la voce del lago
ANNO III - n. 30 - ottobre 2004

ABUSI AL POSSESSO IL CASO ARRIVA AL SENATO

Matteoli, Castelli e Lunardi chiamati a rispondere sulla vicenda urbanistica di Trevignano che ha portato alla ribalta l’incredibile utilizzo di due Piani regolatori generali su uno stesso territorio

Ancora non lo hanno fatto ma prima o poi Matteoli, Castelli e Lunardi dovranno pure dare una risposta al perché a Trevignano si è registrato il paradosso di un doppio piano regolatore che ha consentito, tra un interpretazione all’altra, di realizzare negli ultimi mesi in località Spalle del Possesso edifici ben al di sopra degli indici di cubatura fino ad allora ritenuti validi in quella zona.

E sì, perché la vicenda della quale La Voce del lago si è ampiamente occupata, è arrivata fino in Parlamento. Il 14 luglio scorso Loredana De Petris ha presentato infatti in Senato una dettagliata interrogazione a risposta scritta ai ministri delle infrastrutture e dei trasporti, per gli affari regionali, dell’ambiente e per la tutela del territorio e della giustizia. La parlamentare infila uno dopo l’altro quesiti agli illustrissimi ministri. Chiede se non ritengano necessario verificare la legittimità delle procedure adottate dal Comune di Trevignano nella redazione e nell’utilizzo delle tavole A, della tavola 1-bis e della tavola 3-bis del Prg inerente la località «Spalle del Possesso». Vuole sapere poi se non ritengano opportuno verificare la legittimità delle procedure di rilascio delle concessioni edilizie di ampliamento di edifici esistenti in quella zona. E se, nel caso di illegittimità, non sia opportuno porre sotto sequestro e ripristinare i luoghi ante operam. Ed ancora sollecita chiarimenti sul fatto che le concessioni edilizie e le norme di Prg non siano in contrasto con le norme a tutela dei vincoli ambientali esistenti in quella località.

De Petris punta anche il dito sulle eventuali omissioni e chiede se non si ritenga opportuno verificare la mancata vigilanza urbanistica da parte della Regione Lazio sulle concessioni rilasciate, e chiede di intervenire presso Sezione Urbanistica e case della Regione Lazio, affinché risponda alla richiesta di merito da parte del Soprintendente ai beni ambientali ed architettonici del Lazio. L’esponente dei Verdi nelle premesse traccia un excursus della vicenda che inizia nel 1962 quando il Comune di Trevignano attuò, con proprie delibere, la vendita di alcuni terreni di sua proprietà, attraverso la formula dei «contratti di lottizzazione», in località «Spalle del Possesso». Le norme a salvaguardia dell’ambiente consistevano essenzialmente nell’indice di edificabilità di un quinto della superficie del lotto, nell’altezza massima di metri 7,50 al filo di gronda e da distacchi dai confini.

La ricostruzione approda poi al 2003 quando il Comune rilascia concessioni edilizie in area disciplinata dal piano territoriale paesistico «Lago di Bracciano e di Vico» autorizzando ampliamenti dei preesistenti villini in edifici condominiali di decine di appartamenti, con indice fondiario 1,5 metri cubi/metri quadri, dichiarando l’area ricadente in zona B di piano regolatore, completamento.

Nell’interrogazione la parlamentare cita poi la nota del 2003 del Soprintendente ai beni ambientali e architettonici del Lazio, Costantino Centroni, che invitava il Comune a verificare la regolarità di alcune determinazioni inerenti edificazioni in località «Possesso» ed in particolare la conformità della cubatura realizzata rispetto ai limiti edificatori della zona urbanistica e ai vincoli del piano territoriale paesistico, prescrivendo inoltre il divieto di abbattimento delle alberature esistenti.

Non manca di citare poi la denuncia alla procura di Civitavecchia presentata dall’Associazione di salvaguardia ambientale del lago di Bracciano a seguito della constatazione di ampliamento di un immobile e i procedimenti pendenti presso il Tar sia per l’ampliamento di un fabbricato con preesistenza a villa in condominio, sia per 21 ville a schiera su 1.500 metri quadri dove sono stati tagliati più di 50 alberi.

Nel fornire dati sulla vicenda De Petris sottolinea poi che a seguito dei lavori di ampliamento di un edificio esistente nella zona da parte della Domus srl in via Sutri 7, veniva danneggiato il tubo di raccolta delle acque meteoriche di ben cinque ettari del «Bosco di Rocca Romana» di diametro di un metro e che a seguito del guasto intervenivano tecnici comunali che acconsentivano alla riparazione dello stesso tubo con un altro di diametro di 30 centimetri in plastica, consentendo la prosecuzione dell’edificazione del nuovo corpo dell’edificio sopra al tratto di condotta riparata.

Quanto al doppio Prg è la stessa De Petris a riferire “che con nota dell’11 settembre 2003 il Responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Trevignano redigeva una relazione esplicativa inerente il Prg in località «Spalle del Possesso», dichiarando espressamente di effettuare una «lettura comparata di piani regolatori generali» e l’utilizzo delle mappe delle tavole A di Prg con quadro allegato delle tavole bis, cosa vietata – sottolinea la parlamentare - ma che qualora fosse utilizzata farebbe ricadere la zona interessata in zona B con indice fondiario di 1,5 metri cubi/metro quadro”.
G.V.