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Partiamo
da un piccolo fatto: nel giugno del 2003 la Comunità
del Parco Bracciano-Martignano elegge i suoi tre rappresentanti
nel Consiglio direttivo dell’Ente in seguito allo scioglimento
forzoso, da parte della Regione Lazio, della precedente amministrazione.
L’associazione ambientalista La Spinosa e l’ex
consigliere del Parco, Settimio Cecconi, ritengono che le
nomine siano state fatte con criteri essenzialmente politico-corporativi,
in contrasto con lo spirito e la lettera della legge e conseguentemente
richiedono al direttore dell’Ente, architetto Alberto
Anzellotti, copia del verbale della seduta della Comunità
del Parco, ai sensi della legge 241, per potere eventualmente
agire, come è consentito ai cittadini ed alle associazioni,
in sede politica, amministrava e legale contro le nomine.
Il signor Anzellotti prima chiede, rispettivamente, all’associazione
copia dello Statuto e all’ex consigliere le “motivazioni”
della richiesta e poi con raccomandata nega i documenti all’ex
consigliere adducendo il fatto che “non sussiste l’interesse
legittimante del diritto di accesso in quanto non diretto
alla tutela di situazioni giuridicamente rilevanti e non personale”.
In breve, secondo il direttore del Parco un cittadino italiano,
che per due anni è stato consigliere di un Ente, non
ha il diritto di accedere agli atti della Comunità
del Parco che dell’Ente Parco è un organo! Perdonino
i lettori l’aridità delle forme ma con un po’
di pazienza vedremo, in termini più concreti, che cosa
avrebbe potuto provocare l’azione ostruttiva del signor
Anzellotti.
La Regione Lazio avrebbe dovuto rinnovare, ai sensi della
L.R. 10/2003, tutti i consigli direttivi entro la metà
del mese di giugno 2003; è evidente che le possibili
azioni di contrasto contro nomine considerate fuori legge
da parte di cittadini e associazioni avrebbero dovuto essere
tempestive. Dilazioni e dinieghi di documentazione avrebbero
reso difficile, se non impossibile l’esercizio di un
diritto sancito dalle nostre leggi. Ecco il punto: se io cittadino
o associazione vengo a conoscenza di un atto che giudico illegittimo
e voglio contrastarlo portandone a conoscenza le autorità
preposte, come faccio se mi vengono negati i documenti? La
risposta è semplice: non faccio. Grazie al cielo, nonostante
lo zelo profuso dal direttore del Parco di Bracciano, ci ha
pensato la Regione stessa a mettere, involontariamente e vergognosamente
una toppa. Infatti, con apposita leggina ferragostana, sono
stati reinsediati i vecchi consigli direttivi fino al 31 ottobre;
dicono i beninformati delle questioni politiche del centro-destra
che la giunta Storace non ha ancora trovato l’alchimia
lottizzatoria buona per tutti. Riusciremo, quindi, grazie
a questa provvida dilazione ad avere copia del segretissimo
verbale dal signor Anzellotti, esortato magari dal signor
prefetto di Roma e della Giunta Regionale a cui è demandata
la vigilanza e il controllo sull’attività dell’Ente
di gestione? Attendiamo fiduciosi.
Ma parlavamo nel titolo di ordinaria amministrazione: molti
cittadini ci chiedono “ma che fa il Parco?” intendendo
ingenuamente cosa fa l’Ente Parco per conservare, tutelare,
proteggere, rendere fruibile il patrimonio naturale del Lago
di Bracciano e avviare magari iniziative, pur piccole, di
attività economiche ecocompatibili? Il Parco fa, fa,
soprattutto ha deciso di investire molto nella preparazione
professionale del suo dirigente: infatti il dottor Anzellotti
è impegnato in un’estenuante formazione itinerante,
tant’è che è impresa disperata trovarlo
in ufficio, tutto preso com’è a partecipare a
forme di ecoturismo dirigenziale, in aree protette di mezzo
mondo: una faticaccia! Ma forse l’ecoturista dovrebbe
farlo anche nel suo Parco; gli segnaliamo al proposito la
situazione di degrado dell’intera fascia lacustre, con
tonnellate di immondizia compreso qualche rifiuto tossico
(batterie di auto, lavatrici, frigoriferi), lasciate sull’ampia
fascia di arenile liberata dalle acque, le aree percorse dal
fuoco (e ci sovviene una delibera dell’Ente che avallava
una munifica elargizione regionale di oltre 100 mila euro
ad una sconosciuta società aviatoria per la prevenzione
degli incendi…), i continui abusi edilizi perpetrati
in zona A di parco, denunciati dalle associazioni e dai privati
cittadini (e lui dov’è, che fa?), gli uffici
dell’Ente lasciati allo sbando, adattati gioco-forza
all’Adelante, Pedro, con juicio, di manzoniana memoria.
Del resto ci si poteva aspettare qualcosa di meglio da un
ex consulente della più grossa azienda ex agricola
del territorio, con interessi milionari in euro (l’azienda)
per lottizzazioni edilizie? Il dottor Anzellotti fa quello
per cui è ben pagato: gestire lo status quo, assecondare
i manovratori politici ed economici locali e regionali, organizzare
qualche evento, con hostess e pizzette per qualche decina
di migliaia di euro. Tutto qui, e se ci scappa qualche viaggetto
d’istruzione è ancora meglio. Che il signor Anzellotti
non rappresentasse la figura ideale per gestire un parco difficile
e complesso fu denunciato fin dall’inizio dalle associazioni
ambientaliste e dal loro consigliere nell’Ente e fu
causa delle dimissioni di quest’ultimo, che invano chiese
alla maggioranza dell’Ente stesso un atto di dignità
e di coraggio contro le intromissioni politiche che avevano
portato l’Anzellotti alla sua carica. Oggi la vera e
propria tragedia di un parco di carta gestito direttamente
e indirettamente da politici gattopardi e da un utile incompetente
richiedono un intervento diretto di quella società
civile che sta emergendo in tutto il territorio sabatino.
Ai cittadini va garantita l’informazione e la tutela
dei loro diritti collettivi tra cui il diritto all’ambiente:
il nostro giornale è al suo posto per raccogliere le
loro voci. Domandina finale all’architetto Anzellotti.
Perché non vengono corrisposti i contributi deliberati
dall’Ente Parco nel febbraio 2003 ad istituzioni ed
associazioni tra i quali l’Istituto Comprensivo di Trevignano
Romano? Sette mesi non sono sufficienti per comunicare ed
accreditare le somme ai beneficiari?
Coordinamento ambientalista
Lago di Bracciano |