la voce del lago
n. 2 - gennaio 2002
Ospedale di Bracciano

Diario di una nascita

"Non avevo fatto i conti con le regole rigide ed antiquate di questo ospedale"

Vivo a Bracciano ma avevo scelto di partorire all'Ospedale BelcoIle di Viterbo poiché è fornito di un reparto di Ostetricia e Ginecologia all'avanguardia, ed ho seguito il corso di preparazione alla nascita presso il locale consultorio.
Una rottura anticipata delle acque mi ha costretta però ad un ricovero all'Ospedale più vicino, nel mio caso il "Padre Pio" dì Bracciano. "Poco male - mi sono detta - mi sono preparata, so quello che voglio per me e per il mio bambino, parlandone con i dottori e con il personale ospedaliero non ci dovrebbero essere grossi problemi".
Non avevo però fatto i conti con le regole rigide ed antiquate adottate in questo ospedale, soprattutto nella gestione del nido e dei neonati, regole da anni ritenute nocive sia per la mamma che per il bambino, in quanto stravolgono la macchina perfetta della natura. Oltre all'inospitalità degli ambienti (un unico, bagno per tutto il reparto, la sala travaglio nello stesso corridoio delle camere - che costringe le puerpere a sorbirsi le urla e i gemiti delle partorienti - la sala parto al piano di sopra rispetto alla sala travaglio), la vera disavventura è iniziata dal momento in cui ho partorito. E' nata una bimba sana con un parto naturale, ma dopo un breve contatto e dopo avermela fatta vedere solo per poco già inscatolata in un lettino termico, il personale medico l'ha portata via.
Nonostante le mie richieste di poterla attaccare subito al seno, dalle 8,25, ora in cui è nata, me l'avrebbero portata solo alle 13, visto che prima doveva stare per due ore nella culla termica e poi occorreva aspettare il turno di allattamento successivo. Perché? Non ci volevo credere: le regole vigenti in questo ospedale negano il bambino alla propria madre, quando questa lo richiede, contro ogni legge di natura, nonostante varie raccomandazioni dell'OMS, vari regolamenti attuativi e leggi regionali e tutti i progressi della recente neonatologia. Ho dovuto dar fondo alle ultime energie rimastemi, dopo nove ore di travaglio, per ottenere di avere mia figlia a due ore dalla nascita.
Per i tre giorni di degenza ho dovuto sopportare: di vedere mia figlia per meno di un'ora ogni quattro ore; di non poterla allattare a sua richiesta per soddisfare il suo bisogno e per stimolare il più possibile il seno; di veder somministrare alla bimba un composto di acqua e zucchero e di vederle usare la tettarella. Questo nonostante nel reparto fossero presenti solo due neonati.
Questi comportamenti, soprattutto se adottati nei primi giorni di vita del neonato, oltre a rendere al neonato più traumatico il suo ingresso alla vita, compromettono seriamente il corretto avvio dell'allattamento al seno: il bambino non impara a succhiare il latte materno, infatti la suzione dalla tettarella è diversa rispetto al capezzolo, e alimentarsi dal biberon è per lui meno faticoso che non dal seno; inoltre se il seno non viene stimolato sufficientemente, la montata lattea può ritardare e la produzione del latte può in seguito rivelarsi insufficiente per la completa alimentazione del neonato.
Per quanto riguarda il padre, questi si è visto proibire di stare con me e con la figlia al di fuori dell'orario delle visite previste per tutti (poteva vedere la piccola dietro un vetro 40 minuti al giorno).
Solo l'elasticità di parte del personale medico e paramedico ha reso meno traumatica e più umana questa esperienza di parto, rendendola accettabile per me, per la bimba e per il padre.
Finalmente con il ritorno a casa ho potuto impostare correttamente l'allattamento, anche con il valido aiuto della Lega per l'allattamento materno, che è presente a Bracciano con una sua consulente. Ora allatto al seno a richiesta della bimba e lei succhia per la quantità di latte e per il tempo che gradisce.
Questo ha favorito, e favorisce, una crescita e un aumento di peso più che soddisfacenti, quando non superiori alla media. Inoltre esce tutti i giorni per una lunga passeggiata all'aria aperta e non ha il minimo accenno di
malessere nonostante le rigide temperature di questo periodo. Il contatto con la mamma, la compagnia del papà, il latte materno e un pò di sole è tutto ciò di cui ha bisogno. Infatti è serena, sorridente e socievole.
Per me la disavventura ha avuto un lieto fine, ma purtroppo da altre mamme ho avuto testimonianze molto più negative della mia.
Monica Tescione

LA SCHEDA
Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
1979. Il benessere psicologico della madre deve essere assicurato non solo dalla presenza di una persona di sua scelta durante il parto, ma anche dalla possibilità di ricevere liberamente visite durante il periodo post natale. E' quanto suggerisce I'OMS-UNICEF nella sua raccomandazione per "favorire e sostenere l'allattamento al seno". In particolare si raccomanda ai servizi sanitari dei paesi membri pratiche ostetriche che facilitino l'allattamento esclusivo, immediato ed a richiesta del neonato, lasciandolo nella stanza della puerpera.
1990. L'OMS e l'UNICEF, nella Dichiarazione degli Innocenti, impegnano tutti gli stati firmatari (fra cui l'Italia) ad adoperarsi per mettere tutte le donne in grado di attuare l'allattamento materno esclusivo.
1995. In un'altra raccomandazione dell'OMS sulla "Tecnologia appropriata per la nascita", si sottolinea la necessità di promuovere immediatamente l'allattamento al seno, anche prima di lasciare la sala parto. Cioè "il neonato sano deve restare con la madre".
Regione Lazio
1985. Regione Lazio, legge N. 84 sulla "Riorganizzazione dei presidi sanitari per la tutela psico-affettiva del parto". Stabilisce che nei reparti di maternità si debbono attuare condizioni atte a garantire il contatto immediato fra madre e neonato, e favorire fin dalle prime ore dopo il parto l'allattamento al seno; su richiesta della madre il neonato sano può stare in stanza con lei.
Lega per l'allattamento materno (Leche League)
E' un organizzazione di volontariato internazionale assistenziale apartitica, aeonfessionale, senza scopo di Iucro, fondata nel 1956, attualmente presente in 66 paesi del mondo con circa 8.000 consulenti. Essa opera dando informazioni e sostegno alle madri che allattano, attraverso consulenze telefoniche, gruppi d'incontro e con l'aiuto del suo Comitato di consulenza scientifica.
La consulente a Bracciano è Angela Verde, tel. 06/9986839, angelaverde@inwind.it.
http://www.lalecheleague.org/lang/langltaliano.htm
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