la voce del lago
n. 20 - novembre 2003
DAI SOPRUSI SI DIFENDONO GLI IMPOSSESSATI

Intervista a Salvatore Geraci, presidente della neo Associazione Ambientale per la Salvaguardia del Lago di Bracciano nata sulla scia delle discusse nuove realizzazioni edilizie nella località Spalle del Possesso alle pendici di Rocca Romana già al vaglio della magistratura di Civitavecchia

Spalle del possesso, Trevignano. I cittadini insorgono contro le nuove costruzioni. Accusano che non sono conformi alle norme urbanistiche. Si mobilitano e denunciano. È nata così il 6 novembre a Roma presso il notaio Bompadre la nuova “Associazione Ambientale per la Salvaguardia del Lago di Bracciano”, senza fini di lucro, che conta già una cinquantina di soci. Ne è presidente Salvatore Geraci
Presidente, qual è il primo obiettivo dell’associazione?
“L’obiettivo principale è salvaguardare l’ambiente da abnormi costruzioni che danneggiano il paesaggio nella zona del lago attivando anche una stretta collaborazione con altre associazioni che perseguono i nostri stessi fini. È ovvio che il nostro scopo non intende fermare l’attività urbanistica che avviene secondo il rispetto pieno delle normative vigenti”.
L’associazione è nata anche come risposta al Comune per quanto sta avvenendo in località Spalle del Possesso. Cosa è successo in particolare?
“È avvenuto che il Comune di Trevignano non attenendosi a quanto disposto dal piano regolatore, che fa ricadere la zona C5 di Prg, con indice fondiario 0,50 e altezza massima degli edifici due piani, secondo la documentazione rilasciata dalla Presidenza della Regione Lazio, ha invece permesso l’edificazione il rilascio di concessioni abnormi stabilendo un indice fondiario del triplo di quanto possibile. Ciò ha creato la distruzione ambientale con lo sdradicamento di alberi d’alto fusto e da frutta. Non sono stati inoltre creati come stabilito per legge nelle zone residenziali parcheggi all’interno delle nuove abitazioni e si è cementificato tutto il lotto dove la cubatura ammissibile era già stata sfruttata da precedenti villette che sono state in parte inglobate ed in parte demolite. A tale proposito c’è da ricordare che la Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici del Lazio aveva inviato al Comune, alla Regione Lazio, etc delle lettere con l’invito a “vigilare” su detta zona”.
Quanti sono i lotti in particolare dove si è verificata la costruzione?

“Al momento sono quattro. Ma ci tengo a precisare che inoltre certe concessioni non potevano essere rilasciate perché la zona è considerata residenziale e quindi non era prevista la tipologia condominiale”.
Si è verificata anche l’occlusione di un canale di scolo di acque meteoriche, per il quale avete chiesto l’intervento della protezione civile, polizia municipale e carabinieri.
“Sì. Nel corso degli scavi hanno tranciato una tubazione di cemento armato di un metro di diametro circa nella quale confluiscono le acque meteoriche di ben 5 ettari di bosco. Dopo i lavori è stato permesso ai costruttori del lotto di via Sutri n. 7, di sotterrare la tubazione con tubo da 25/30 centimetri e di costruirvici sopra un edificio. Ritengo pertanto che la ridottissima portata del nuovo tubo o l’eventuale occlusione determinata da fango, fogliame ed eventuali carogne, possano determinare una situazione che metterebbe a rischio le ville a monte, che sarebbero soggette ad allagamenti e smottamenti. Mi chiedo chi pagherebbe i danni?”.
Tutto questo vi ha indotto a presentare un esposto alla procura della Repubblica di Civitavecchia.
“Sì, abbiamo ritenuto di interessare la magistratura perché non solo ci sentiamo lesi nei nostri diritti ma sono stati inoltre calpestati i normali principi di convivenza tra cittadini e determinata una situazione di rischio ambientale. Ci chiediamo se si sia approfittato del fatto che al possesso i proprietari che avevano firmato col Comune i contratti di lottizzazione antecedenti al primo piano regolatore del 1970, abbiamo ormai una certa età e vengano quindi considerati cittadini di serie B? Ci tengo a precisare che anche su loro invito è nata l’associazione, sono state fatte le denunce e altre ne stanno partendo”.
Con la variante al Prg disposta a luglio e quindi successivamente ai vari esposti, il Comune ha previsto una specifica cubatura per la località Possesso con un indice di 1,5?
“È un indice “fantasioso” perché eccessivamente elevato e poiché la località ricade in zona di Piano territoriale paesistico. Ci opporremo nella dovute sedi facendo osservazioni ed opposizioni e rendendone partecipi Regione Lazio, Provincia e Soprintendenze. A quanto ci risulta la normativa che deve regolare la zona è costituita solamente dal contratto di lottizzazione del 1962 che tuttora ha valore perché antecedente alla approvazione del Prg, che stabiliva quale “indice fondiario lo stesso delle lottizzazioni vigenti” come da documentazione del notaio Dinacci in mio possesso, o, secondo quanto a me riferito da insigni urbanisti, andrà applicato l’indice di 0,50, massimo due piani di altezza, zona residenziale e quindi quanto disposto da piano regolatore depositato alla Regione”.
La vicenda, tra l’altro, ha portato a galla anche la grave anomalia del “doppio” Prg di Trevignano.
“Riguardo il Possesso infatti non c’è corrispondenza tra quanto risulta in Regione e quanto invece risulta in Comune. Ho documentazione rilasciata con conformità da funzionari della Presidenza regionale. Tutta la verità su una situazione che ha permesso in questi ultimi due/tre anni delle interpretazioni urbanistiche errate emergerà con chiarezza e non è escluso che purtroppo ciò possa ripercuotersi su chi ha amministrato la materia negli ultimi tempi e nei confronti di ignari cittadini che potranno riceverne danni, certo non a causa delle nostre denunce che sono state fatte solo per la tutela dei nostri diritti”.
Graziarosa Villani
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