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SOPRUSI SI DIFENDONO GLI IMPOSSESSATI |
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Intervista
a Salvatore Geraci, presidente della neo Associazione Ambientale
per la Salvaguardia del Lago di Bracciano nata sulla scia delle
discusse nuove realizzazioni edilizie nella località Spalle
del Possesso alle pendici di Rocca Romana già al vaglio della
magistratura di Civitavecchia
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Spalle
del possesso, Trevignano. I cittadini insorgono contro le nuove
costruzioni. Accusano che non sono conformi alle norme urbanistiche.
Si mobilitano e denunciano. È nata così il 6 novembre
a Roma presso il notaio Bompadre la nuova “Associazione Ambientale
per la Salvaguardia del Lago di Bracciano”, senza fini di
lucro, che conta già una cinquantina di soci. Ne è
presidente Salvatore Geraci
Presidente, qual è il primo obiettivo dell’associazione?
“L’obiettivo principale è salvaguardare l’ambiente
da abnormi costruzioni che danneggiano il paesaggio nella zona del
lago attivando anche una stretta collaborazione con altre associazioni
che perseguono i nostri stessi fini. È ovvio che il nostro
scopo non intende fermare l’attività urbanistica che
avviene secondo il rispetto pieno delle normative vigenti”.
L’associazione è nata anche come risposta al Comune
per quanto sta avvenendo in località Spalle del Possesso.
Cosa è successo in particolare?
“È avvenuto che il Comune di Trevignano non attenendosi
a quanto disposto dal piano regolatore, che fa ricadere la zona
C5 di Prg, con indice fondiario 0,50 e altezza massima degli edifici
due piani, secondo la documentazione rilasciata dalla Presidenza
della Regione Lazio, ha invece permesso l’edificazione il
rilascio di concessioni abnormi stabilendo un indice fondiario del
triplo di quanto possibile. Ciò ha creato la distruzione
ambientale con lo sdradicamento di alberi d’alto fusto e da
frutta. Non sono stati inoltre creati come stabilito per legge nelle
zone residenziali parcheggi all’interno delle nuove abitazioni
e si è cementificato tutto il lotto dove la cubatura ammissibile
era già stata sfruttata da precedenti villette che sono state
in parte inglobate ed in parte demolite. A tale proposito c’è
da ricordare che la Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici
del Lazio aveva inviato al Comune, alla Regione Lazio, etc delle
lettere con l’invito a “vigilare” su detta zona”.
Quanti sono i lotti in particolare dove si è verificata la
costruzione?
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“Al momento sono quattro. Ma ci tengo a precisare che inoltre
certe concessioni non potevano essere rilasciate perché la
zona è considerata residenziale e quindi non era prevista
la tipologia condominiale”.
Si è verificata anche l’occlusione di un canale di
scolo di acque meteoriche, per il quale avete chiesto l’intervento
della protezione civile, polizia municipale e carabinieri.
“Sì. Nel corso degli scavi hanno tranciato una tubazione
di cemento armato di un metro di diametro circa nella quale confluiscono
le acque meteoriche di ben 5 ettari di bosco. Dopo i lavori è
stato permesso ai costruttori del lotto di via Sutri n. 7, di sotterrare
la tubazione con tubo da 25/30 centimetri e di costruirvici sopra
un edificio. Ritengo pertanto che la ridottissima portata del nuovo
tubo o l’eventuale occlusione determinata da fango, fogliame
ed eventuali carogne, possano determinare una situazione che metterebbe
a rischio le ville a monte, che sarebbero soggette ad allagamenti
e smottamenti. Mi chiedo chi pagherebbe i danni?”.
Tutto questo vi ha indotto a presentare un esposto alla procura
della Repubblica di Civitavecchia.
“Sì, abbiamo ritenuto di interessare la magistratura
perché non solo ci sentiamo lesi nei nostri diritti ma sono
stati inoltre calpestati i normali principi di convivenza tra cittadini
e determinata una situazione di rischio ambientale. Ci chiediamo
se si sia approfittato del fatto che al possesso i proprietari che
avevano firmato col Comune i contratti di lottizzazione antecedenti
al primo piano regolatore del 1970, abbiamo ormai una certa età
e vengano quindi considerati cittadini di serie B? Ci tengo a precisare
che anche su loro invito è nata l’associazione, sono
state fatte le denunce e altre ne stanno partendo”.
Con la variante al Prg disposta a luglio e quindi successivamente
ai vari esposti, il Comune ha previsto una specifica cubatura per
la località Possesso con un indice di 1,5?
“È un indice “fantasioso” perché
eccessivamente elevato e poiché la località ricade
in zona di Piano territoriale paesistico. Ci opporremo nella dovute
sedi facendo osservazioni ed opposizioni e rendendone partecipi
Regione Lazio, Provincia e Soprintendenze. A quanto ci risulta la
normativa che deve regolare la zona è costituita solamente
dal contratto di lottizzazione del 1962 che tuttora ha valore perché
antecedente alla approvazione del Prg, che stabiliva quale “indice
fondiario lo stesso delle lottizzazioni vigenti” come da documentazione
del notaio Dinacci in mio possesso, o, secondo quanto a me riferito
da insigni urbanisti, andrà applicato l’indice di 0,50,
massimo due piani di altezza, zona residenziale e quindi quanto
disposto da piano regolatore depositato alla Regione”.
La vicenda, tra l’altro, ha portato a galla anche la grave
anomalia del “doppio” Prg di Trevignano.
“Riguardo il Possesso infatti non c’è corrispondenza
tra quanto risulta in Regione e quanto invece risulta in Comune.
Ho documentazione rilasciata con conformità da funzionari
della Presidenza regionale. Tutta la verità su una situazione
che ha permesso in questi ultimi due/tre anni delle interpretazioni
urbanistiche errate emergerà con chiarezza e non è
escluso che purtroppo ciò possa ripercuotersi su chi ha amministrato
la materia negli ultimi tempi e nei confronti di ignari cittadini
che potranno riceverne danni, certo non a causa delle nostre denunce
che sono state fatte solo per la tutela dei nostri diritti”.
Graziarosa Villani |
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