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Una
insegnante diBracciano in Antartide. Si tratta di Lucrezia Zito,della
Scuola elementare "Tommaso Tittoni", che è stata
invitata da "Antarctica New Zealand" a partecipare ad
uno stage che si è tenuto dal 29 ottobre al 5 novembre scorso
sia in Nuova Zelanda che in Antartide, La scuola Tittoni ha svolto
un importante ruolo di capo fila sia nella fase sperimentale che
in quella di avviamento del progetto. "Adotta una scuola dall'Antartide"
che ha messo in contatto diretto, tramite Internet, i giovani scolari
di Bracciano e i ricercatori dell'Enea e del Cnr che si trovano
nel continente dei ghiacci perenni e dei pinguini per svolgere importanti
analisi scientifiche. I bambini della Tittoni bravissimi a maneggiare
il computer e a navigare nel web, hanno così potuto avere
risposte immediate, alle loro tante domande e curiosità sulla
vita e la storia dì questo singolare continente inviando
e ricevendo tante e-mail e fumati dai ricercatori sul campo. Un
lavoro didattico che ha avuto proprio in Lucrezia Zito l'insegnante
di riferimento. Tutto è cominciato quando nell'anno scolastico
1999-2000, la scuola ha realizzato insieme al Progetto Enea Antartide
una sperimentazione pilota. Il grande successo avuto dall'iniziativa
ha poi portato alla sua estensione ad altre cinquanta scuole, che
hanno potuto collegarsi in videochat con la stazione Italiana di
Baia Terra Nova in Antartide. L'11 luglio del 2000, infatti, la
dirigente scolastica della Tìttoni, Letizia Bernardi firmava
un formale Protocollo d'intesa con il Provveditore agli studi di
Roma, Paolo Norcia, e il capo unità Progetto Antartide dell'Enea,
Mario Zucchelli. Possiamo pubblicare alcune pagine del diario di
Lucrezia Zito e alcune sue lettere ai bambini della scuola Tittoni
scritte dalla lontana Antartide.
La
partenza
"26 ottobre. Sto partendo. Sono all'aeroporto Leonardo da Vinci
sono le ore 24, è venerdì. Sto per imbarcarmi, saluto
i miei figli e mi avvio in compagnia di un veterano del progetto
Antartide che sta per affrontare il mio stesso tragitto.
Sono fortunata, penso, come prima volta non poteva andarmi meglio,
il viaggio sarà lungo, ci saranno tre scali mi sento più
tranquilla in compagnia di chi ha fatto questa esperienza già
altra volte. Il viaggio durerà due settimane, voli compresi,
di cui la seconda sarà spesa in Nuova Zelanda per alcune
visite a scuole locali al fine di confrontare punti di vista sulla
divulgazione delle tematiche del continente bianco tra la popolazione
scolastica. Spero che questo possa portare ad attivare una collaborazione
a distanza tra noi docenti e fra le istituzioni scolastiche vedremo..."
Il primo breve scalo sarà Melbourne in Australia. Poi l'arrivo
il 28 ottobre a Christchurch, in Nuova Zelanda, dove l'attendono
i suoi ospiti, per organizzare il grande balzo di 2.500 chilometri
verso l'Antartide.
"29 ottobre Christchurch.
Ricordo il suo nome maori: Haere Mai. Sembra un soffio sopra i petali
di un fiore. E' la città dei fiori, anzi la chiamano la città
dei giardini. Una terra dove Oriente ed Occidente s'incontrano senza
scontrarsi. In una mescolanza di razze, asiatiche, irlandesi, maori,
mediterranei.
E' domenica. Devo alzarmi, mi vengono a bussare, devo correere a
ricevere il kit dell'abbigliamento antartico. L'atmosfera è
quella domenicale di chi si prepara a fare una gita fuori porta.
Colazione robusta con tanto di omelette e altri manicaretti indefinibili.
Niente espresso. Vengo gentilmente accompagnata all'Antarctit Center
che si trova vicino all'aeroporto. Vado a ritirare il bagaglio predisposto
per partire per Scott Base. La base del primo esploratore antartico
dei primi Novecento.
La
Vestizione
"La prova del vestiario m'imbarazza e incuriosisce insieme.
Provo i vestiti, la mia taglia mingherlina qui non è proprio
contemplata! Strati su strati, non avrò freddo certamente,
sto già sudando e goccioloni. Diamoci un contegno, le lagne
qui devono essere malviste, hanno maniere spicciole e i movimenti
risoluti di chi. questi gesti. li fa da anni in una prassi ben consolidata.
Sorrido Immagino l'effetto tragicomico. Strati di lana e pile, prova
questi scarponi, prova questi boots. Provo pure a camminare e non
assomiglio neanche alla lontana a Carla Fracci. A un pinguino sì,
che avanza coi movimenti di un birillo. Gli indumenti vanno indossati
a strati, ciò mi permetterà di sopravvivere a bassissime
temperature senza incorrere in possibili congelamenti.
Il primo strato è una maglia in poliestere che deve essere
indossata in diretto contatto con la pelle. Il secondo strato una
maglia in pile che crea una camera d'aria fra la giacca a vento
e la maglia sulla pelle. Poi il piumino d'oca, un ottimo isolante
termico che garantisce la traspirazione, ed ancora una giacca esterna
costituita da piumino sintetico resistente ad eventuali strappi
e che non fa passare nè acqua nè vento. Anche le gambe
sono protette dallo stesso numero di strati.
Per i piedi scarponi molto ingombranti, con scafo in gomma termosaldata
ed all'interno una scarpetta in feltro molto spesso. Per le mani
diversi strati di sottoguanti (poliestere e pile) per arrivare al
guanto esterno, impermeabile. Ultimo, il guanto con la muffola dove
quattro dita rimangono tutte insieme".
L'atterraggio
in Antartide
"Atterriamo a Mc Murdo. Si atterra non sul ghiaccio vivo ma
su uno strato di neve grattata dello spessore di 4-5 cm che serve
a far presa sulle ruote.
L'atterraggio avviene a vista e dipende dalla bravura dei piloti.
La pista viene sempre prima precedentemente controllata e ci si
assicura sempre che lo spessore minimo del ghiaccio sia superiore
a due metri (in grado di sopportare il peso dell'aereo che atterra).
Se lo spessore scende sotto a questo valore la pista si chiude e
l'aereo non parte. Il pericolo principale è rappresentato
inoltre dalla variabilità del tempo atmosferico. Si passa
in fretta da condizioni di sereno a condizioni di scarsa o nulla
visibilità. Tra la Nuova Zelanda e l'Antartide ci sono 2500
km di Oceano e in caso di avaria l'unica cosa che si può
tentare è l'ammaraggio, difficile e pericoloso perché
fatto in acque gelide. Gli aeroporti antartici sono solo Baia Terra
Nova e Mc Murdo. Se per qualche motivo queste piste chiudono, non
si può tornare indietro. L'aereo infatti non avrebbe abbastanza
carburante per affrontare il viaggio di ritorno".
Le
basi di Mc Murdo e di Scott
"30 ottobre. La stazione americana di Mc Murdo assomiglia ad
un piccolo agglomerato urbano frequentato da gruppi di ricercatori
di varie nazionalità. La popolazione, d'inverno, è
di circa 250 persone mentre d'estate può arrivare a 1.100.
E' la più grande comunità dell'Antartide. E' costruita
sulla roccia vulcanica nuda (non a caso fu scelta da Scott) che
è poi la parte di terra più solida del sud e quindi
accessibile in nave. Qui vi sono acqua, fogne, telefoni, e linee
elettriche in superficie che collegano le costruzioni.
1 novembre. Mattina: Arrivo ad Arrival Heights, stazione neozelandese
di scienze dell'atmosfera con un pulmino. Ma prima una breve esperienza
di carotaggio, ci insegnano a fare quello che i tecnici qui conoscono
bene. Carotaggio è il nome di una tecnica di estrazione di
campioni cilindrici di ghiaccio dal sottosuolo. E' divertente.
E' usata per le indagini geognostiche, per studiare la storia del
nostro pianeta, il clima di milioni di anni fa, e anche quello di
og-gi. Di seguito arriviamo ad Observation Hill. Saliamo fino alla
cima per vedere la croce posta in memoria dei caduti e per godere
della vista fantastica".
Il
mare di Ross
"2 novembre. Ci troviamo sulla piattaforma glaciale del Mare
di Ross, vasta quanto la Francia. la più grande della Terra.
E' formata de ghiaccio galleggiante nel cuore del continente australe.
L'Erebus (3.795 m di altezza sul livello del mare), è il
vulcano attivo più meridionale della Terra. E' stato scalato
per la prima volta nel 1908 da sei membri di una spedizione inglese
diretta da Ernest Shackleton. Visitiamo ora, a Cape Evans, la capanna
di Scott. E' il luogo dove Scott giunse nel 1902. La capanna servì
da base per intensivi studi scientifici sul campo e per le prime
ricognizioni al Polo Sud. Tra la parete esterna e quelle interna
della capanna e sotto al soffitto nel rivestimento è stato
inserito uno strato isolante di alghe marine sbriciolate e cucite
in sacchi di iuta.
3 novembre. Visita della capanna di Ernest Shackleton a Cape Royds.
Questa capanna fu costruita dalla British Antarctic Expedition (1907-1909),
da lui comandata. Ci sono vari depositi di materiali, una stazione
meteorologica, il palo dell'anemometro di Mawson. Tutte testimonianze
che la dicono lunga sulla perseveranza e sul coraggio degli uomini
che per primi, hanno esplorato l'Antartide. Tutto èrimasto
come è stato lasciato. dalle balle di fieno per i ponies
a moltissimi contenitori con alimenti. Grazie all'ambiente estremamente
freddo e asciutto, i
rifugi sono rimasti intatti".
I
pinguini Adelie
Accanto alla storica capanna di Shakleton sono visibili i pinguini
Adelie che pattinano intorno al ghiaccio vicino al litorale di Cape
Evans. Possiamo osservarli solo a distanza perché come ci
indicano i numerosi cartelli questa è un'area protetta. All'inizio
della primavera antartica, in questa stagione, verso la metà
di ottobre, questi animali si recano verso le coste, per ritrovare
le colonie e i nidi dove erano nati. Le riconoscono orientandosi
come fanno gli uccelli migratori in un modo che ancora per la scienza,
rimane un mistero. Avvistiamo anche un solitario skua, animale solitario
dall'insolito lamento. Davvero la sensazione è che gli animali
siano qui gli unici padroni!".
Lettere
ai bambini della scuola Tittoni
"Cari bambini, come sapete mi trovo in Antartide. un luogo
incredibile per la sua originalità e la sua bellezza. Niente
di particolare, a parte che se esci di casa può succederti
di incontrare pinguini o veder sbucare piccoli musetti di foche
(chiamate di Weddell) da buche tra il ghiaccio.
La temperatura qui, e siamo nella stagione calda, è di circa
-40 gradi, per cui siamo vestiti di tutto punto con tute isotermiche
fatte a strati. Pensate che solo di guanti se ne indossano tre paia
in ordine crescente di spessore. Questo continente offre panorami
incontaminati e di assoluta bellezza. Al mio ritorno vi mostrerò
delle foto che ho scattato così verificherete voi stessi.
Ora vi saluto, voi, tutte le maestre. le direttrice, le segretarie,
le bidelle. le vostre famiglie. Tornerò molto presto. La
maestra Lucrezia, a Scott Base, Antartide".
"Cari bambini, vi scrivo per aggiornarvi sulle ultime notizie.
Ieri ho visitato un centro di ricerche qui vicino al luogo dove
mi trovo. La località si chiama McMurdo. Vi è una
parte dedicata alla ricerca sull'inquinamento dell'atmosfera e su
tutta la storia del clima del nostro Pianeta. Voi sapete che tanti
milioni di anni fa l'atmosfera della Terra ha subito tanti cambiamenti
per via di terremoti ed eruzioni vulcaniche. Inoltre si studiano
le condizioni di vita dei pesci antartici (alcuni sono tutt'altro
che pesciolini) Ho fotografato molti di essi che s trovano in enormi
vasche. Al mio ritorno vi mostrerò le immagini. Spero di
trovarvi bene assieme alle maestre. Date un saluto affettuoso da
parte mia a tutte loro. A presto. Lucrezia Zito, da Scott Base,
Antartide".
Ricordi
incancellabili
"Non ci sono odori in Antartide. Neanche a Mc Murdo dove gli
agglomerati ed i prefabbricati di metallo testimoniano il transito
umano, neanche lì sentivo alcun odore. L'Antartide passa
per la vista e per la pelle. Immagini mi inseguono, indelebili:
grandi, gigantesche porzioni di torta alla meringa, gli iceberg;
il sole che tra i ghiacci non tramonta mai; i monti transantartici
all'orizzonte come vetuste sentinelle: il mare ghiacciato che si
perde all'orizzonte. Quando torni sulle strade conosciute ed usuali,
il tuo paese ti appare proprio buffo, di piccoli spazi. di scarso
orizzonte |