la voce del lago
ANNO III - n. 29- settembre 2004
GLI "AMBIENTALISTI" DI STORACE

Pronto il ricorso al Tar contro le recenti nomine dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste nelle aree protette. Al Parco di Bracciano nominato Stefano Di Marco

Il 10 agosto 2004 ha avuto il suo degno epilogo la penosa sceneggiata delle nomine negli Enti Parco da parte della Regione Lazio. Come i lettori de La Voce del lago ben sanno, dopo aver eliminato le vecchie amministrazioni delle aree protette con un colpo di penna, la giunta Storace aveva nominato nuovi membri in tutti i parchi del Lazio, infarcendoli di geometri, cacciatori, galoppini di partito e politici trombati. Restavano da designare solo i membri delle associazioni ambientaliste. Dopo una prima tornata di designazioni (anno 2003) da parte delle associazioni ecologiste, l’assessore all’ambiente della Regione Lazio, l’ortopedico Saraceni, riaprì illegittimamente i termini per permettere la partecipazione alle nuove associazioni pseudoambientaliste partorite dentro i partiti della maggioranza storaciana e tempestivamente iscritte nell’albo nazionale del Ministero dell’Ambiente.
Associazioni dai nomi suggestivi NIMPHA, AMBIENTE E E’ VITA (si scrive proprio così), CAST SUB ROMA, si sono così aggiunte a l’UMANA DIMORA (F.I.), FARE VERDE (AN), GRUPPI DI RICERCA ECOLOGICA.
Il povero Saraceni si è trovato con la giacchetta tirata dai numerosissimi aspiranti e ha dovuto operare in modo supercencelliano, nominando addirittura in alcuni Parchi persone che erano state designate per altre aree protette, in barba alla normativa vigente in materia.
Ma andiamo con ordine. Al Parco di Bracciano è stato nominato Stefano di Marco (designato per Roma Natura da CTS e Acli Anni Verdi), ai Simbruini Enzo Ceci, (designato per i Castelli Romani), anch’egli Acli CTS, al Parco di Veio, Massimo Pezzella, (Presidente del club F.I. non solo XX), a Tevere Farfa, Bernabei del CAST SUB ROMA, a Monte Navegna, Muzzilli dell’Associazione NINPHA, ai Monti Lucretili, Di Bartolomeo (AMBIENTE E E’ VITA, A.N), ai Castelli Romani, Milano del CAST SUB ROMA, a Roma Natura, Mauro Veronesi di LEGAMBIENTE e al Parco dell’Appia, Oreste Rutigliano di ITALIA NOSTRA, ex consigliere comunale del centro destra a Roma.
Le associazioni ambientaliste ricorreranno al TAR chiedendo la sospensiva delle nomine. Sarà un atto dal valore simbolico e politico più che pratico considerando che gli attuali Enti di gestione scadranno insieme ai loro mentori regionali nella prossima primavera, contestualmente al rinnovo del Consiglio Regionale del Lazio. Il ricorso alla giustizia amministrativa si pone nella scia delle iniziative delle associazione di protezione ambientale storiche volte al rispetto della legalità messa sotto i piedi dal signor Storace e dai suoi proconsoletti con commissariamenti (ripetutamente condannati dal TAR), invereconde lottizzazioni, riduzione dei perimetri delle aree protette. Una storia ignobile a cui quest’ultima farsa pone un suggello piuttosto comico. Nella più limpida tradizione post-para-peri-fascista il paese dei santi dei navigatori e dei poeti si trova ad avere, eliminati gli ambientalisti doc, moderni enti parco di geometri, ballerini, commercialisti, cacciatori e subacquei (con tutto il rispetto delle categorie summenzionate). Per piacere aridatece Starace (quello con la a): almeno lui sapeva fare la giravolta nel cerchio di fuoco.

IL PARCO E LA TRASPARENZA

Estate 2003: Il direttore volante del Parco dottor Anzellotti nega alle associazioni ambientaliste i documenti relativi alla designazione dei membri dell’Ente Parco, fresco di nomina.
Inverno-primavera-estate 2004: Il direttore negante, dottor Anzellotti, rifiuta di dare copia dei documenti del Parco (bilancio, linee guida Piano di Assetto, lavori scientifici, lavori e appalti nell’area archeologica di Vicarello) richiestigli dall’associazione Tre per Tre di Trevignano.
Estate 2004 - I guardaparco dell’Ente stanno letteralmente a guardare gli incendi scoppiati nell’area naturale protetta a causa della mancanza di un modulo antincendio. Va ricordato al proposito che il parco macchine dell’Ente è ricco di vetture (una Punto verde militare è a completa disposizione del direttore del Parco). Cosa volete che contino i boschi davanti al confort del dirigente?
Stagione venatoria 2003-2004 - Vox populi pretende che sia possibile acquistare a buon prezzo carne di cinghiale cacciata nel territorio del Parco (da Sutri a Vicarello). La repressione del bracconaggio non costituisce evidentemente una priorità per l’Ente Parco Bracciano-Martignano che è però attivissimo nelle pubbliche relazioni.
I contribuenti hanno infatti pagato 2.500 euro per mettere uno stemmino (il logo del Parco) su una (o due) barca a vela partecipanti alla regata Snipe World 2004.
Non abbiamo purtroppo dati sulle attività del Parco con cifre a 5 zeri (in euro). Il direttore vigila come un cerbero a che non un documento venga reso pubblico, come se gli affari del parco fossero cosa sua e non dei cittadini che pagano le tasse e quindi anche il suo principesco stipendio, le pizzette, le hostess e gli stemmini, i concerti, la benzina della sua Punto (sua del parco)!
Nei Paesi in cui la democrazia è una cosa seria, succede che un ministro sia stato costretto alle dimissioni per aver affidato i lavori di ristrutturazione di casa ad una ditta che aveva rapporti con il suo Ministero. Ma da quelle parti i re vanno in bicicletta, i guardaparco spengono gli incendi e arrestano i bracconieri. E i direttori dei Parchi? Pensate un po’ non sono galoppini di partito e passano il tempo a tutelare l’ambiente.
Settimio Cecconi

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