la voce del lago
ANNO III - n. 31 - novembre 2004

MARTIGNANO A NUMERO CHIUSO

Avviato il dibattito per un diverso uso turistico del lago nell’interesse dell’ambiente e dei cittadini. Tra le questioni da affrontare anche la regolamentazione del parcheggio e il suo eventuale spostamento

Uno dei punti sui quali si è focalizzata l’attenzione degli ambientalisti in questi ultimi mesi è il problema della tutela del lago di Martignano e delle sue coste, una delle aree più pregiate ed integre del Parco di Bracciano-Martignano. La questione si è posta con acutezza l’estate scorsa, stagione in cui la zona è stata violentata dall’invasione non certo “soft” di migliaia di gitanti al giorno (circa tremila la domenica). Gran parte non rispettavano le disposizioni di legge relative alle aree protette e dell’uso turistico della zona.
Il problema è stato fatto presente dal Circolo di Legambiente al consigliere delegato all’Ambiente del Comune di Anguillara Giuseppe Girardi. L’occasione era nel corso delle riunioni che la stessa amministrazione comunale ha messo in calendario per la creazione di un Forum Ambientalista. Lo scopo sarebbe che facesse da supporto alla Commissione Ambiente del Comune per un confronto costruttivo sulla vasta tematica ambientale che coinvolge il territorio.
Il presidente del Circolo, Pierfrancesco Pavoni, ha colto l’occasione di questa presa di contatto con chi, insieme all’Ente Parco è responsabile dell’area che ricade nel territorio anguillarino, per esprimere la propria indignazione in merito alla situazione riscontrata nel mese di agosto scorso, soprattutto in relazione alla mancanza di igiene e di sicurezza dei bagnanti.
Un vero “cahier de doléance”, inclusi i barbecue accesi (severamente vietati) che solo grazie alla fortuna non hanno causato nessun incendio durante il lungo periodo estivo secco. Grossi cani senza controllo (vietati anche loro dalle disposizioni vigenti nell’area) non garantivano certo l’igiene dell’arenile nei dei numerosi bagnanti immersi nell’acqua.
Per non parlare dell’impatto provocato al prezioso pendio di accesso alla spiaggia da grossi pullman che trasportavano un gran numero di persone, con gran polverone salendo e scendendo dall’area adibita a parcheggio sulla collinetta sovrastante.

La questione di Martignano è stata sollevata anche dal presidente dell’associazione ambientalista “La Spinosa”, Settimio Cecconi, già consigliere del Parco, che ha posto in rilievo la necessità di accertare la regolarità degli insediamenti commerciali per lo spaccio di bibite, gelati e quant’altro, che, dal abusivismo sarebbero passate alla regolarità. A questo proposito anche da parte di altri intervenuti è stato fatto presente al consigliere delegato Girardi, che mentre le semplici strutture in legno, quali tavoli e panche all’ombra degli alberi, appaiono compatibili con la naturale bellezza del paesaggio, altre al contrario ne sono in stridente contrasto presentando inoltre aspetti di degrado, insieme ai rifiuti ingombranti e una decina di vecchie auto del tutto fuori luogo.
Data la situazione, la soluzione più opportuna appare ai più, comprese alcune forze politiche, lo spostamento del parcheggio in zona più arretrata rispetto all’invaso lacustre, con utilizzo di navette fino e non oltre il pendio attualmente utilizzato per questo scopo. Il pendio potrebbe invece essere riportato allo stato originario come punto di osservazione e informazione del Parco, essendo una splendida zona panoramica con vista sui due laghi. Certo, numerose resistenze contro questa soluzione si sono sin da ora levate dagli “operatori turistici” della spiaggia.
Spetta alla nuova amministrazione di Anguillara nella quale migliaia di cittadini e con loro gli ambientalisti hanno riposto le loro speranze di cambiamento e di risanamento, lavorare per risolvere la questione dell’uso turistico del lago di Martignano nell’interesse di tutti.
Marisa Loreti