la voce del lago
ANNO III - n. 26 - maggio 2004
IL TAR BLOCCA L'ALFAOMEGA AFFAIRE

Decisa la sospensione delle concessioni del Comune di Anguillara che potevano trasformare 75 stanze d’albergo in 20 villini bifamiliari già sul mercato immobiliare. Mentre sulla vicenda indaga anche la procura di Civitavecchia, l’assessore Antonio Pignoloni, amministratore unico della società interessata, resta al suo posto e continua a gestire soldi pubblici
Bloccata dal Tar del Lazio l’operazione dell’Alfaomega Costruzioni srl dell’assessore ai Lavori Pubblici Antonio Pignoloni in località Poggio dei Pini con la quale al posto di 75 nuove stanze per l’albergo Poggio dei Pini, gestito dalla Nuovo Marchione di Mario Savarese, si volevano costruire una ventina di villini bifamiliari. lI 6 maggio scorso infatti, il Tribunale Amministrativo Regionale, ha disposto la sospensione delle due concessioni che erano alla base dell’operazione. Lo ha fatto accogliendo il ricorso presentato dal professore Francesco Cardarelli per conto di un confinante. Malgrado a difendere Pignoloni & company (coinvolto nella vicenda, in qualità di socio dell’Alfaomega anche Leonardo Catarci, presidente del Consiglio comunale di Anguillara, oltre che consigliere alla Provincia di Roma e vicepresidente dell’Unione Province del Lazio) eminenti amministrativisti come Michele Paliottino, il Tar ha giudicato le
argomentazioni portate dal ricorrente sufficienti a decretare la sospensione della concessione rilasciata nel maggio 2003 alla Nuovo Marchione per la ristrutturazione dell’ampliamento del complesso turistico alberghiero e il permesso di costruire del novembre 2003 rilasciato dal Comune di Anguillara in variante alla prima concessione “per diversa dislocazione delle unità ricettive residenziali annesse al complesso alberghiero”.
Sulla vicenda ha aperto un’indagine anche la procura di Civitavecchia. Molte le possibili anomalie di un caso che è emblematico nel mostrare la maestria con la quale amministratori-costruttori sono in grado di manipolare una materia come quella urbanistica. Dietro si potrebbe profilare anche un’ipotesi di do ut des.
Il ricorso, poi accolto dal Tar, evidenzia infatti che la Nuovo Marchione si era impegnata a vendere all’Alfaomega l’area interessata già prima del rilascio della prima concessione per l’ampliamento alberghiero. È il 10 maggio dei 2003 quando Mario Savarese viene autorizzato dal consiglio di amministrazione della Nuovo Marchione srl a stipulare l’atto di compravendita con la quale, il 29 luglio 2003, la Nuovo Marchione vende all’Alfaomega Costruzioni l’area di 5.814 metri quadri al prezzo di 258 mila euro. Tra le postille la parte venditrice si impegna nell’atto di vendita ad ottenere la voltura a favore della società acquirente di parte della concessione edilizia rilasciata il 21 maggio 2003 per metricubi 5.650. Gli accordi, a giudicare dalle carte, erano già fatti. Perché infatti la Nuovo Marchione avrebbe autorizzato la vendita all’Alfaomega ancora prima del rilascio della concessione?
Altro gioco di prestigio intercorre tra la prima e seconda concessione. Quest’ultima infatti viene rilasciata sia alla Nuovo Marchione che all’Alfaomega ma non si parla più di “ampliamento del complesso alberghiero” ma di “unità ricettive residenziali”. Molto importante poi si ritiene sia stata la presentazione al Tar del documento consistente nell’offerta di vendita di uno dei villini ancora da costruire da parte della IC Consulenze immobiliari del quale è socio lo stesso Antonio Pignoloni. Semmai ci fosse stato un dubbio sull’effettiva destinazione d’uso dei costruendi villini bifamiliari l’offerta di vendita rilasciata ad un possibile acquirente attesta che gli immobili sono già stati immessi sul mercato immobiliare. Già a febbraio 2004 infatti la IC Consulenze lmmobiliari, faceva pubblicità sulla rivista “Attico” riguardanti prenotazioni di unità immobiliari indipendenti in costruzione al “Residenze Poggio dei Pini” con possibilità di mutuo, pagamenti personalizzati e permute. Contestati poi nel ricorso accolto dal Tar i requisiti originari della Nuovo Marchione al diritto di ampliamento alberghiero. La dichiarazione dello stesso Savarese che l’albergo è funzionante dal gennaio 1979 contrasterebbe con la norma tecnica inserita nella delibera “controdeduzioni comunali alle osservazioni pervenute alla variante al Prg zone turistiche” del 1982. Stabiliva come condizione per il raddoppio dei volumi esistenti che “l’attività ricettiva e ristorativi sia in esercizio da almeno dieci anni dalla data di adozione della presente norma”.
Al di là delle questioni amministrative (contro la decisione del Tar è ammesso il ricorso in appello ai Consiglio di Stato) il dato politico della vicenda con il coinvolgimento diretto di un assessore in un’inchiesta della procura, in altri Comuni avrebbe fatto emergere l’opportunità almeno di una autosospensione, se non di dimissioni, dagli incarichi pubblici dell’interessato, in attesa che la vicenda fosse stata chiarita in tutti i suoi aspetti.
Ad Anguillara ciò non è accaduto. Il sindaco Pizzigallo dichiara di non ravvisare nessun “conflitto d’interessi” ed anzi conferma la sua piena fiducia all’assessore Pignoloni. Così Pignoloni, l’uomo per tutte le stagioni, già geometra del Comune ed oggi costruttore di successo, occupa ancora la poltrona di assessore ai Lavori Pubblici, gestendo i soldi di tutti i contribuenti e si ricandida al governo della “città” per i prossimi cinque anni.
Graziarosa Villani

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