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Il curriculum di Remigio Marini a tutto può far pensare meno che risponda alla previsione dell’articolo 14 della L.R. 10 che prescrive che “Il consiglio direttivo è composto dal presidente e da altri sei membri, scelti tra persone che si siano distinte per gli studi e per le attività nel campo della protezione dell'ambiente”. Eletto a presidente dell’Università Agraria di Bracciano nelle ultime consultazioni del giugno scorso - unica nomina che può in qualche modo dimostrare un suo futuro impegno per il rispetto del territorio (ma lo si aspetta alla prova dei fatti) - Marini è anche vicepresidente dell’associazione Cacciatori Bracciano, presidente della Commissione Lavori Pubblici Comune di Bracciano (lo ha nominato Negri), membro della commissione edilizia Comune di Bracciano. Tra i lavori svolti da Marini figurano la “progettazione di immobili residenziali, la direzione dei lavori, pratiche di successione”, il “ripristino di strade rurali all’interno della Vicarello spa e accatastamento immobili”, la “bonifica dei corsi d’acqua, fossi e strade” e la “consulenza tecnica dell’Azienda Faunistico Venatoria Castel Giuliano Sasso”. Questo è ciò che ha fatto e fa Remigio Marini. Ancora meno in fatto di ambientalismo può vantare Ancillai, protetto del sindaco di Anguillara Pizzigallo, che nel suo curriculum, oltre alla laurea in Scienze Politiche e la carica di Revisore Ufficiale dei Conti, tra le esperienze lavorative indica la “rappresentanza legale di uno studio che si occupa di adempimenti contabili fiscali, societari e previdenziali”, la “presidenza del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Anguillara dal ’92 al ’98” e l’incarico di “componente del Collegio dei Sindaci di varie società a responsabilità limitata”. È agronomo e lavora a contratto con l’Università della Tuscia di Viterbo, Riccardo Caccia il terzo membro del consiglio direttivo eletto dalla Comunità del Parco. La riunione alla quali erano presenti Enzo Negri per Bracciano, Antonio Pizzigallo per Anguillara, Rolando Luciani per Bracciano, Vincenzo Petroni per Sutri, Bruno Cignini per Roma, e l’assessore Feliziani per Oriolo (798,908 millesimi in termini di conteggio del numero legale) ha da subito mostrato l’isolamento di Sutri il cui candidato proposto, Giovanni Donati, peraltro membro del consiglio direttivo uscente (venne eletto allora col favore di Anguillara), è stato “defenestrato”. Nel corso della seduta la presentazione della candidatura del cacciatore Marini fa inalberare persino il zelante direttore del Parco Alberto Anzellotti di nomina di centrodestra (presente con funzioni di segretario della seduta) il quale fa osservare che la carica di Marini di vicepresidente dell’associazione Cacciatori mal si concilia con la carica di rappresentante nel consiglio direttivo dell’area protetta. Per Anzellotti la designazione del cacciatore Marini può minare la credibilità e l’autorevolezza del Consiglio direttivo del Parco. Spende parole a favore di Marini il sindaco Negri (cacciatore appassionato e custode geloso di trofei di caccia) secondo il quale la nomina di “una doppietta” può riavvicinare la categoria dei cacciatori all’istituzione Parco. Con Negri anche il sindaco Luciani. Il funzionario capitolino Cignini solleva dubbi di incompatibilità e sottolinea che la carica di presidente dell’Universita Agraria può essere equiparata a quella di presidente di Comunità Montana con conseguente insorgere di incompatibilità. Al voto il trio Marini, Ancillai, Caccia, riscuote i millesimi necessari per l’elezione. Il colpo di mano riesce. Ma le associazioni ambientaliste del Lazio non staranno a guardare e stanno già preparando l’impugnazione del provvedimento dinanzi agli organismi competenti. C’è un parco da salvare. Un Parco che aspetta ancora che la Regione approvi anche e soprattutto il piano di assetto definitivo. G.V. |
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