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Settembre
è il mese di Giove ed io le grandi scoperte le ho sempre
fatte in settembre”. Afferma in qualche modo di agire sotto
la buona stella del re dell’Olimpo Pietro Casasanta, 65 anni,
anguillarino verace, personaggio noto alle forze dell’ordine
per traffico illecito di reperti archeologici. Del resto sono suoi
alcuni dei maggiori rinvenimenti degli ultimi tempi. Si parla di
quella che fino a che Casasanta non la riportasse alla luce era
rimasta una leggenda, la Triade capitolina, rinvenuta aIl’lnviolata
di Guidonia ed oggi custodita al museo archeologico di Palestrina
ed ora del volto di avorio, in mostra in questi giorni all’auditorium
di Roma.
“Ho fatto i più grandi ritrovamenti di questo secolo
nell’area del Mediterraneo” dice Casasanta. E come dargli
torto. Anche gli studiosi concordano nell’affermare che la
maschera d’avorio è un reperto di eccezionale rarità.
Ma quali sono i retroscena di questa vicenda? Li svela a La Voce
del Lago lo stesso Casasanta.
Gli archeologi affermano che violare un sito archeologico è
come strappare la pagina di un libro, non si lascia più traccia
del contesto in cui il ritrovamento è avvenuto. In realtà
cosa ti sei trovato davanti?
“Parliamo di un sito che era già stato scavato a livello
professionale. C’è da stabilire quando e da chi. Tant’è
vero che frammenti come marmi parietali, marmi di pavimento erano
tutti in una cisterna a 60 centimetri di profondità. Quando
si ripuliva il terreno dopo uno scavo tutto il frammentame ritenuto
inutile si metteva insieme in una stanza, in un locale. Lo scavo
era stato quindi già fatto. Una ipotesi la posso avanzare.
Secondo me lo scavo è stato fatto nel Trecento quando Santa
Maria di Galeria è stata assediata dagli Orvietani per circa
trent’anni con lo scopo di derubarla dei marmi che servivano
per la costruzione del Duomo della città. Il sito è
stato sempre feudo di Santa Maria di Galeria fino agli anni più
recenti. Il terreno si presentava quasi assolutamente pulito, solo
con qualche traccia di piccole tessere di pasta vitrea, di qualche
frammento di marmo pregiato”.
Perché allora scavare lì dove era già era stato
scavato?
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| Il
sito del ritrovamento della maschera, una villa romana
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del
I secolo a.C. |
“Perché
in quel sito ci andavo tutti gli anni dopo le arature e dopo le
prime piogge di autunno a raccogliere qualche monetina, qualche
frammento pregiato. Vi avevo trovato quattro/cinque frammenti di
una pietra dura molto importante che è l’agata fasciata
in tasselli di mezzo millimetro con ancora sotto la mistura che
serviva per attaccarli. Ho pensato che fosse possibile che quei
tasselli provenissero dal rivestimento di una statua criselefantina.
La cosa mi sembrava quasi un sogno. Ma i frammenti c’erano
e qualcosa dovevano significare. C’erano poi frammenti di
una certa ricchezza come il rosso antico e molto pavonazzetto. Presi
un mezzo meccanico, uno scavatore, e cominciammo a scavare. Trovammo
la cisterna dove c’era anche un bassorilievo frammentato (140x70
centimetri) che rappresentava le Tre Grazie in una versione che
si è conosciuta solo a Pompei.
Solo in un secondo tempo, a due/tre metri dalla cisterna, abbiamo
ritrovato gli avori. Ho visto sopra la benna che emergeva la maschera.
Gli avori erano insieme a quattro statue egizie. La più grande
di queste statue era di 80 centimetri, le altre erano di 20/40 centimetri.
A quel punto abbiamo proseguito a mano. Quel sito doveva essere
molto ricco e, ripeto, era stato scavato scientificamente. Poiché
gli avori e le statue egizie rappresentavano idoli pagani a chi
fece lo scavo (non si può pensare all’epoca napoleonica
altrimenti ne avremmo avuta qualche traccia) non interessavano.
Gli avori furono privati dei busti di oro e insieme alle statue
egizie vennero dimenticate lì”.
Come si sono svolte le trattative per la vendita?
Molto semplicemente. Sono avvenute ad Anguillara con i reperti su
un tavolo e noi intorno che discutevamo. Ho venduto tutta la partita,
statue egizie ed avori, ad un unico cliente. Il prezzo pattuito
era duO milioni di dollari, circa 20 miliardi di lire. Ma ho faticato
per incassare 800 milioni di lire. Dopo di che non sono riuscito
ad incassare più niente. Da ciò nasce la mia collaborazione
col giudice. Quando ho capito che non avrei più preso una
lira sono andato dal giudice Ferri e l’ho messo in condizioni
di recuperare tutto. Il compratore era un italo greco che viveva
a Monaco, in Germania. So che questo signore aveva poi venduto tutto
per trenta miliardi di lire. I carabinieri hanno fatto dei sequestri
nell’abitazione dell’italo-greco ma non hanno trovato
nulla. Venne poi arrestata a Cipro un’antiquaria di Zurigo
che per migliorare la sua posizione parlò degli avori dicendo
che erano a Londra ed a Londra sono stati ritrovati. Anche le statue
egizie verranno ritrovate. Erano cmquant’anni che non si facevano
ritrovamenti di cose egizie”.
Anche per questi ritrovamenti subirai un processo.
“Una volta che tu ammetti di aver fatto una determinata cosa
che è reato il processo diventa un passo obbligato. Secondo
me la cultura greca, la cultura romana sono universali, questo è
il punto. Perché dovrei dare qualcosa a questo Stato che
sa solo processarmi senza darmi alcun riconoscimento, a questi governi
che danno indietro la Venere capitolina e l’obelisco di Axum.
Per la Triade che è una ricchezza per il paese e per le future
generazioni proprio in questo momento sto scontando un anno di arresti
domiciliari. Mi arriveranno poi uno o due anni per gli avori. Quanto
ad Anguillara, sono mesi che di questi ritrovamenti ne parla il
mondo, ma l’attuale amministrazione ha voluto ignorare volutamente
questa cosa per non darmi soddisfazione. Se dico che queste cose
sono uscite da Anguillara è perché non solo è
vero ma è perché spero che il paese ne abbia beneficio”.
Graziarosa Villani
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