la voce del lago
n. 16 - luglio 2003
I LETTORI CI SCRIVONO
Conflitto d’interessi e Piano Regolatore

Cara Voce del lago. Sono un vostro attento lettore. In relazione all’articolo apparso sul numero 10 del dicembre 2002 dal titolo “Piano regolatore ancora blindato” che raccontava le vicende riguardanti la stesura del nuovo Prg di Anguillara volevo segnalare che il Consiglio di Stato con una recente sentenza ha stabilito che l’obbligo di astensione di interventi privati degli amministratori comunali in sede di adozione (e di approvazione) di atti di pianificazione urbanistica, deve essere sempre rispettato per non far sussistere il conflitto d’interessi. Per cui – in base a quanto disposto - l’amministratore comunale non deve mai essere portatore di interessi diversi da quelli comunali sia essi appartenenti a sé o alla sua famiglia siano essi appartenenti a persone a lui vicine da qualsivoglia rapporto. L’obbligo di astensione costituisce regola di carattere generale, che non ammette deroghe ed eccezioni e ricorre quindi ogni qualvolta sussiste una correlazione diretta ed immediata fra la posizione dell’amministratore e l’oggetto della deliberazione, pur quando la votazione non potrebbe avere altro apprezzabile esito e quand’anche la scelta fosse in concreto la più utile e la più opportuna per lo stesso interesse pubblico. Se è vero che l’articolo 19 della legge 3 agosto 1999, n. 265 “Disposizioni in materia di Autonomia e Ordinamento degli enti locali” al quale fa riferimento il provvedimento del Consiglio di Stato, ha quali destinatari solo gli amministratori comunali, il principio dell’obbligo di astensione, in quanto espressione dei principi di legalità, imparzialità buon andamento dell’azione amministrativa, fissati dall’articolo 97 della Costituzione, è espressione di una regola generale ed inderogabile, di ordine pubblico, applicabile quindi anche al di fuori delle ipotesi espressamente contemplate dalla legge che scatta automaticamente allorquando sussiste un diretto e specifico collegamento tra la deliberazione ed un interesse proprio di colui che vota o dei suoi congiunti.
Lettera firmata

Le mani sulle terme

Questo signore tedesco ha avuto una corrispondenza con noi un anno fa. Ci mandò foto e un brano del diario di sua madre che soggiornò a Vicarello prima della guerra, e che pubblicammo. Tempo fa sulle orme della madre è venuto in visita alla tenuta. Nella lettera le sue considerazioni.

Finalmente sono stato personalmente al lago di Bracciano e in particolare a Vicarello, dove mia madre ha trascorso del tempo all’inizio degli anni Trenta. Sono ritornato con impressioni diverse e ambigue. Il paesaggio in generale, l’ambiente del lago mi è piaciuto moltissimo. È veramente un posto incantato. Vicarello è ancora più bello di come mia madre ha raccontato in famiglia. Adesso posso capire la sua nostalgia profonda.
Naturalmente sono stato molto colpito dal fatto che una visita della tenuta di Vicarello fosse assolutamente impossibile. Mi sembrava di essere a Berlino negli anni prima della caduta del muro, dove c’erano dappertutto le indicazioni: “la visita del quartiere est della città è rigorosamente vietato”. Ho chiesto - come giornalista e figlio di una donna che mi ha raccontato molto su questo soggiorno in un bellissimo pezzo d’Italia - al proprietario di adesso di poter visitare il luogo ma non ho ricevuto nessuna risposta, neanche alla richiesta fatta per lettera. Oltre la mia relazione personale con Vicarello mi domando come è possibile che un posto così stupendo sia diventato un oggetto di speculazione? Perché le Terme di Vicarello come mi ha detto la gente di Trevignano, sono in uno stato così rovinoso e in declino assoluto? Perché la chiesa, in particolare l’Istituto Germanico-Ungarico di Roma, il proprietario di una volta, ha venduto questa tenuta ad una azienda che, detto con cortesia, mi pare un po’ misteriosa. Certamente, la tenuta di Vicarello non è una terra santa e il mio ricordo personale non conta niente rispetto agli affari immobiliari in corso. Ma sia per il proprietario attuale sia per la Chiesa cattolica come proprietario di allora la “tenuta di Vicarello” sembra una questione scottante. Un bel soggetto da scrivere forse un giallo politico titolato “Le mani sulle terme”. C’e molto da fare per il Commissario Montalbano.
Carl Wilhelm Macke
( Monaco di Baviera )

1962: scempio alla Croce di Anguillara

Nel vostro articolo sui progetti folli e distruttivi a Trevignano e Anguillara, avete chiesto ai lettori di ricordare altri esempi di distruzione dei monumenti nel passato nel nostro territorio.
Io ricordo uno scempio ad Anguillara, intorno al ‘62. Alla Croce, ossia dove iniziano le vie per Trevignano, Santo Stefano, San Francesco, la discesa per il lago, e l’ingresso per il centro storico, c’era uno stupendo fontanile- abbeveratoio. Quando un pessimo geometra costruì la sua brutta casa proprio lì davanti (con una cartoleria e una jeanseria sul pian terreno) distrusse il fontanile, e lasciò al suo posto uno slargo di cemento. Oggi è decorato con i soliti vasi di fiorellini molto amati e poco curati da questo Comune. Purtroppo non ho mai trovato una foto di questo bel monumento al passato. Se la trovate voi, dovreste pubblicarla per farci piangere ancora una volta la perdita per sempre dei nostri beni storici e architettonici dovuti alla pretensione e l’ignoranza da chi ha “la mazza” in mano.
Domenico Rotundo


Rifiuti ingombranti danno il benvenuto a Bracciano

Volevo segnalarvi come i civilissimi cittadini di Bracciano siano ecologisti solo quando conviene loro. Vi allego una foto scattata in una giornata qualsiasi in via Claudia 101, all’ingresso di Bracciano venendo da Roma, dove i solerti cittadini pur di non pagare quanto legalmente dovuto all’amministrazione per lo smaltimento di rifiuti ingombranti depositano nottetempo ogni genere di rottame. Bella prova per una cittadina che protesta per la presenza di una discarica a qualche chilometro di distanza. C’è anche da dire che i solerti vigili urbani e le forze dell’ordine potrebbero facilmente pizzicare più di una persona che abbandona rifiuti se solo sostassero qualche volta nelle vicinanze di tale luogo (cosa peraltro che non guasterebbe neanche data la velocità da Formula uno con cui chi viene da Roma entra a Bracciano...). Cordiali Saluti
Nicola Reina

Gentile lettore la ringraziamo per la segnalazione e per il suo grande senso civico. Lei è però, a nostro avviso, incorso in un equivoco. Proprio nel punto da lei segnalato infatti dietro il cancello è collocato un deposito di materiali ingombranti del Comune di Bracciano. Probabilmente i cittadini lasciano in quel punto i “rottami” di cui lei parla affinché il Comune proceda al loro conferimento in apposito luogo. Sul numero 13 de La voce del lago Francesca Carpinteri, presidente della Consulta di Psichiatria della Asl Rm/F, segnalava la sua richiesta al Comune di collocare il deposito in altra sede proprio perché nei locali dell’ex mattatoio, antistante il deposito, è collocato un centro diurno per disagiati mentali e che pertanto la presenza di simili rifiuti non era certo opportuna per numerosi motivi. Ma il deposito è ancora lì. Il presidente Carpinteri al riguardo fa presente di aver ottenuto da tempo dal sindaco di Bracciano Enzo Negri rassicurazioni in merito al futuro trasferimento di questi materiali in un terreno che sarebbe già stato individuato. Finora nulla è stato fatto.

Negato il diritto di voto

Tra le lettere pervenuteci figura anche una appassionata nota scritta a caldo da una lettrice di Anguillara alla quale il 16 giugno scorso è stato di fatto impedito di esprimere il proprio voto in merito ai due referendum sull’estensione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e sull’abolizione delle servitù da elettrodotto.

Sono attualmente iscritta all’AIRE (anagrafe degli italiani residenti all’estero) perché lavoro con le organizzazioni non governative ed attualmente sono su un progetto in Somalia per cui sono iscritta presso l’ambasciata di Nairobi. Mi viene detto dal presidente di sezione che non posso votare in quanto residente all’estero. Protesto che ho sempre votato in Italia, anche il 25 maggio scorso. Si telefona al comune, sezione elettorale e una signora mi dice di chiamare la prefettura, in quanto lei ha ricevuto dalla prefettura una circolare che dice che i cittadini italiani ora possono anche votare all’estero, per cui non possono più votare in Italia, a meno che non abbiano fatto antecedentemente richiesta specifica di opzione all ambasciata di residenza. Non mi arrendo e vado dal sindaco Antonio Pizzigallo. Il sindaco mi dice che il fatto è di specifica competenza dell’ufficio elettorale e che comunque il presidente di sezione ha facoltà di farmi votare o meno. Torno in sede elettorale e chiaramente vengo accolta come una rompiscatole che vorrebbe pretendere dei diritti che non ha “visto che la circolare....etc.”. La circolare non si trova, ma non è mia intenzione contestare la circolare. Se questa circolare esiste è una circolare insensata. Si raggiunge un diritto che è poter votare all’estero e si toglie ai cittadini che sono momentaneamente in Italia la possibilità di esercitarlo. E a questo diritto che è quello di votare io non ci voglio proprio rinunciare. Mi sento defraudata di una cosa che mi appartiene e non voglio rinunciarci. Poiché ad Anguillara i cittadini iscritti all’AIRE sono 2 non sarebbe stato difficilissimo, per gli addetti ai lavori comunicarci le nuove normative invece di cancellarci senza preavviso, tanto più che nel mio caso, ho avuto diverse occasioni di incontro con l’ufficio elettorale in occasione delle lezioni del 25 maggio scorso (duplicato di tessera elettorale, richiesta di incentivo per aver votato in Italia). Penso di recarmi dai carabinieri per denunciare il fatto che mi è stato impedito l’esercizio di un mio diritto. Ha senso? fatemi sapere arrivederci”.
Franca Tedei

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