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Non
è stato solo pressappochismo quello che ha indotto negli
anni le popolazioni dei comuni del lago a non dire no ad interventi
e progetti dei quali però finora nessuno è stato in
grado di valutare l’esatto impatto ambientale. Se strutture
come Radio Vaticana o il centro Enea Casaccia sono venute su ai
margini del territorio del Comune di Roma quando i paesi del lago
contavano solo qualche migliaio di anime, non si è detto
no nemmeno alla discarica di Cupinoro. Si voleva solo che Bracciano
non diventasse la pattumiera d’Italia, che l’impianto
d smaltimento servisse, come prevedeva l’allora Piano regionale
dei rifiuti, al ristretto bacino 3 composto di otto Comuni. Neanche
il progetto dell’Acea di realizzazione di un anello fognario
circumlacuale non ha avuto opposizioni, come nessuno si è
opposto al nuovo acquedotto di emergenza lago di Bracciano. Qualche
accesa polemica l’ha suscitata a dire il vero solo la istituzione
del Parco Bracciano-Martignano, soluzione che più che interessare
le doppiette impattava sugli interessi speculativi di costruttori
dediti al mattone.
Queste popolazioni, negli anni, hanno mostrato in qualche modo maturità,
hanno consapevolmente accettato che venissero realizzati questi
interventi. Radio Vaticana serve a portare la voce di Dio in tutto
il mondo si sono detti, la Casaccia è un centro di ricerca
(ed è stato anche serbatoio occupazionale), se non facciamo
la discarica la nostra immondizia dove la buttiamo, il Cobis è
necessario perché non si possono buttare i vasi da notte
direttamente al lago. Si sono chiesti ed hanno pensato.
Da queste parti non ha preso piede la politica del Nimby (Not In
My Backyard – non nel mio cortile). Anzi. Si è stati
altruisti, al passo coi tempi. Ma oggi che gli sviluppi di questi
interventi rischiano di avere conseguenze sia sulla salute dei cittadini
che sul territorio, è giusto pretendere che vengano effettuati
studi seri sul loro impatto. E necessario pretendere che non si
abusi della cortesia fino ad oggi dimostrata. Perché essere
maturi non deve significare essere fessi. Non permettere che arrivino
nuove scorie radioattive alla Casaccia e pretendere che vengano
trasferite altrove quelle che già ci sono diventa a questo
punto un dovere. Pretendere che il Vaticano non si trinceri dietro
l’alibi della extraterritorialità e permetta davvero
di effettuare studi seri alla luce dell’alto tasso di leucemie
riscontrate a Cesano e non solo diventa a questo punto una necessità
Opporsi ai tentativi della Sel di realizzare una nuova discarica
diventa a questo punto legittimo. Come è a questo punto urgente
pretendere dall’Acea, visto che pompa pesantemente e si vende
l’acqua del lago, che almeno conceda benefici economici ai
Comuni interessati.
Il territorio infatti anche se vi abitano persone che hanno mostrato
maturità o che sono state in altre faccende affaccendate
non può sopportare nuove conseguenze tanto più che
quelle attuali nessuno si è mai preso la briga di valutare
nella loro esatta portata.
Graziarosa Villani
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