomo di Cagliari.Rispetto al numero dei dipinti di soggetto profano sono poche le opere religiose dell’Angeletti che conosciamo, forse perché molta della sua produzione si trova all’estero. I dipinti di Anguillara sono importanti perché testimoniano un aspetto ancora poco noto della sua attività. Si tratta del complesso di pitture murali a olio che decorano l’altare della Madonna di Roccamaggiore. L’altare, in una delle absidi minori, fu eretto nel corso dei lavori di ricostruzione della Chiesa e di rinnovamento del suo arredo condotti tra il 1768 e il 1794. È dedicato ai patroni della Comunità di Anguillara: la Vergine (di cui si venera sull’altare l’antica immagine su tavola) e lo Spirito Santo.L’Angeletti ha rappresentato la Sacra Colomba nella calotta absidale, e nella concavità del vano sottostante la Discesa dello Spirito Santo sulla Madonna e gli Apostoli.Il tema è svolto in due scomparti ai lati della nicchia contenente l’antica tavola. Una elaborata decorazione a stucchi,racchiude l’altare e le sue pitture si estende sulle pareti della navataincorniciando due ovali che raffigurano le sante Apollonia e Lucia. Eseguiti ad olio su muro, tutti i dipinti erano offuscati completamente da strati successivi di olio ossidatosi; sono stati resi leggibili da un restauro conclusosi nel 2003. L’insieme dei dipinti hanno una impronta di gusto rococò sia nella composizione movimentata e articolata sia nella grazia manierata delle figure femminili. Queste caratteristiche sono riconoscibili anche in due delle tele che vennero eseguite negli stessi anni delle rinnovate cappelle della Collegiata. In base a questa considerazione sono giunta ad attribuire allo stesso Angeletti il dipinto d’altare con i santi Carlo e Giacomo della Cappella Jacometti, e quello con la decollazione del Battista nella Cappella della Confraternità di S. Giovanni.Conferma questa mia attribuzione il confronto con altre opere dell’artista quali il S. Pietro svegliato dall’angelo della Collegiata di Solarussa di Cagliari. Il ruolo di assessore dell’antichità di Roma che l’Angeletti svolse dal 1769 aveva sicuramente facilitato le sue relazioni con il mondo internazionale degli artisti allora presenti o di passaggio a Roma, e questo influì sullo stile del pittoreinducendolo a un tipo di pittura che poteva trovare favore in tutta Europa. Il bel dipinto nella Cappella Jacometti potrebbe trovarsi per il suo stile elegante e i suoi artifici prospettici sull’altare di una chiesa austriaca o boema.Le pitture documentate della Cappella di Roccamaggiore sembrano eseguite con minore attenzione e minore cura, ma restano tuttavia una testimonianza interessante della pittura accademica della fine del 1700. La presenza di Angeletti ad Anguillara e la stessa grande impresa che portò alla ricostruzione della chiesa con la collaborazione di tutta la comunità, indica che Anguillara attraversava un periodo di benessere economico, in conseguenza della risoluzione del tribunale della Sacra Rota che restituì alla popolazione di Anguillara gli antichi diritti e gli usi civici sulle terre contese per secoli dai feudatari. Sarebbe auspicabile la pubblicazione di tutti i documenti relativi alla ricostruzione settecentesca della chiesaesistenti nell’archivio della parrocchia oggi inaccessibile.Essi potrebbero far luce su questi pochi anni di buon governo che permisero alla comunità di investire lavoro e denaro nella chiesa madre, chiamando un architetto non privo di meriti come il Piccioni e un altro pittore di fama maggiore ancora, Pietro Cavallucci, che avrebbe dipinto il Redentore presente nella stessa chiesa e la bellissima crocefissione già nell’oratorio della Disciplina e ora nella chiesa di S. Francesco. Alma Maria Mignosi Tantillo

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