la voce del lago

n. 15 - giugno 2003

ELEZIONI PROVINCIALI
FALLISCE IL CLIENTELISMO

Il risveglio di Roma manda a casa la giunta Moffa

Il risultato del voto delle elezioni provinciali con la vittoria della coalizione del centro sinistra al primo turno impone alcune riflessioni.
La prima, numerica, è che la vittoria di Enrico Gasbarra è dovuta essenzialmente al voto di Roma dove è difficile il radicamento di politiche clientelari che sono state invece tipiche del Polo nel territorio del lago di Bracciano. Fenomeni come le concessioni edilizie ad personam, come le promesse, le intimidazioni e tutti gli altri machiavellici mezzi che hanno caratterizzato la campagna elettorale sul lago non sono servite, proprio perché i romani hanno votato.
Le liste che appoggiavano Moffa hanno aumentato la tendenza al clientelismo dopo anni di governo in cui hanno erogato prebende ai Comuni amici negando fondi alle amministrazioni d’altro colore. Da parte dei candidati locali è stata condotta una campagna ignobile incentrata sull’imbrattamento dei muri dei paesi con quintali di manifesti. Ad Anguillara per l’ennesima volta il Comune ha pagato con soldi di tutti i contribuenti parte della campagna elettorale attraverso la pubblicazione Il cittadino, ed in seguito i manifesti con i quali l’amministrazione ringrazia i cittadini per i voti dati al Polo. Purtroppo chi, in base alla legge, è preposto a controllare ha, per l’ennesima volta, fatto finta di niente. Chi doveva vigilare non l’ha fatto evidentemente trincerandosi dietro la scimmiottesca immagine del “Non sento, non vedo, non parlo”. D’altra parte la cecità è una prerogativa della quale si sono serviti alcuni candidati senza scrupoli. Il Polo ha avuto infatti bisogno di utilizzare anche ciechi residenti in altro collegio come rappresentanti di lista. Pensare che il compito principale del rappresentante è controllare visivamente le schede elettorali! I tanti rappresentati di lista condotti in comitiva a votare nei seggi locali hanno di fatto provocato un’alterazione dei risultati elettorali.
Finito il voto, nell’attesa di due referendum che diano un’altra spallata al cavaliere ed ai suoi emuli – cosa faranno le forze d’opposizione ora che il presidente del Consiglio ha invitato a disertare le urne? – diventa necessario per le forze politiche locali trovare quegli elementi su cui costruire un accordo programmatico e politico al quale sacrificare i giochetti interni che purtroppo hanno caratterizzato le ultime elezioni comunali. Per mandare a casa ad Anguillara al più presto Pizzigallo ed i suoi accoliti servono solamente pazienza e capacità propositiva, senza calcoli opportunistici e conigli usciti dal cappello all’ultimo minuto. L’insegnamento di queste provinciali è che se si riesce a costruire una coalizione reale ed affiatata è possibile un cambio della guardia non solo a Palazzo Valentini ma anche nei Municipi del lago. Gaetano Alibrandi

PARLA UN EX CONSIGLIERE DEL PARCO
IL COMMENTO
Sembra ieri ma sono passati tre anni dall’istituzione del Parco di Bracciano. La Destra sabatina ha all’inizio attuato una campagna durissima contro l’area protetta utilizzando i suoi esponenti più rumorosi, non lesinan-do i toni apocalittici e l’uso, ad essa storicamente connaturato, di adeguate manifestazioni di esuberanza fisi-ca nei convegni e nelle altre occasioni in cui qualche illuso illuminista cercava di portare cifre, fatti e ragioni.
Ma (politique d’abord!) mentre le truppe cammellate dei folcloristici cacciatori venivano portate in giro per convegni e seminari a esprimere il loro incontenibile stile, nelle segrete stanze si facevano le cose serie; e il parco di Bracciano-Martignano trovava un degno direttore nel signor Giuntarelli, ragazzotto dai buoni agganci politici diplomato ISEF, sociologo versatile ed esponente dell’area clerico-buonista di Allean-za Nazionale. La maggioranza dell’Ente, appartenente al Centro-sinistra, come i lettori sanno, ruminava se-rena sostenendo che in fondo il diavolo, la maggioranza Storace alla Regione, non era poi così brutto come lo si dipingeva.
Gli anni passavano, i cacciatori erano rientrati a casa e i nemici del Parco assumevano toni più dimessi, a parte qualche tirata di giovanotti di scarse se non nulle letture che in pubblici convegni si chiedevano, (reto-ricamente?) Ma che è sto’ turismo sostenibile? Un sonno facilitato dalla cornucopia dei nulla-osta rilasciati e dai soldi che l’Ente Parco con il sapido indirizzo del buon Giuntarelli, non lesinava per studi storici, econo-mici e sociologici di grande livello ed interesse.
La bomba deflagrata nell’estate del 2002 con l’annuncio da parte della Giunta regionale del tutti a casa per gli Enti gestori non suscitava nella maggioranza dell’Ente Parco che qualche sospiro ed una testarda sindro-me di Tafazzi: veniva infatti nominato, come a una triste liquidazione, un nuovo direttore del Parco: l’architetto Anzellotti che ora regna indisturbato sull’intera area protetta. L’architetto, come i lettori de La Voce sanno, è un protégé dei signori Celori e Storace che lo hanno additato ad esempio in pubblici convegni: che diamine, anche la Destra ha i suoi tecnici di valore! Nel frattempo, nella desolazione apostolica del terri-torio sabatino, l’Ente Parco ormai agonizzante ha organizzato (maggio 2003) un convegno sul Marchio di Qualità dell’Area Protetta: il convegno, rigorosamente ad inviti, si è tenuto all’interno della caserma dell’aeronautica di Vigna di Valle, probabilmente per testimoniare l’indissolubile legame tra le aree protette e le armi. Legame confermato dalla manifestazione Game Fair (caccia e ambiente!) che si è tenuta alla fine di maggio nella tenuta Santa Barbara e non, come inizialmente programmato, nel territorio del Parco, nono-stante i toni minacciosi di alcuni pubblici amministratori che pretendevano una deroga, Qualcuno probabil-mente ha letto loro l’articolo della legge sui Parchi che vieta l’ingresso di armi nelle aree protette… Peccato, vedrete che cercheranno di rifarsi l’anno prossimo. Dimenticavamo di dire alla presentazione blindata del Marchio di Qualità alla caserma di Vigna di Valle c’erano il ministro Matteoli e il deputato regionale Celori (entrambi di Alleanza Nazionale) che hanno speso alcune buone parole sul Parco, come si fa tra uomini di mondo davanti al letto di un moribondo: de morituris, nihil nisi bonum.
Ma, considerato il valore delle spoglie, già ci si sbrana tra color che possono, sulla nuova gestione. Come i lettori de La Voce già sanno, il presidente del nuovo Ente di gestione sarà nominato direttamente dalla Giun-ta regionale: i nomi che circolano sono raccapriccianti ed entrano a pieno diritto in quel grand- guignol che è la politica governativa sull’ambiente a livello nazionale e locale. Il nuovo Consiglio di amministrazione del Parco di Bracciano avrà le fattezze e i colori degli incubi di Hogarth e di Daumier, ma noi confidiamo capar-biamente sempre nella presenza del fanciullo che continuerà a gridare: il re è nudo!
Post scriptum
Sul giornale di Guareschi Il Candido c’era il tormentone della vignetta Contrordine compagni. Qualcuno, rinnovando la felice idea, per favore, può spiegare ai responsabili della sezione di Alleanza Nazionale di Trevignano che adesso non è più il caso di scrivere i volantini contro il parco, perché il parco se lo stanno per pappare definitivamente loro!
Settimio Cecconi
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