la voce del lago

n. 13 - aprile 2003

ACQUA BENE ESSENZIALE RISORSA SOCIALE
Nell’anno mondiale dell’acqua il gruppo provinciale di Rifondazione Comunista ha promosso un convegno a Bracciano

Il 15 marzo si è svolto a Bracciano un interessante convegno sulla risorsa acqua al quale hanno partecipato esperti e rappresentanti politici locali e provinciali del partito della rifondazione comunista. L’incontro si è attestato su livelli di tutto rispetto ed appare uno strumento importante per lanciare anche sul territorio sabatino il comitato per il contratto dell’acqua, che proprio in quella sede ha visto le prime adesioni.
Il lago di Bracciano rappresenta una delle riserve idriche potabili per la città di Roma e vede sull’uso dell’acqua premere interessi diversi e contrastanti. I contrasti sull’utilizzo delle risorse idriche non sono, però, un mero fatto locale. L’acqua è da sempre la risorsa base della vita, la sua presenza ha deciso nei secoli l’allocazione degli insediamenti umani e prodotto feroci guerre per garantire ai diversi gruppi il controllo e l’utilizzo delle acque dolci.
Nel mondo dove è scarsa l’acqua vivono le popolazioni più povere, quelle con redditi inferiori al minimo necessario alla sopravvivenza. Un bene per noi così scontato produce milioni di vittime l’anno. Il problema non investe solo i paesi del terzo mondo, in Italia, che pure è uno dei paesi più dotati della risorsa idrica e tra le prime per consumo al mondo, intere regioni soffrono per mancanza d’acqua. Nel meridione ogni abitante ha meno acqua di quella considerata minima necessaria per la vita umana (40 litri pro capite), nel settentrione si è costretti a pescare con pozzi profondi dopo l’insulso inquinamento delle vene accessibili. L’acqua entra in tutte le sostanze necessarie alla vita e lo sviluppo industriale selvaggio che abbiamo vissuto impoverisce le risorse. Enormi quantità d’acqua servono per le produzioni manifatturiere e per quelle agrozootecniche, siamo arrivati al paradosso che si spende ogni giorno per crescere un vitello il doppio di quanto abbia a disposizione un abitante del terzo mondo. Ma le attività industriali non consumano solo grandi quantitativi d’acqua, inquinano anche laghi, fiumi e falde.
L’industria si è poi accorta di quanto l’acqua sia direttamente produttrice di ricchezza, così il mercato delle acque minerali è in continuo sviluppo, come se vivessimo in un paese senza acqua potabile. Sprechiamo l’acqua corrente e compriamo a caro prezzo quella imbottigliata, potenza dei pubblicitari. Non solo, l’industria dell’acqua trova ora vantaggioso investire nella captazione e distribuzione dell’acqua pubblica, che propria per questi interventi è in corso di privatizzazione. Lo scenario che ci si configura è quello di una risorsa vitale in mano a poche multinazionali che sicuramente non si pongono il problema della valenza sociale dell’acqua, diventerà ancora una volta predominante l’obiettivo del massimo profitto con il minor costo. Oggi è in corso una guerra, quante saranno domani le guerre contro paesi detentori d’interessanti risorse idriche? E i comuni che faranno dopo aver smobilitato le proprie aziende idriche? Anguillara può essere un esempio, s’interviene in partnership nella gestione di fonti d’acqua minerale non per rendere pubblico un bene di tutti, bensì per partecipare al banchetto degli utili.
Gaetano Alibrandi

UN DEPURATORE PER 90.000 ABITANTI

Ed il lago continua ad alimentare le fontane del Vaticano. Parola di Acea

Parlare di “sorella acqua” in questo territorio significa soprattutto parlare di salvaguardia dell’acqua del lago. I dati sulla balneazione dell’ultimo periodo sono confortanti (se si non si considerano le deroghe per l’eccesso di ossicino). Un risultato che si sta raggiungendo attraverso passi successivi che vanno dal divieto di navigazione per le barche a motore, alla realizzazione dell’anello fognario circumlacuale e del depuratore Cobis, al divieto per gli agricoltori di utilizzare sostanze inquinanti per i loro campi. Un processo che vede l’Acea in una “posizione dominante” rispetto ai Comuni che subiscono da decenni una sorta di “servitù” in cambio praticamente di nulla se non qualche rara sponsorizzazione di convegni e eventi vari. Il lago è oggi riserva idrica d’emergenza per Roma e il depuratore, nato solo per i comuni rivieraschi, negli anni ha servito anche la popolosa zona di Cesano. Proprio all’Acea abbiamo inviato alcuni quesiti ai quali ci ha dato risposta l’ufficio stampa.
Sono in corso i lavori per il raddoppio del Cobis. Quanto termineranno e quali saranno i comuni serviti?
Al Cobis dell’Acea a Cesano sarà potenziato lo smaltimento dei liquami. L’impianto, al quale confluiscono le acque reflue prodotti nei comuni di Bracciano, Anguillara, Manziana, Oriolo e Trevignano e del XX Municipio di Roma, passerà così dalla portata di 140/150 a 200 litri al secondo per 90.000 abitanti. L’intervento, finanziato dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio, è costato 10 miliardi di lire e prevede anche il trattamento delle cosiddette “prime piogge” per oltre 600 litri al secondo. In periodi piovosi, infatti, anche a causa del mancato completamento delle condotte per le acque chiare, il depuratore scoppiava. Assieme a questi lavori che termineranno nel giugno 2003 si sta intervenendo anche al miglioramento dell’anello fognario che circonda tutto il lago di Bracciano. Si tratta di interventi che si inseriscono nelle strategie di protezione delle acque del lago, riserva idrica di emergenza per la capitale.
Quali sono le caratteristiche del nuovo acquedotto del lago di Bracciano e che genere di prelevamenti avete finora fatto?
Il nuovo acquedotto di Bracciano, ampliato di recente, è costituito da due linee di trattamento dotate ciascuna di una portata massima di 1.600 litri al secondo. La struttura è inoltre predisposta per ulteriori tre linee della stessa portata. Ogni linea è stata suddivisa in due sub linee da 800 litri al secondo ciascuna con l’obiettivo di assicurare la massima flessibilità operativa. L’impianto, considerata la sua prevalente funzione di emergenza, è stato progettato per garantire con un processo rapido ed efficiente, una qualità ottimale dell’acqua per uso potabile. Una riserva che comunque viene utilizzata solamente in sporadiche occasioni, ad esempio nel periodo estivo, per non più di due settimane tra giugno e luglio. In queste rare occasioni vengono comunque utilizzati non più di 300/500 litri al secondo su un totale di 3.200 litri al secondo. Per quanto riguarda invece l’acqua non potabile, l’impianto di Bracciano ha un’immissione in rete di 500 litri al secondo, di cui 250 litri vengono utilizzati dal Vaticano e gli altri 250 dal Comune di Roma. In questi due casi l’acqua viene utilizzata per alimentare le fontane e per l’irrigazione dei giardini.
G.V.

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