la voce del lago

ANNO III - n. 33 - gennaio 2005

I LETTORI CI SCRIVONO

Mignone: il sindaco di Canale scrive

Ci ha scritto il sindaco di Canale Monterano Marcello Piccioni. Una replica di sei pagine fitte fitte all’articolo “Emergenza Mignone” pubblicato sul numero 32. Data la lunghezza del documento ne riportiamo solo alcuni stralci.

  • Negli ultimi 4 anni, da quanto cioè il sottoscritto è sindaco, sono state rilasciate soltanto 68 licenze edilizie, di cui soltanto 40 si servono del sistema fognante comunale: più che di esplosione, parlerei di una crescita limitata ed ordinata.
  • Le ricordo, per inciso, che nel mese di luglio 2004 questa situazione è stata oggetto di una ampia e profonda indagine da parte dei carabinieri, da parte della Guardia Forestale e da parte della Polizia Provinciale. Tale iniziativa giudiziaria non ha certamente evidenziato le tanto paventate e sbandierate responsabilità dell’amministrazione comunale, nonostante che una denuncia, molto circostanziata, avesse voluto dimostrare, con protervia, ma senza fondamento alcuno, lo stesso paradossale assioma che Lei oggi sostiene.
  • La perizia che io ho commissionato alla ditta Intertekna, specializzata nella gestione degli impianti di depurazione, all’indomani di un episodio “misterioso” accaduto il 25 luglio 2004 ha dimostrato che i nostri depuratori (Tobia 1° e 2”, Trocchi) sono perfettamente funzionanti e sono idonei a sostenere la presenza di 3.900 abitanti equivalenti (ad ogni abitante equivalente corrispondono tre abitanti). Questo vuol dire che le nostre linee di depurazione sono sufficienti per 3.900 x 3. Ovvero i nostri depuratori possono reggere la presenza sul territorio comunale di 11.700 persone.
  • Il nostro sistema fognante e i nostri depuratori sono stati ispezionati tombino per tombino dagli organi inquirenti senza trovare alcunché di irregolare.
  • I Guardiaparco della Riserva, della quale il Comune è Ente Gestore, fanno rapporti ed ispezioni giornaliere sulla situazione del fiume Mignone. Come se ciò non bastasse c’è anche la diga del Lasco del Falegname che funziona da punto di captazione dell’acquedotto consorziale “Nuovo Mignone”. Gli operatori di questo Consorzio sono sempre vigili e all’erta sulla situazione dell’acqua del fiume Mignone che mandano a Civitavecchia e Santa Marinella. Se c’è qualcosa che non va sono i primi ad accorgersene. Ma non ci risulta, a tutt’oggi, che mai il Consorzio abbia qualcosa da dire sulla gestione dei nostri depuratori.
  • Mi permetta questa piccola osservazione, giusto per insinuarLe il dubbio amletico che Canale Monterano non è l’unico Comune che scarica nel Mignone e che il Mignone non sia l’unico corso d’acqua del comprensorio a subire, in una misura entro certi limiti fisiologici, gli effetti di una aumentata pressione antropica. Ma questo sicuramente Lei non lo sapeva.
  • Abbiamo capito, non perché siamo intelligenti, ma soltanto perché ce l’hanno consigliato gli esperti che la cosa migliore da fare non è solo quella di continuare ad ingrandire e potenziare i depuratori ma quella di procedere, il più rapidamente possibile, ad impedire che grosse masse di acqua meteorica confluiscano in pochi minuti nel nostro sistema di depurazione. Pertanto abbiamo messo in cantiere due progetti, già arrivati praticamente alla fase della gara d’appalto, che consentono la separazione delle acque chiare dalle acque scure. Tale progetto riguarda le zone del Fico, La Riccia, il Castagno, Via dei Bravi, Via Cesare Battisti, Via dei Monti, Via G. Marconi. Il tutto con un impegno economico non trascurabile: 175.000 euro più 250.000 euro. A questo intervento dobbiamo aggiungere che abbiamo ottenuto il finanziamento per un progetto DOCUP, proprio grazie ai SIC. Ebbene useremo parte di questo finanziamento per bonificare, ancora una volta, tutto l’alveo del Bicione e del Fosso della Fonte del Lupo, utilizzato, purtroppo fin ad alcuni anni fa, come discarica.
  • Da ultimo, ma a Lei sembra non interessare, siamo a buon punto, quasi in dirittura d’arrivo, per la registrazione del nostro Comune nel progetto EMAS. Questa registrazione, questo “bollino blu”, non viene concesso a tutti i Comuni che ne fanno richiesta. Bisogna dimostrare in sede europea, di essere in regola, al passo con gli altri paesi dell’Unione, in tutti gli aspetti amministrativi e istituzionali e nei servizi. Marcello Piccioni, sindaco

Gentile sindaco Piccioni, le confesso che mi sono anche un po’ divertita a leggere la sua replica (che pubblicheremo per esteso sul nostro sito non appena ci invierà la copia in digitale). Non mi era mai successo che mi “facessero le pulci” frase per frase, addirittura parola per parola. Se l’articolo può aver contribuito a fare chiarezza, e la sua nota va in questo senso, ritengo di aver fatto una buona cosa. Si può ora parlare a carte scoperte. Del resto su mia richiesta mi aveva inviato prima che scrivessi l’articolo una nota, piuttosto sibillina a dire il vero, che ho utilizzato in parte. Mi sono anche documentata sul termine BOD5 (domanda biochimica di ossigeno) che era lì citata ed ho scoperto che con questo termine si intende la quantità di ossigeno consumato durante un tempo determinato (5 giorni per il BOD5) ad una data temperatura, per decomporre le sostanze organiche presenti nell’acqua attraverso l’azione dei batteri. Difficilmente avrei potuto avere l’occasione di imbattermi in questa sigla. Lo stesso vale per il concetto di “abitante equivalente”. E la ringrazio per l’opportunità che mi ha dato di scoprire cose nuove. G.V.

 

Un frequentatore di Martignanello ci scrive

Gentile Direttrice, ho scoperto da pochi mesi, e per puro caso, l’agriturismo “La Riserva di Martignanello” grazie ad un biglietto esposto in un supermercato. E’ un posto molto bello. Il ristorante sul lago è molto accogliente e ho apprezzato la cordialità e la gentilezza dei giovani che lo gestiscono. Faccio il giornalista da molti anni e ho girato l’Italia in lungo e largo. Ho visto con i miei occhi il divario che esiste tra il nord, il centro e il sud soprattutto nelle strutture ricettive per i turisti. Nel centro-sud non ho trovato molto spesso la bellezza, la pulizia, la cortesia, l’armonia dei manufatti edilizi che ho visto a Martignanello. E’ con grande stupore che ho letto quindi il lungo articolo dedicato ai presunti misfatti commessi da tale azienda. Non voglio e non posso entrare nel merito della minuziosa documentazione esibita dell’autore dell’articolo, ma c’è qualcosa che stona nella spietatezza di quel resoconto. Dunque, se ho ben capito, questo agriturismo ha violato una quantità enorme di leggi e regolamenti sotto gli occhi (chiusi) di Regione, Comune di Campagnano, Provincia, Procura della Repubblica, Ente Parco, Guardia Forestale, Sovrintendenza e non so quanti altri Enti (se ve ne sono ancora) preposti al controllo. Tutto questo in un arco di molti anni nel corso dei quali si sono alternati alla guida della Regione, della Provincia, del Comune e dell’Ente Parco vari schieramenti politici. Mi chiedo: possibile che si sia formata negli anni una così colossale alleanza trasversale per garantire l’impunità ad un piccolo agriturismo? Francamente mi sembra paradossale. Secondo la mia più modesta documentazione all’azienda non è mai stata contestata una violazione delle norme, e saranno loro stessi a replicare, se lo ritengono opportuno, alle accuse elencate in quell’articolo. Ma quello che più mi preme sottolineare è il tono di certe battaglie ambientaliste. Sono perfettamente in sintonia con Ermete Realacci quando dice che esiste un integralismo che rasenta il fanatismo in alcuni esponenti dell’ambientalismo, che non fa bene alla stessa causa ambientalista. Tanto per fare un esempio (cito da Realacci): quel fondamentalismo che spinge alcune associazioni ad opporsi alla costruzione di un piccolo auditorium progettato da uno dei più grandi architetti del mondo per Ravello. La storia dell’uomo è fatta anche di interventi sul territorio. Se avessero sempre governato i fondamentalismi ambientalisti non avremmo avuto neppure la Torre di Pisa o il Colosseo. La battaglia seria va fatta sulle regole, sui controlli, sulla pianificazione territoriale e urbanistica. E’ proprio l’assenza di pianificazione che produce l’abusivismo, che a sua volta produce i condoni, che a loro volta favoriscono altro abusivismo in un giro vizioso senza fine. Gli italiani hanno imparato ad amare l’Italia grazie anche ad alcuni grandi scrittori che si innamorarono del nostro Paese (Stendhal, Goethe, Flaubert…), e che ammiravano non solo i paesaggi, ma anche le architetture e l’umanità che le popolavano. Se ci fossero stati certi ambientalisti quegli scrittori non avrebbero trovato neanche una locanda dove rifocillarsi. Portato alle estreme conseguenze quell’articolo ci dice che sulle rive del lago di Martignano (e sulle rive di tutti i laghi d’Italia) possiamo andare solo a piedi, facendoci largo tra i rovi, per uno spartano pic-nic sull’erba, lasciando possibilmente tutto pulito. Il lago di Martignano è uno dei posti più belli che conosco e le strutture (tutte) che ci consentono di poterne fruire la bellezza andrebbero incoraggiate e non demolite a colpi di parole. A mio modesto parere non si favorisce così il turismo, che è la più grande risorsa economica di questo Paese, e che in molte parti stenta a decollare proprio per l’assenza di progettazione e grazie anche ad un certo fondamentalismo ambientalista. Franco Simonetti

Rassicuriamo il gentile lettore sul nostro fondamentalismo, fanatismo e integralismo. Nella redazione de La voce del lago si legge più Voltaire che Bin Laden (dobbiamo però confessare di essere privi delle opere di Realacci). Quanto alle strutture ricettive carine (questione di punti di vista, ovviamente) il principio guida che regola le costruzioni nelle aree protette di tutto il mondo, dal Sud Africa alla Svezia, è che nel cuore dei parchi non si deve costruire nulla, né di carino né di brutto, altrimenti non si tratta di parchi ma di aree residenziali. Sull’alleanza trasversale colossale il lettore, che ci dice essere viaggiatore dell’Italia in lungo e in largo, dovrebbe sapere che Martignanello non è una eccezione, ma una drammatica regola in gran parte del nostro sfortunato Paese. E che condoni e mancanza di pianificazione sono la norma quasi generale contro cui continuano ad opporsi gli ambientalisti fondamentalisti di cui sopra, quasi da soli. Quanto al Colosseo e alla Torre di Pisa, c’è poco da fare gli spiritosi. Invitiamo il signor Simonetti a leggere l’ultima opera del geografo americano Jared Diamond, vincitore del Premio Pulitzer 1998 con il saggio “Armi acciaio malattie”, dal titolo “Collapse: How societies choose to fail or succede”, in cui si dà qualche scossone ai Candide delle magnifiche sorti e progressive, in cui si indicano le modificazioni ambientali provocate dall’uomo come causa del collasso di alcune grandi civiltà.S.C.

 

L’avvocato di “Mille” ci scrive

La presente in nome e per conto del Sig. Angelo Agrestini, titolare dell’esercizio commerciale denominato “Mille”, sito in Largo dello Zodiaco, per contestarVi I gravi danni di immagine che l’articolo in oggetto, uscito sul numero 30 del mese di ottobre, ha provocato al mio assistito e alla sua azienda. Le fotografie allegate all’articolo riproducono sullo sfondo l’insegna e la vetrina di “Mille”, lasciando così intendere che responsabile dell’”incuria” sia anche l’esercizio commerciale del Sig. Agrestini.In realtà, quest’ultimo è il primo ad essere danneggiato dalla situazione evidenziata dal Vs. giornale e più volte si è rivolto ai gestori del supermercato e dei negozi vicini per invitarli a mantenere l’ordine e la pulizia, ma inutilmente. Il Sig. Angelo Agrestini non ha alcun interesse a gettare uno scatolone di cartone davanti alla propria vetrine o ad abbattere una colonnina (urtata da un automezzo e che nei prossimi giorni verrà sostituita), poiché ha sempre tenuto a mantenere alta la qualità della propria attività commerciale. Vi invito, pertanto, a voler precisare quanto sopra nel prossimo numero del Vs. giornale o, comunque, a pubblicare il contenuto della presente lettera. Avv. Marco Bigagli

 

L’Anzellotti delle contraddizioni

Una contraddizione svela un indizio, tre contraddizioni definiscono un modo di essere,uno stile di comportamento:

1. Il direttore del Parco naturale regionale di Bracciano e Martignano in una lettera del 15 ottobre 2004 a La Voce del Lago, annuncia di aver dato mandato ad un legale di citare in giudizio il direttore della rivista e l’articolista che firmava a nome del coordinamento delle associazioni ambientali, operanti nel territorio del parco stesso, per il contenuto di articoli che riportavano, a detta del denunciante, “calunniose insinuazioni, argomentate da artate bugie e pesanti offese personali”(lettera pubblicata sul numero 30, ottobre 2004). L’architetto Alberto Anzellotti non si rende conto di rendere, in questo modo, manifesto il completo fallimento della sua gestione. Non è riuscito, infatti, a stabilire giusti rapporti di collaborazione proprio con quei soggetti che hanno scelto l’ambiente come loro specifico campo d’azione. E se non lo fa con loro, che sono stati fra i promotori e sostenitori della creazione del parco e, da volontari, dedicano il loro tempo a proteggere e valorizzare territorio e paesaggio, con quali altri soggetti pensa di poter collaborare per operare in modo virtuoso?

2. Lo stesso direttore del parco dopo aver detto, nella lettera di annuncio della citazione in giudizio, che, quella inviata, sarebbe stata “la prima, ed ultima replica” chiede ed occupa, dopo pochi giorni, altro spazio con una altra lettera, allo stesso direttore della rivista La Voce del Lago, su Santo Celso dove critica quanto contenuto in un articolo di Pierfrancesco Pavoni. Puntuale e circostanziata la risposta del presidente del circolo Legambiente lago Sabatino che sbugiarda l’improvvido direttore (lettera e risposta pubblicate sul numero 31, novembre 2004).

3. Non è questo il luogo per elencare le manchevolezze di una gestione inadeguata, ci saranno altre circostanze per farlo, ma una cosa è certa: l’architetto Alberto Anzellotti è completamente privo di ironia. Tempo fa si attribuiva ad una parte della sinistra questo esiziale difetto, riscontrarlo anche in una persona dichiaratamente di destra costituisce una sorpresa.

Le prossime elezioni regionali risolveranno il problema dando, finalmente, all’Ente Parco tecnici e dirigenti all’altezza del compito. In attesa del lieto evento non resta da fare che una risata, una collettiva risata liberatoria. Corrado Placidi - associazione “TRE per TRE”

 

Una risposta sull’architettura di Trevignano

Chiamato ripetutamente in causa dall’articolo della Voce del lago “L’architettura che non c’è” (dicembre, pagina 7), mi sento obbligato a scrivervi. Forse, a questo punto, non so più quale fosse la tesi. Anche Corrado Placidi non aiuta, quando scrive: «Varrebbe la pena di non ottemperare (?) alla promessa e dare la gioia di ricevere la rivista ogni mese e per un anno “a gratis”». Ho riletto e fatto rileggere più volte la frase e non capisco a chi o a cosa si riferisca. Infatti, subito dopo “ottempera” pienamente, fornendo il fatidico elenco delle quindici “opere”. Senza troppo sottilizzare, dichiaro qui di condividere tale elenco, per cui mi sottometto volentieri a pagare il pegno dichiarato dei tre abbonamenti (passerò quanto prima in direzione per saldare il debito). Quindi l’architettura c’è, anche a Trevignano, pur se in modica quantità (certo, le case “belle” non sono proprio “mille e tre”…) e tutto ritorna comunque nel c.v.d. (come volevasi dimostrare). Poiché leggo che l’appassionante dibattito ha raggiunto anche altri periodici (che si trovano, a pagamento o gratuiti, in edicola o dal fornaio) il risultato di far parlare di architettura – e di architetti – è stato ottenuto (parlatene anche male ma parlatene, l’Ordine ringrazia), mi riprometto di tornare con più tempo sull’argomento. Per ora aggiungo solo che non si può pretendere di avere le nostre città e i nostri territori costituiti esclusivamente da capolavori architettonici, anche perché le lottizzazioni che vediamo intorno a noi, se pure avessero tutte “Case sulla cascata” o “Ville Savoy”, non migliorerebbero di molto in assenza di altri fattori di “qualità” e di “misuratori della qualità”. Ringraziando per l’eventuale ospitalità sul giornale, permettetemi di esprimere una nota di dissenso sui termini utilizzati nel sottotitolo dell’articolo (so bene che i titoli e i sottotitoli, per antica prassi giornalistica, non sono mai degli autori degli articoli), ritenendoli inutilmente offensivi ed anche non coerenti con l’articolo stesso, diretto in ogni caso a valorizzare le professionalità di chi opera sul territorio. Francesco Correnti

 

Un commento sulla lettera di un nostro lettore “troppi latinismi e citazioni oscure”

Il signor Domenico Rotundo, nel numero 32 del dicembre2004, si dice infastidito dalle troppe citazioni che si ritrovano fra le righe degli articoli ospitati da La Voce del Lago. Le trova irritanti, superbe, incomprensibili. La direttrice gli risponde scusandosi per le dotte citazioni, e promette tagli ancor più severi. La persona che vi scrive ha la coda di paglia, in quanto fa largo uso di citazioni. Confesso che le citazioni fatte da Borges, quelle di Sciascia, di Vincenzo Consolo, di Arbasino (tanto per citarne alcuni), mi hanno sempre invogliata a saperne di più su quello che vado leggendo; credo possano fare da stimolo all'uso del vocabolario, dell'enciclopedia, alla lettura di nuovi libri. Quando, scrivendo, cerco la sintesi o non so spiegare le emozioni, mi ricordo di versi e parole di grandi della letteratura. Credo mi aiutino a comunicare, ad esprimermi. Forse mi sbaglio, mi creda il signor. Rotundo, nessuno sfoggio, ma soltanto il tentativo e l'umiltà di ricercare "Le parole per dirlo". E la brava direttrice de La Voce del Lago non tema che le troppe citazioni abbassino il livello del giornale; questo sarà sempre un buon giornale se ci saranno buoni contenuti, passione e rispetto della verità. Certo, come lei dice, "i vizi sono duri a morire", ma con un buon italiano e una forma corretta non si correranno pericoli. E quale citazione potrebbe mai chiamarsi vizio?.
Adriana Pedone

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