la voce del lago

n. 18 - settembre 2003

URBANISTICA AD PERSONAM
Anguillara dove l’edilizia non è una scienza esatta. Il caso della bifamiliare di via Monte Sirente
Si dice “tutto il mondo è paese”. Ma su certe cose Anguillara sembra avere un primato. Con un’urbanistica applicata su misura, se non proprio ad personam, Anguillara annovera numerosi casi in cui non tutti i cittadini hanno uguali diritti. Ci si accanisce contro una canna fumaria: è memorabile la vicenda che vide protagonista la signora Elena Giacomozzi, disponendone la demolizione (l’unica, ci risulta, che il Comune abbia mai fatto eseguire assieme alla scaletta che portava a un possibile secondo piano di un supermercato sull’Anguillarese oggi divenuto un appartamento-sottotetto). Ma nulla si fa contro le pseudocase rurali che pullulano nelle ancora per poco campagne del paese (alla Cusmano sono sorte imponenti ville, ai Sortilunghi addirittura un complesso residenziale).
Quando l’abusivista può vantare buone conoscenze in Comune spesso accade reclami dei vicini o condomini portano ad un sopralluogo degli organismi preposti solo quando l’abuso è bello e fatto. Il verbale potrà poi sempre servire per fare domanda di concessione in sanatoria. Accade così che, in sfregio ai diritti di un condomino, si possa, attraverso la modifica di intercapedini, sbancamenti, etc., allargare un appartamento creando decine di metri quadri e aumentando il valore dell’immobile.
E quanto è successo in via Monte Sirente. Nell’appartamento al piano terra di una bifamiliare, già di proprietà di Luciana Bini, sono stati effettuati lavori che hanno quasi raddoppiato la cubatura. L’immobile originariamente meno esteso risulterebbe venduto con una metratura superiore ai 100 metri quadri. Il tutto è avvenuto malgrado gli esposti e le denunce di Ida Petti, proprietaria dell’appartamento del primo piano, nei quali si faceva presente che i lavori, interessando muri portanti, compromettevano la stabilità della struttura. Non contenta di aver - grazie probabilmente alle benevolenze di amici degli amici in Comune - realizzato un ampliamento del suo appartamento, la Bini, mostrando una certa arroganza, ha iniziato a creare occasioni per tipiche liti di vicinato che ha poi preso a pretesto per querelare la signora dell’appartamento soprastante, colpevole ai suoi occhi di ostacolare la sua manovra edilizia speculativa. Una vicenda nella quale il Comune avrebbe dovuto intervenire mettendo uno stop ai lavori. Ma il sindaco Antonio Pizzigallo, adducendo che la competenza spettava solo all’ufficio tecnico, se ne è voluto lavare le mani, appoggiando di fatto solo una delle parti in causa. E sfociata così in un caso giudiziario fatto di numerosi procedimenti a carico della Petti che dopo il danno deve oggi subire anche la beffa di vedersi perseguitata penalmente (assieme al marito, giornalista in pensione della Rai). Un caso che è degenerato e per il quale la Petti ha chiesto anche l’intervento del presidente della Repubblica Ciampi. In uno dei vari esposti inviati al Quirinale la Petti ha denunciato “il totale annullamento dei diritti che ogni proprietario ha sulle parti comuni di un edificio, esercitato nei suoi confronti, non solo dalla Bini, ma anche da chi ha rilasciato la concessione edilizia, dal progettista del piano seminterrato, dal direttore dei lavori, dai vigili urbani, dai tecnici, dagli assessori, dai sindaci, dai responsabili dell’ufficio tecnico, dal responsabile dell’ufficio condono edilizio”.
G.V.

 
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