Cara Voce del lago. Sono un vostro attento lettore.
In relazione all’articolo apparso sul numero 10 del dicembre
2002 dal titolo “Piano regolatore ancora blindato”
che raccontava le vicende riguardanti la stesura del nuovo Prg
di Anguillara volevo segnalare che il Consiglio di Stato con una
recente sentenza ha stabilito che l’obbligo di astensione
di interventi privati degli amministratori comunali in sede di
adozione (e di approvazione) di atti di pianificazione urbanistica,
deve essere sempre rispettato per non far sussistere il conflitto
d’interessi. Per cui – in base a quanto disposto -
l’amministratore comunale non deve mai essere portatore
di interessi diversi da quelli comunali sia essi appartenenti
a sé o alla sua famiglia siano essi appartenenti a persone
a lui vicine da qualsivoglia rapporto. L’obbligo di astensione
costituisce regola di carattere generale, che non ammette deroghe
ed eccezioni e ricorre quindi ogni qualvolta sussiste una correlazione
diretta ed immediata fra la posizione dell’amministratore
e l’oggetto della deliberazione, pur quando la votazione
non potrebbe avere altro apprezzabile esito e quand’anche
la scelta fosse in concreto la più utile e la più
opportuna per lo stesso interesse pubblico. Se è vero che
l’articolo 19 della legge 3 agosto 1999, n. 265 “Disposizioni
in materia di Autonomia e Ordinamento degli enti locali”
al quale fa riferimento il provvedimento del Consiglio di Stato,
ha quali destinatari solo gli amministratori comunali, il principio
dell’obbligo di astensione, in quanto espressione dei principi
di legalità, imparzialità buon andamento dell’azione
amministrativa, fissati dall’articolo 97 della Costituzione,
è espressione di una regola generale ed inderogabile, di
ordine pubblico, applicabile quindi anche al di fuori delle ipotesi
espressamente contemplate dalla legge che scatta automaticamente
allorquando sussiste un diretto e specifico collegamento tra la
deliberazione ed un interesse proprio di colui che vota o dei
suoi congiunti.
Lettera firmata
Le mani sulle terme
Questo signore tedesco ha avuto una corrispondenza
con noi un anno fa. Ci mandò foto e un brano del diario
di sua madre che soggiornò a Vicarello prima della guerra,
e che pubblicammo. Tempo fa sulle orme della madre è venuto
in visita alla tenuta. Nella lettera le sue considerazioni.
Finalmente sono stato personalmente al lago di
Bracciano e in particolare a Vicarello, dove mia madre ha trascorso
del tempo all’inizio degli anni Trenta. Sono ritornato con
impressioni diverse e ambigue. Il paesaggio in generale, l’ambiente
del lago mi è piaciuto moltissimo. È veramente un
posto incantato. Vicarello è ancora più bello di
come mia madre ha raccontato in famiglia. Adesso posso capire
la sua nostalgia profonda.
Naturalmente sono stato molto colpito dal fatto che una visita
della tenuta di Vicarello fosse assolutamente impossibile. Mi
sembrava di essere a Berlino negli anni prima della caduta del
muro, dove c’erano dappertutto le indicazioni: “la
visita del quartiere est della città è rigorosamente
vietato”. Ho chiesto - come giornalista e figlio di una
donna che mi ha raccontato molto su questo soggiorno in un bellissimo
pezzo d’Italia - al proprietario di adesso di poter visitare
il luogo ma non ho ricevuto nessuna risposta, neanche alla richiesta
fatta per lettera. Oltre la mia relazione personale con Vicarello
mi domando come è possibile che un posto così stupendo
sia diventato un oggetto di speculazione? Perché le Terme
di Vicarello come mi ha detto la gente di Trevignano, sono in
uno stato così rovinoso e in declino assoluto? Perché
la chiesa, in particolare l’Istituto Germanico-Ungarico
di Roma, il proprietario di una volta, ha venduto questa tenuta
ad una azienda che, detto con cortesia, mi pare un po’ misteriosa.
Certamente, la tenuta di Vicarello non è una terra santa
e il mio ricordo personale non conta niente rispetto agli affari
immobiliari in corso. Ma sia per il proprietario attuale sia per
la Chiesa cattolica come proprietario di allora la “tenuta
di Vicarello” sembra una questione scottante. Un bel soggetto
da scrivere forse un giallo politico titolato “Le mani sulle
terme”. C’e molto da fare per il Commissario Montalbano.
Carl Wilhelm Macke
( Monaco di Baviera )
1962: scempio alla Croce di Anguillara
Nel vostro articolo sui progetti folli e distruttivi
a Trevignano e Anguillara, avete chiesto ai lettori di ricordare
altri esempi di distruzione dei monumenti nel passato nel nostro
territorio.
Io ricordo uno scempio ad Anguillara, intorno al ‘62. Alla
Croce, ossia dove iniziano le vie per Trevignano, Santo Stefano,
San Francesco, la discesa per il lago, e l’ingresso per
il centro storico, c’era uno stupendo fontanile- abbeveratoio.
Quando un pessimo geometra costruì la sua brutta casa proprio
lì davanti (con una cartoleria e una jeanseria sul pian
terreno) distrusse il fontanile, e lasciò al suo posto
uno slargo di cemento. Oggi è decorato con i soliti vasi
di fiorellini molto amati e poco curati da questo Comune. Purtroppo
non ho mai trovato una foto di questo bel monumento al passato.
Se la trovate voi, dovreste pubblicarla per farci piangere ancora
una volta la perdita per sempre dei nostri beni storici e architettonici
dovuti alla pretensione e l’ignoranza da chi ha “la
mazza” in mano.
Domenico Rotundo
Rifiuti ingombranti danno il benvenuto
a Bracciano
Volevo segnalarvi come i civilissimi cittadini
di Bracciano siano ecologisti solo quando conviene loro. Vi allego
una foto scattata in una giornata qualsiasi in via Claudia 101,
all’ingresso di Bracciano venendo da Roma, dove i solerti
cittadini pur di non pagare quanto legalmente dovuto all’amministrazione
per lo smaltimento di rifiuti ingombranti depositano nottetempo
ogni genere di rottame. Bella prova per una cittadina che protesta
per la presenza di una discarica a qualche chilometro di distanza.
C’è anche da dire che i solerti vigili urbani e le
forze dell’ordine potrebbero facilmente pizzicare più
di una persona che abbandona rifiuti se solo sostassero qualche
volta nelle vicinanze di tale luogo (cosa peraltro che non guasterebbe
neanche data la velocità da Formula uno con cui chi viene
da Roma entra a Bracciano...). Cordiali Saluti
Nicola Reina
Gentile lettore la ringraziamo per la segnalazione
e per il suo grande senso civico. Lei è però, a
nostro avviso, incorso in un equivoco. Proprio nel punto da lei
segnalato infatti dietro il cancello è collocato un deposito
di materiali ingombranti del Comune di Bracciano. Probabilmente
i cittadini lasciano in quel punto i “rottami” di
cui lei parla affinché il Comune proceda al loro conferimento
in apposito luogo. Sul numero 13 de La voce del lago Francesca
Carpinteri, presidente della Consulta di Psichiatria della Asl
Rm/F, segnalava la sua richiesta al Comune di collocare il deposito
in altra sede proprio perché nei locali dell’ex mattatoio,
antistante il deposito, è collocato un centro diurno per
disagiati mentali e che pertanto la presenza di simili rifiuti
non era certo opportuna per numerosi motivi. Ma il deposito è
ancora lì. Il presidente Carpinteri al riguardo fa presente
di aver ottenuto da tempo dal sindaco di Bracciano Enzo Negri
rassicurazioni in merito al futuro trasferimento di questi materiali
in un terreno che sarebbe già stato individuato. Finora
nulla è stato fatto.
Negato il diritto di voto
Tra le lettere pervenuteci figura anche una
appassionata nota scritta a caldo da una lettrice di Anguillara
alla quale il 16 giugno scorso è stato di fatto impedito
di esprimere il proprio voto in merito ai due referendum sull’estensione
dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e sull’abolizione
delle servitù da elettrodotto.
Sono attualmente iscritta all’AIRE (anagrafe
degli italiani residenti all’estero) perché lavoro
con le organizzazioni non governative ed attualmente sono su un
progetto in Somalia per cui sono iscritta presso l’ambasciata
di Nairobi. Mi viene detto dal presidente di sezione che non posso
votare in quanto residente all’estero. Protesto che ho sempre
votato in Italia, anche il 25 maggio scorso. Si telefona al comune,
sezione elettorale e una signora mi dice di chiamare la prefettura,
in quanto lei ha ricevuto dalla prefettura una circolare che dice
che i cittadini italiani ora possono anche votare all’estero,
per cui non possono più votare in Italia, a meno che non
abbiano fatto antecedentemente richiesta specifica di opzione
all ambasciata di residenza. Non mi arrendo e vado dal sindaco
Antonio Pizzigallo. Il sindaco mi dice che il fatto è di
specifica competenza dell’ufficio elettorale e che comunque
il presidente di sezione ha facoltà di farmi votare o meno.
Torno in sede elettorale e chiaramente vengo accolta come una
rompiscatole che vorrebbe pretendere dei diritti che non ha “visto
che la circolare....etc.”. La circolare non si trova, ma
non è mia intenzione contestare la circolare. Se questa
circolare esiste è una circolare insensata. Si raggiunge
un diritto che è poter votare all’estero e si toglie
ai cittadini che sono momentaneamente in Italia la possibilità
di esercitarlo. E a questo diritto che è quello di votare
io non ci voglio proprio rinunciare. Mi sento defraudata di una
cosa che mi appartiene e non voglio rinunciarci. Poiché
ad Anguillara i cittadini iscritti all’AIRE sono 2 non sarebbe
stato difficilissimo, per gli addetti ai lavori comunicarci le
nuove normative invece di cancellarci senza preavviso, tanto più
che nel mio caso, ho avuto diverse occasioni di incontro con l’ufficio
elettorale in occasione delle lezioni del 25 maggio scorso (duplicato
di tessera elettorale, richiesta di incentivo per aver votato
in Italia). Penso di recarmi dai carabinieri per denunciare il
fatto che mi è stato impedito l’esercizio di un mio
diritto. Ha senso? fatemi sapere arrivederci”.
Franca Tedei