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La piazzola di
atterraggio per le eliambulanze non è a norma (di notte non
si può atterrare).
Il depuratore non è funzionante.
Gli impianti elettrici e i condizionamenti fatiscenti sono insicuri
ed antiigienici.
Le camere operatorie sono oggetto di prescrizione del dipartimento
di prevenzione mai attuate.
Le zanzare infestano l’ospedale dalla primavera all’autunno
per mancanza di interventi tecnici adeguati e risolutivi.
L’ospedale è sede di attività amministrative
aziendali anti-igieniche che dovrebbero essere collocate all’esterno.
Le interruzioni volontarie di gravidanza sono interrotte da mesi.
L’ospedale è di continuo un cantiere di lavori in corso
programmati anni addietro.
Per effettuare lavori di trasferimento od adeguamento sono state
chiuse la terapia subintensiva e le due camere operatorie sono sotto
prescrizione dell’organo di vigilanza per carenza di sicurezza
e igiene.
Le sezioni uomini e donne di chirurgia sono state accorpate con
inconvenienti igienici e carenze strutturali.
Il tanto sbandierato arrivo dei posti letto universitari derivanti
dal decentramento del Policlinico Umberto I si è ridotto
all’attivazione di due corsi (uno dei quali peraltro esisteva
già in passato), privi di attrezzature e fondi.
In questo quadro desolante l’unica cosa che si pensa di fare
è ricorrere a consulenze per settori (radiologi per il territorio,
chirurgo della mammella per il progetto di prevenzione dei tumori
al seno delle donne) che penalizzano le professionalità esistenti
e permettono di evitare di fare concorsi per colmare i vuoti di
organico tramite procedure di assunzioni permanenti.
In questo contesto il territorio è ancor di più la
“Cenerentola”. Nessuno dei contenuti innovativi per
cui sono stati previsti i Distretti (integrazione ospedale-territorio,
presa in carico percorsi assistenziali, prevenzione, integrazione
socio-sanitaria) sono oggetto di programmazione da parte
della Asl. |