la voce del lago

n. 20 - novembre 2003

I TENTACOLI DEL GRUPPO BRIGNOLI
Sit in di protesta il 25 ottobre a Bracciano. La società che gestisce la discarica di Cupinoro ancora al centro delle polemiche per discussi interventi a Vejano e a Cerveteri. Ed intanto viene a galla dopo quattro anni lo spargimento di rifiuti speciali su terreni agricoli da parte della Sel.
La discarica di Cupinoro, l’ospedale Padre Pio di Bracciano e il calo delle acque del lago Sabatino: queste tre emergenze che si intrecciano pericolosamente nel territorio, con ricadute esterne nelle zone limitrofe, sono state oggetto di una sit-in di denuncia e protesta il 25 ottobre scorso a Bracciano.
Per quanto riguarda la discarica sono state esibite nuove documentazioni che rivelano risvolti giudiziari per episodi risalenti a quattro anni fa e di cui solo ora la cittadinanza ne viene a conoscenza. Si tratta di irregolarità, scoperte dagli Ispettori Sanitari del Settore Ambiente nel 1999, che riguardano lo smaltimento “non pertinente” per un arco di dieci giorni circa, di rifiuti speciali provenienti dalla Toscana, spacciati per “recuperabili” e quindi sparsi sul terreno circostante “a beneficio dell’agricoltura”, non documentati sul registro della Società in quanto effettuati dalla S.E.L. a “titolo gratuito”, ma per i quali due ditte “di intermediazione”, una toscana e l’altra di Monterotondo, hanno percepito una “provvigione” di svariati milioni di vecchie lire! Naturalmente questi fatti sono stati riferiti all’autorità giudiziaria e su di essi sinora c’è stato verosimilmente il segreto istruttorio.
Alla luce di quanto ora emerso, crediamo valga la pena di approfondire la questione, allargando il discorso a quanto sta avvenendo, protagonista l’onnipresente gruppo Brignoli-S.E.L., nelle zone confinanti con Bracciano e cioè il territorio di Cerveteri, che tra l’altro attinge acqua potabile da un condotto vicino alla discarica di Cupinoro e a Vejano, altra cittadina della Tuscia oggetto delle attenzioni del medesimo Gruppo e dove si è svolta una marcia di protesta lungo il corso del fiume Mignone il 19 ottobre scorso. I residenti e temono che una pseudooperazione di recupero ambientale di una cava nei pressi del fiume (che fornisce acqua a tutta la zona fino a Civitavecchia) mascheri in realtà l’intenzione da parte della società Brignoli di realizzare un’altra discarica; cosa che, considerata la vicinanza col corso d’acqua e la valenza ambientale del territorio, appare deprecabile a chi vorrebbe svilupparne una diversa vocazione.
Vale inoltre la pena ricordare che il gruppo Brignoli ha mosso i suoi primi passi sul piano industriale proprio partendo da una cava, acquisendo poi i territori limitrofi, passando poi all’edilizia e da questa alle discariche, dominando ora un gruppo di ben nove Società consociate (di cui una è stata iscritta nel libro inchiesta della Legambiente “Rapporto Ecomafia 2003”). A quanto si sa, inoltre, sarebbe stata eseguita da una consociata anche una enorme cava che sta divorando un’intera collina sulla Settevene-Palo, nei pressi di Cerveteri, in un territorio di altissima valenza storico-archeologica-paesaggistica alterandone in maniera brutale la morfologia geologica e l’aspetto paesaggistico. Il rimedio sarebbe forse di includere la zona dei ritrovamenti archeologici etruschi (da via di Monte Abatone alle Greppe di S. Angelo) in area vincolata, considerato che l’Unesco sta per dichiarare Cerveteri “patrimonio dell’umanità” per i tesori unici al mondo costituiti dalle necropoli etrusche.
Marisa Loreti
 
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