la voce del lago
ANNO III - n. 30 - ottobre 2004
OSPEDALE DI BRACCIANO, IL LUNGO ELENCO DI CIO' CHE NON VA
Inferiore a 120 posti letto l’ospedale di Bracciano (non è stato chiuso perché importante per il bacino di utenza territoriale di 98mila abitanti) ha visto, a causa della carenza di personale, una progressiva riduzione di posti letto (ormai solo 70) che dopo l’estate è diventata permanente.
La piazzola di atterraggio per le eliambulanze non è a norma (di notte non si può atterrare).
Il depuratore non è funzionante.
Gli impianti elettrici e i condizionamenti fatiscenti sono insicuri ed antiigienici.
Le camere operatorie sono oggetto di prescrizione del dipartimento di prevenzione mai attuate.
Le zanzare infestano l’ospedale dalla primavera all’autunno per mancanza di interventi tecnici adeguati e risolutivi.
L’ospedale è sede di attività amministrative aziendali anti-igieniche che dovrebbero essere collocate all’esterno.
Le interruzioni volontarie di gravidanza sono interrotte da mesi.
L’ospedale è di continuo un cantiere di lavori in corso programmati anni addietro.
Per effettuare lavori di trasferimento od adeguamento sono state chiuse la terapia subintensiva e le due camere operatorie sono sotto prescrizione dell’organo di vigilanza per carenza di sicurezza e igiene.
Le sezioni uomini e donne di chirurgia sono state accorpate con inconvenienti igienici e carenze strutturali.
Il tanto sbandierato arrivo dei posti letto universitari derivanti dal decentramento del Policlinico Umberto I si è ridotto all’attivazione di due corsi (uno dei quali peraltro esisteva già in passato), privi di attrezzature e fondi.
In questo quadro desolante l’unica cosa che si pensa di fare è ricorrere a consulenze per settori (radiologi per il territorio, chirurgo della mammella per il progetto di prevenzione dei tumori al seno delle donne) che penalizzano le professionalità esistenti e permettono di evitare di fare concorsi per colmare i vuoti di organico tramite procedure di assunzioni permanenti.
In questo contesto il territorio è ancor di più la “Cenerentola”. Nessuno dei contenuti innovativi per cui sono stati previsti i Distretti (integrazione ospedale-territorio, presa in carico percorsi assistenziali, prevenzione, integrazione socio-sanitaria) sono oggetto di programmazione da parte
della Asl.
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