IL
DOVERE DI RICICLARE: GERMANIA DOCET |
| Più
differenzi meno paghi |
Spazzatura,
immondizia, pattume, rifiuti, scorie, scarti, sudiciume, zozzeria.
Sono questi alcuni termini che usiamo per indicare i nostri scarti
quotidiani che una vita moderna e sempre più consumistica
ci impone.
Spesso non si tratta di cose da gettare sempre e comunque ma di
materiale (vetro, carta, plastica, lattine di alluminio, metalli,
legno, stoffe) che ha un suo costo commerciale ed è utilissimo
da riutilizzare come materia prima per la costruzione di nuovi oggetti.
Ricordo, ad esempio, di aver avuto una penna di plastica che aveva
la scritta “Ero un televisore Telefunken” ma con la
plastica si possono realizzare numerosissimi oggetti come piatti,
tavoli, sedie, giacche a vento, maglioni e molti altri capi di abbigliamento
e di uso quotidiano.
In Italia (ed in Europa) c’è obbligo di riciclare gli
imballaggi. Un rapidissimo sguardo sulla situazione italiana ci
rivela che tra i materiali che importiamo, udite, udite, c’è
anche la carta da macero e che nella speciale classifica delle province
italiane che nel 2000 hanno conferito più rifiuti nella raccolta
differenziata al primo posto troviamo la provincia di Bergamo con
il 42,3 per cento. Una buona notizia ci dice che l’Italia
è leader in Europa per il riciclaggio della plastica.
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Tornando alla carta forniamo alcuni dati per rendere ancora più
quantificabile l’importanza della raccolta differenziata.
Per ottenere una tonnellata di carta di cellulosa vergine occorrono
15 alberi, 440.000 litri di acqua e 7.600 chilowattora di energia
elettrica mentre per ottenerne sempre la stessa quantità
con la raccolta differenziata occorrono 1.800 litri di acqua, 2.700
chilowattora di energia elettrica e nessun albero! (fonte Comune
di Reggio Emilia 2003). Sono evidenti i benefici apportati dalla
raccolta differenziata. Inoltre della produzione italiana di carta
il 75 per cento viene utilizzata per la stampa di libri, riviste
e giornali ed il 25 per cento per il confezionamento degli imballaggi.
Detto questo e considerando le tonnellate di carta che giornalmente
vengono avviate in discarica l’importazione di questo materiale
ha veramente dell’assurdo. Un vero spreco. Eppure basta un
piccolo gesto per fare la raccolta differenziata che ci fa risparmiare
sul bilancio nazionale, sulla ricchezza boschiva e ci evita –
cosa non da poco - la scellerata pratica della tecnologia della
buca mangia-territorio (discarica).
Fare riciclaggio, oggi, è diventato un dovere morale. Questo
concetto è emerso anche e soprattutto dopo i recentissimi
esempi negativi di questa estate caratterizzata dalla mancanza di
energia in alcune zone dell’Europa e negli Usa. Pertanto dobbiamo
“crederci” ed essere consapevoli che il riciclaggio
del materiale è utile anche a risparmiare energia non rinnovabile
soprattutto in una società evoluta come la nostra dove la
richiesta di energia è sempre più incalzante. L’utilità
del riciclaggio è stata capita molto bene in Germania che
non tanto tempo fa acquistò tonnellate di rifiuti (utilissimo
materiale da riutilizzare) che la città di Napoli non sapeva
dove gettare. Germania docet! Un modo per far aumentare il volume
di materiale raccolto con il differenziato sarebbe quello di istituire
un sistema, già esistente nelle città del nord ed
in Germania, del tipo “più materiali conferisci nel
differenziato e meno tasse sui rifiuti paghi”. A quando l’attuazione
di un serio programma per far veramente funzionare la raccolta differenziata?
Santino Di Carlo |
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