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Il risultato del voto delle elezioni
provinciali con la vittoria della coalizione del centro sinistra
al primo turno impone alcune riflessioni.
La prima, numerica, è che la vittoria di Enrico Gasbarra
è dovuta essenzialmente al voto di Roma dove è difficile
il radicamento di politiche clientelari che sono state invece tipiche
del Polo nel territorio del lago di Bracciano. Fenomeni come le
concessioni edilizie ad personam, come le promesse, le intimidazioni
e tutti gli altri machiavellici mezzi che hanno caratterizzato la
campagna elettorale sul lago non sono servite, proprio perché
i romani hanno votato.
Le liste che appoggiavano Moffa hanno aumentato la tendenza al clientelismo
dopo anni di governo in cui hanno erogato prebende ai Comuni amici
negando fondi alle amministrazioni d’altro colore. Da parte
dei candidati locali è stata condotta una campagna ignobile
incentrata sull’imbrattamento dei muri dei paesi con quintali
di manifesti. Ad Anguillara per l’ennesima volta il Comune
ha pagato con soldi di tutti i contribuenti parte della campagna
elettorale attraverso la pubblicazione Il cittadino, ed in seguito
i manifesti con i quali l’amministrazione ringrazia i cittadini
per i voti dati al Polo. Purtroppo chi, in base alla legge, è
preposto a controllare ha, per l’ennesima volta, fatto finta
di niente. Chi doveva vigilare non l’ha fatto evidentemente
trincerandosi dietro la scimmiottesca immagine del “Non sento,
non vedo, non parlo”. D’altra parte la cecità
è una prerogativa della quale si sono serviti alcuni candidati
senza scrupoli. Il Polo ha avuto infatti bisogno di utilizzare anche
ciechi residenti in altro collegio come rappresentanti di lista.
Pensare che il compito principale del rappresentante è controllare
visivamente le schede elettorali! I tanti rappresentati di lista
condotti in comitiva a votare nei seggi locali hanno di fatto provocato
un’alterazione dei risultati elettorali.
Finito il voto, nell’attesa di due referendum che diano un’altra
spallata al cavaliere ed ai suoi emuli – cosa faranno le forze
d’opposizione ora che il presidente del Consiglio ha invitato
a disertare le urne? – diventa necessario per le forze politiche
locali trovare quegli elementi su cui costruire un accordo programmatico
e politico al quale sacrificare i giochetti interni che purtroppo
hanno caratterizzato le ultime elezioni comunali. Per mandare a
casa ad Anguillara al più presto Pizzigallo ed i suoi accoliti
servono solamente pazienza e capacità propositiva, senza
calcoli opportunistici e conigli usciti dal cappello all’ultimo
minuto. L’insegnamento di queste provinciali è che
se si riesce a costruire una coalizione reale ed affiatata è
possibile un cambio della guardia non solo a Palazzo Valentini ma
anche nei Municipi del lago. Gaetano Alibrandi
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| PARLA
UN EX CONSIGLIERE DEL PARCO |
IL
COMMENTO |
Sembra ieri ma
sono passati tre anni dall’istituzione del Parco di Bracciano.
La Destra sabatina ha all’inizio attuato una campagna durissima
contro l’area protetta utilizzando i suoi esponenti più
rumorosi, non lesinan-do i toni apocalittici e l’uso, ad essa
storicamente connaturato, di adeguate manifestazioni di esuberanza
fisi-ca nei convegni e nelle altre occasioni in cui qualche illuso
illuminista cercava di portare cifre, fatti e ragioni.
Ma (politique d’abord!) mentre le truppe cammellate dei folcloristici
cacciatori venivano portate in giro per convegni e seminari a esprimere
il loro incontenibile stile, nelle segrete stanze si facevano le cose
serie; e il parco di Bracciano-Martignano trovava un degno direttore
nel signor Giuntarelli, ragazzotto dai buoni agganci politici diplomato
ISEF, sociologo versatile ed esponente dell’area clerico-buonista
di Allean-za Nazionale. La maggioranza dell’Ente, appartenente
al Centro-sinistra, come i lettori sanno, ruminava se-rena sostenendo
che in fondo il diavolo, la maggioranza Storace alla Regione, non
era poi così brutto come lo si dipingeva.
Gli anni passavano, i cacciatori erano rientrati a casa e i nemici
del Parco assumevano toni più dimessi, a parte qualche tirata
di giovanotti di scarse se non nulle letture che in pubblici convegni
si chiedevano, (reto-ricamente?) Ma che è sto’ turismo
sostenibile? Un sonno facilitato dalla cornucopia dei nulla-osta rilasciati
e dai soldi che l’Ente Parco con il sapido indirizzo del buon
Giuntarelli, non lesinava per studi storici, econo-mici e sociologici
di grande livello ed interesse.
La bomba deflagrata nell’estate del 2002 con l’annuncio
da parte della Giunta regionale del tutti a casa per gli Enti gestori
non suscitava nella maggioranza dell’Ente Parco che qualche
sospiro ed una testarda sindro-me di Tafazzi: veniva infatti nominato,
come a una triste liquidazione, un nuovo direttore del Parco: l’architetto
Anzellotti che ora regna indisturbato sull’intera area protetta.
L’architetto, come i lettori de La Voce sanno, è un protégé
dei signori Celori e Storace che lo hanno additato ad esempio in pubblici
convegni: che diamine, anche la Destra ha i suoi tecnici di valore!
Nel frattempo, nella desolazione apostolica del terri-torio sabatino,
l’Ente Parco ormai agonizzante ha organizzato (maggio 2003)
un convegno sul Marchio di Qualità dell’Area Protetta:
il convegno, rigorosamente ad inviti, si è tenuto all’interno
della caserma dell’aeronautica di Vigna di Valle, probabilmente
per testimoniare l’indissolubile legame tra le aree protette
e le armi. Legame confermato dalla manifestazione Game Fair (caccia
e ambiente!) che si è tenuta alla fine di maggio nella tenuta
Santa Barbara e non, come inizialmente programmato, nel territorio
del Parco, nono-stante i toni minacciosi di alcuni pubblici amministratori
che pretendevano una deroga, Qualcuno probabil-mente ha letto loro
l’articolo della legge sui Parchi che vieta l’ingresso
di armi nelle aree protette… Peccato, vedrete che cercheranno
di rifarsi l’anno prossimo. Dimenticavamo di dire alla presentazione
blindata del Marchio di Qualità alla caserma di Vigna di Valle
c’erano il ministro Matteoli e il deputato regionale Celori
(entrambi di Alleanza Nazionale) che hanno speso alcune buone parole
sul Parco, come si fa tra uomini di mondo davanti al letto di un moribondo:
de morituris, nihil nisi bonum.
Ma, considerato il valore delle spoglie, già ci si sbrana tra
color che possono, sulla nuova gestione. Come i lettori de La Voce
già sanno, il presidente del nuovo Ente di gestione sarà
nominato direttamente dalla Giun-ta regionale: i nomi che circolano
sono raccapriccianti ed entrano a pieno diritto in quel grand- guignol
che è la politica governativa sull’ambiente a livello
nazionale e locale. Il nuovo Consiglio di amministrazione del Parco
di Bracciano avrà le fattezze e i colori degli incubi di Hogarth
e di Daumier, ma noi confidiamo capar-biamente sempre nella presenza
del fanciullo che continuerà a gridare: il re è nudo!
Post scriptum
Sul giornale di Guareschi Il Candido c’era il tormentone della
vignetta Contrordine compagni. Qualcuno, rinnovando la felice idea,
per favore, può spiegare ai responsabili della sezione di Alleanza
Nazionale di Trevignano che adesso non è più il caso
di scrivere i volantini contro il parco, perché il parco se
lo stanno per pappare definitivamente loro!
Settimio Cecconi |
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