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| Nella
sala consiliare del Comune, la cerimonia della donazione dei
29 quadri. Bartolomeo Bracaglia seduto che firma l'atto. |
Storie
così finora si erano viste solo a Trevignano, un paese evidentemente
che riesce a conquistarsi l’affetto anche dei nuovi venuti.
Così come accadde nel 2001 a Emilio Rapalli, il 76enne che
dopo morto volle salutare il suo “amato paese” con una
specifica dedica sui suoi manifesti mortuari, anche Bartolomeo Bracaglia,
restauratore di fama e personaggio unico nel suo genere, dimostra
tutta la sua riconoscenza alla comunità che lo ha accolto
come un proprio figlio omaggiandola con una vera e propria pinacoteca
di capolavori degna di più grandi gallerie. Un regalo stimato
in 799mila euro. Ma si tratta soprattutto di un patrimonio di arte
e di cultura. Nomi del calibro di Van Dick, Andrea del Sarto, Puccio
Corona (allievo di Giotto), Tintoretto difficilmente avrebbero potuto
approdare alla collezione di un piccolo comune da quattromila anime.
Eppure è accaduto. Il 24 maggio scorso, in una cerimonia
commovente per la sua semplicità, la donazione ufficiale
è avvenuta e il sindaco Luciani ha preso in consegna ventinove
opere eseguite tra il Trecento e il Settecento da prestigiosi artisti.
La platea ha più volte tributato un’ovazione al donatore
che ha replicato solo con un semplice ed eloquente “grazie”.
Ma il ringraziamento sincero è arrivato soprattutto dall’assessore
alla Cultura di Trevignano Giuliano Nencini che ha osservato come
per un amministratore che si dedica all rilancio culturale di un
Comune “ricevere una simile collezione sia il massimo”.
Per ospitarla si pensa già alla trasformazione della scuola
media in Casa della Cultura. “E’ una pinacoteca –
ha detto ancora Nencini che, come il Museo Etrusco Romano, è
a misura di Trevignano”. Ed ha annunciato che nei giovedì
dell’arte, coordinati da Renata Battaglini, al centro culturale
la Fontana verranno illustrate ad una ad una le opere avute in dono.
Ma chi è Bartolomeo Bracaglia? È senz’altro
un personaggio d’altri tempi. Formatosi alle botteghe d’arte
in quel triangolo fertile tra via del Babuino, Via Margutta e Piazza
del Popolo, Bracaglia è stato un ottimo restauratore. Ha
restaurato quadri di El Greco, Canaletto e molti altri. Dopo la
guerra si trasferisce a New York a lavorare presso la famosa fondazione
Samuel Kress ed apre una bottega d’arte nella 57^ strada della
Grande Mela. Dopo vari anni si trasferisce a Londra ed anche qui
a Mayfair apre il suo studio. Mantiene comunque una bottega a Roma
in via del Babuino. Tra le sue prerogative anche quelle di mercante
d’arte. Da restauratore attento qual è sa apprezzare
i grandi lavori dei maestri della pittura italiana e straniera.
Acquista di sua tasca molte opere, alcune le vende, alcune le trattiene
come quelle che oggi regala a Trevignano. Il lago e il paesino ai
piedi della Rocca lo conquistano nella sua terza età. Lo
frequentava in vacanza ma negli ultimi vent’anni vi si trasferisce
con la moglie. Apre un ristorante il Bali Hali un angolo esotico
che si affaccia sul golfo delle Pantane e dipinge lui stesso. Il
ristorante offre un campionario delle sue opere. Vi domina il lago,
di un colore insolito, l’acqua si tinge di rosa. Ed è
l’esatta tavolozza del lago in un tramonto d’estate
per chi sa guardare il paesaggio con occhi d’artista. “Ma
i miei quadri – dice Bartolomeo – non li vuole nessuno”.
Bartolomeo non è uno snob ed anzi apprezza le lunghe discussioni,
meglio se accese, tra amici con in mano sempre un whisky on the
rocks. Ama stupire, sorprendere ed il suo gesto ha stupito e commosso
tutto un paese.
Graziarosa Villani
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