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La discarica di Cupinoro, l’ospedale
Padre Pio di Bracciano e il calo delle acque del lago Sabatino:
queste tre emergenze che si intrecciano pericolosamente nel territorio,
con ricadute esterne nelle zone limitrofe, sono state oggetto di
una sit-in di denuncia e protesta il 25 ottobre scorso a Bracciano.
Per quanto riguarda la discarica sono state esibite nuove documentazioni
che rivelano risvolti giudiziari per episodi risalenti a quattro
anni fa e di cui solo ora la cittadinanza ne viene a conoscenza.
Si tratta di irregolarità, scoperte dagli Ispettori Sanitari
del Settore Ambiente nel 1999, che riguardano lo smaltimento “non
pertinente” per un arco di dieci giorni circa, di rifiuti
speciali provenienti dalla Toscana, spacciati per “recuperabili”
e quindi sparsi sul terreno circostante “a beneficio dell’agricoltura”,
non documentati sul registro della Società in quanto effettuati
dalla S.E.L. a “titolo gratuito”, ma per i quali due
ditte “di intermediazione”, una toscana e l’altra
di Monterotondo, hanno percepito una “provvigione” di
svariati milioni di vecchie lire! Naturalmente questi fatti sono
stati riferiti all’autorità giudiziaria e su di essi
sinora c’è stato verosimilmente il segreto istruttorio.
Alla luce di quanto ora emerso, crediamo valga la pena di approfondire
la questione, allargando il discorso a quanto sta avvenendo, protagonista
l’onnipresente gruppo Brignoli-S.E.L., nelle zone confinanti
con Bracciano e cioè il territorio di Cerveteri, che tra
l’altro attinge acqua potabile da un condotto vicino alla
discarica di Cupinoro e a Vejano, altra cittadina della Tuscia oggetto
delle attenzioni del medesimo Gruppo e dove si è svolta una
marcia di protesta lungo il corso del fiume Mignone il 19 ottobre
scorso. I residenti e temono che una pseudooperazione di recupero
ambientale di una cava nei pressi del fiume (che fornisce acqua
a tutta la zona fino a Civitavecchia) mascheri in realtà
l’intenzione da parte della società Brignoli di realizzare
un’altra discarica; cosa che, considerata la vicinanza col
corso d’acqua e la valenza ambientale del territorio, appare
deprecabile a chi vorrebbe svilupparne una diversa vocazione.
Vale inoltre la pena ricordare che il gruppo Brignoli ha mosso i
suoi primi passi sul piano industriale proprio partendo da una cava,
acquisendo poi i territori limitrofi, passando poi all’edilizia
e da questa alle discariche, dominando ora un gruppo di ben nove
Società consociate (di cui una è stata iscritta nel
libro inchiesta della Legambiente “Rapporto Ecomafia 2003”).
A quanto si sa, inoltre, sarebbe stata eseguita da una consociata
anche una enorme cava che sta divorando un’intera collina
sulla Settevene-Palo, nei pressi di Cerveteri, in un territorio
di altissima valenza storico-archeologica-paesaggistica alterandone
in maniera brutale la morfologia geologica e l’aspetto paesaggistico.
Il rimedio sarebbe forse di includere la zona dei ritrovamenti archeologici
etruschi (da via di Monte Abatone alle Greppe di S. Angelo) in area
vincolata, considerato che l’Unesco sta per dichiarare Cerveteri
“patrimonio dell’umanità” per i tesori
unici al mondo costituiti dalle necropoli etrusche.
Marisa Loreti |