la voce del lago
n. 21- dicembre 2003
MATURI SI MA FESSI NO
Non è stato solo pressappochismo quello che ha indotto negli anni le popolazioni dei comuni del lago a non dire no ad interventi e progetti dei quali però finora nessuno è stato in grado di valutare l’esatto impatto ambientale. Se strutture come Radio Vaticana o il centro Enea Casaccia sono venute su ai margini del territorio del Comune di Roma quando i paesi del lago contavano solo qualche migliaio di anime, non si è detto no nemmeno alla discarica di Cupinoro. Si voleva solo che Bracciano non diventasse la pattumiera d’Italia, che l’impianto d smaltimento servisse, come prevedeva l’allora Piano regionale dei rifiuti, al ristretto bacino 3 composto di otto Comuni. Neanche il progetto dell’Acea di realizzazione di un anello fognario circumlacuale non ha avuto opposizioni, come nessuno si è opposto al nuovo acquedotto di emergenza lago di Bracciano. Qualche accesa polemica l’ha suscitata a dire il vero solo la istituzione del Parco Bracciano-Martignano, soluzione che più che interessare le doppiette impattava sugli interessi speculativi di costruttori dediti al mattone.
Queste popolazioni, negli anni, hanno mostrato in qualche modo maturità, hanno consapevolmente accettato che venissero realizzati questi interventi. Radio Vaticana serve a portare la voce di Dio in tutto il mondo si sono detti, la Casaccia è un centro di ricerca (ed è stato anche serbatoio occupazionale), se non facciamo la discarica la nostra immondizia dove la buttiamo, il Cobis è necessario perché non si possono buttare i vasi da notte direttamente al lago. Si sono chiesti ed hanno pensato.
Da queste parti non ha preso piede la politica del Nimby (Not In My Backyard – non nel mio cortile). Anzi. Si è stati altruisti, al passo coi tempi. Ma oggi che gli sviluppi di questi interventi rischiano di avere conseguenze sia sulla salute dei cittadini che sul territorio, è giusto pretendere che vengano effettuati studi seri sul loro impatto. E necessario pretendere che non si abusi della cortesia fino ad oggi dimostrata. Perché essere maturi non deve significare essere fessi. Non permettere che arrivino nuove scorie radioattive alla Casaccia e pretendere che vengano trasferite altrove quelle che già ci sono diventa a questo punto un dovere. Pretendere che il Vaticano non si trinceri dietro l’alibi della extraterritorialità e permetta davvero di effettuare studi seri alla luce dell’alto tasso di leucemie riscontrate a Cesano e non solo diventa a questo punto una necessità Opporsi ai tentativi della Sel di realizzare una nuova discarica diventa a questo punto legittimo. Come è a questo punto urgente pretendere dall’Acea, visto che pompa pesantemente e si vende l’acqua del lago, che almeno conceda benefici economici ai Comuni interessati.
Il territorio infatti anche se vi abitano persone che hanno mostrato maturità o che sono state in altre faccende affaccendate non può sopportare nuove conseguenze tanto più che quelle attuali nessuno si è mai preso la briga di valutare nella loro esatta portata.
Graziarosa Villani

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