Decisa
la sospensione delle concessioni del Comune di Anguillara che potevano
trasformare 75 stanze d’albergo in 20 villini bifamiliari già
sul mercato immobiliare. Mentre sulla vicenda indaga anche la procura
di Civitavecchia, l’assessore Antonio Pignoloni, amministratore
unico della società interessata, resta al suo posto e continua
a gestire soldi pubblici
Bloccata dal Tar del Lazio l’operazione
dell’Alfaomega Costruzioni srl dell’assessore ai Lavori
Pubblici Antonio Pignoloni in località Poggio dei Pini con la
quale al posto di 75 nuove stanze per l’albergo Poggio dei Pini,
gestito dalla Nuovo Marchione di Mario Savarese, si volevano costruire
una ventina di villini bifamiliari. lI 6 maggio scorso infatti, il Tribunale
Amministrativo Regionale, ha disposto la sospensione delle due concessioni
che erano alla base dell’operazione. Lo ha fatto accogliendo il
ricorso presentato dal professore Francesco Cardarelli per conto di
un confinante. Malgrado a difendere Pignoloni & company (coinvolto
nella vicenda, in qualità di socio dell’Alfaomega anche
Leonardo Catarci, presidente del Consiglio comunale di Anguillara, oltre
che consigliere alla Provincia di Roma e vicepresidente dell’Unione
Province del Lazio) eminenti amministrativisti come Michele Paliottino,
il Tar ha giudicato le
argomentazioni portate dal ricorrente sufficienti a decretare la sospensione
della concessione rilasciata nel maggio 2003 alla Nuovo Marchione per
la ristrutturazione dell’ampliamento del complesso turistico alberghiero
e il permesso di costruire del novembre 2003 rilasciato dal Comune di
Anguillara in variante alla prima concessione “per diversa dislocazione
delle unità ricettive residenziali annesse al complesso alberghiero”.
Sulla vicenda ha aperto un’indagine anche la procura di Civitavecchia.
Molte le possibili anomalie di un caso che è emblematico nel
mostrare la maestria con la quale amministratori-costruttori sono in
grado di manipolare una materia come quella urbanistica. Dietro si potrebbe
profilare anche un’ipotesi di do ut des.
Il ricorso, poi accolto dal Tar, evidenzia infatti che la Nuovo Marchione
si era impegnata a vendere all’Alfaomega l’area interessata
già prima del rilascio della prima concessione per l’ampliamento
alberghiero. È il 10 maggio dei 2003 quando Mario Savarese viene
autorizzato dal consiglio di amministrazione della Nuovo Marchione srl
a stipulare l’atto di compravendita con la quale, il 29 luglio
2003, la Nuovo Marchione vende all’Alfaomega Costruzioni l’area
di 5.814 metri quadri al prezzo di 258 mila euro. Tra le postille la
parte venditrice si impegna nell’atto di vendita ad ottenere la
voltura a favore della società acquirente di parte della concessione
edilizia rilasciata il 21 maggio 2003 per metricubi 5.650. Gli accordi,
a giudicare dalle carte, erano già fatti. Perché infatti
la Nuovo Marchione avrebbe autorizzato la vendita all’Alfaomega
ancora prima del rilascio della concessione?
Altro gioco di prestigio intercorre tra la prima e seconda concessione.
Quest’ultima infatti viene rilasciata sia alla Nuovo Marchione
che all’Alfaomega ma non si parla più di “ampliamento
del complesso alberghiero” ma di “unità ricettive
residenziali”. Molto importante poi si ritiene sia stata la presentazione
al Tar del documento consistente nell’offerta di vendita di uno
dei villini ancora da costruire da parte della IC Consulenze immobiliari
del quale è socio lo stesso Antonio Pignoloni. Semmai ci fosse
stato un dubbio sull’effettiva destinazione d’uso dei costruendi
villini bifamiliari l’offerta di vendita rilasciata ad un possibile
acquirente attesta che gli immobili sono già stati immessi sul
mercato immobiliare. Già a febbraio 2004 infatti la IC Consulenze
lmmobiliari, faceva pubblicità sulla rivista “Attico”
riguardanti prenotazioni di unità immobiliari indipendenti in
costruzione al “Residenze Poggio dei Pini” con possibilità
di mutuo, pagamenti personalizzati e permute. Contestati poi nel ricorso
accolto dal Tar i requisiti originari della Nuovo Marchione al diritto
di ampliamento alberghiero. La dichiarazione dello stesso Savarese che
l’albergo è funzionante dal gennaio 1979 contrasterebbe
con la norma tecnica inserita nella delibera “controdeduzioni
comunali alle osservazioni pervenute alla variante al Prg zone turistiche”
del 1982. Stabiliva come condizione per il raddoppio dei volumi esistenti
che “l’attività ricettiva e ristorativi sia in esercizio
da almeno dieci anni dalla data di adozione della presente norma”.
Al di là delle questioni amministrative (contro la decisione
del Tar è ammesso il ricorso in appello ai Consiglio di Stato)
il dato politico della vicenda con il coinvolgimento diretto di un assessore
in un’inchiesta della procura, in altri Comuni avrebbe fatto emergere
l’opportunità almeno di una autosospensione, se non di
dimissioni, dagli incarichi pubblici dell’interessato, in attesa
che la vicenda fosse stata chiarita in tutti i suoi aspetti.
Ad Anguillara ciò non è accaduto. Il sindaco Pizzigallo
dichiara di non ravvisare nessun “conflitto d’interessi”
ed anzi conferma la sua piena fiducia all’assessore Pignoloni.
Così Pignoloni, l’uomo per tutte le stagioni, già
geometra del Comune ed oggi costruttore di successo, occupa ancora la
poltrona di assessore ai Lavori Pubblici, gestendo i soldi di tutti
i contribuenti e si ricandida al governo della “città”
per i prossimi cinque anni.
Graziarosa Villani