Matteoli,
Castelli e Lunardi chiamati a rispondere sulla vicenda urbanistica
di Trevignano che ha portato alla ribalta l’incredibile
utilizzo di due Piani regolatori generali su uno stesso territorio
Ancora non lo hanno fatto ma prima o poi Matteoli,
Castelli e Lunardi dovranno pure dare una risposta al perché
a Trevignano si è registrato il paradosso di un doppio
piano regolatore che ha consentito, tra un interpretazione all’altra,
di realizzare negli ultimi mesi in località Spalle del
Possesso edifici ben al di sopra degli indici di cubatura fino
ad allora ritenuti validi in quella zona.
E sì, perché la vicenda della
quale La Voce del lago si è ampiamente occupata, è
arrivata fino in Parlamento. Il 14 luglio scorso Loredana De
Petris ha presentato infatti in Senato una dettagliata interrogazione
a risposta scritta ai ministri delle infrastrutture e dei trasporti,
per gli affari regionali, dell’ambiente e per la tutela
del territorio e della giustizia. La parlamentare infila uno
dopo l’altro quesiti agli illustrissimi ministri. Chiede
se non ritengano necessario verificare la legittimità
delle procedure adottate dal Comune di Trevignano nella redazione
e nell’utilizzo delle tavole A, della tavola 1-bis e della
tavola 3-bis del Prg inerente la località «Spalle
del Possesso». Vuole sapere poi se non ritengano opportuno
verificare la legittimità delle procedure di rilascio
delle concessioni edilizie di ampliamento di edifici esistenti
in quella zona. E se, nel caso di illegittimità, non
sia opportuno porre sotto sequestro e ripristinare i luoghi
ante operam. Ed ancora sollecita chiarimenti sul fatto che le
concessioni edilizie e le norme di Prg non siano in contrasto
con le norme a tutela dei vincoli ambientali esistenti in quella
località.
De Petris punta anche il dito sulle eventuali
omissioni e chiede se non si ritenga opportuno verificare la
mancata vigilanza urbanistica da parte della Regione Lazio sulle
concessioni rilasciate, e chiede di intervenire presso Sezione
Urbanistica e case della Regione Lazio, affinché risponda
alla richiesta di merito da parte del Soprintendente ai beni
ambientali ed architettonici del Lazio. L’esponente dei
Verdi nelle premesse traccia un excursus della vicenda che inizia
nel 1962 quando il Comune di Trevignano attuò, con proprie
delibere, la vendita di alcuni terreni di sua proprietà,
attraverso la formula dei «contratti di lottizzazione»,
in località «Spalle del Possesso». Le norme
a salvaguardia dell’ambiente consistevano essenzialmente
nell’indice di edificabilità di un quinto della
superficie del lotto, nell’altezza massima di metri 7,50
al filo di gronda e da distacchi dai confini.
La ricostruzione approda poi al 2003 quando
il Comune rilascia concessioni edilizie in area disciplinata
dal piano territoriale paesistico «Lago di Bracciano e
di Vico» autorizzando ampliamenti dei preesistenti villini
in edifici condominiali di decine di appartamenti, con indice
fondiario 1,5 metri cubi/metri quadri, dichiarando l’area
ricadente in zona B di piano regolatore, completamento.
Nell’interrogazione la parlamentare cita
poi la nota del 2003 del Soprintendente ai beni ambientali e
architettonici del Lazio, Costantino Centroni, che invitava
il Comune a verificare la regolarità di alcune determinazioni
inerenti edificazioni in località «Possesso»
ed in particolare la conformità della cubatura realizzata
rispetto ai limiti edificatori della zona urbanistica e ai vincoli
del piano territoriale paesistico, prescrivendo inoltre il divieto
di abbattimento delle alberature esistenti.
Non manca di citare poi la denuncia alla procura
di Civitavecchia presentata dall’Associazione di salvaguardia
ambientale del lago di Bracciano a seguito della constatazione
di ampliamento di un immobile e i procedimenti pendenti presso
il Tar sia per l’ampliamento di un fabbricato con preesistenza
a villa in condominio, sia per 21 ville a schiera su 1.500 metri
quadri dove sono stati tagliati più di 50 alberi.
Nel fornire dati sulla vicenda De Petris sottolinea
poi che a seguito dei lavori di ampliamento di un edificio esistente
nella zona da parte della Domus srl in via Sutri 7, veniva danneggiato
il tubo di raccolta delle acque meteoriche di ben cinque ettari
del «Bosco di Rocca Romana» di diametro di un metro
e che a seguito del guasto intervenivano tecnici comunali che
acconsentivano alla riparazione dello stesso tubo con un altro
di diametro di 30 centimetri in plastica, consentendo la prosecuzione
dell’edificazione del nuovo corpo dell’edificio
sopra al tratto di condotta riparata.
Quanto al doppio Prg è la stessa De Petris
a riferire “che con nota dell’11 settembre 2003
il Responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Trevignano
redigeva una relazione esplicativa inerente il Prg in località
«Spalle del Possesso», dichiarando espressamente
di effettuare una «lettura comparata di piani regolatori
generali» e l’utilizzo delle mappe delle tavole
A di Prg con quadro allegato delle tavole bis, cosa vietata
– sottolinea la parlamentare - ma che qualora fosse utilizzata
farebbe ricadere la zona interessata in zona B con indice fondiario
di 1,5 metri cubi/metro quadro”.
G.V.