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Il
15 marzo si è svolto a Bracciano un interessante convegno
sulla risorsa acqua al quale hanno partecipato esperti e rappresentanti
politici locali e provinciali del partito della rifondazione comunista.
L’incontro si è attestato su livelli di tutto rispetto
ed appare uno strumento importante per lanciare anche sul territorio
sabatino il comitato per il contratto dell’acqua, che proprio
in quella sede ha visto le prime adesioni.
Il lago di Bracciano rappresenta una delle riserve idriche potabili
per la città di Roma e vede sull’uso dell’acqua
premere interessi diversi e contrastanti. I contrasti sull’utilizzo
delle risorse idriche non sono, però, un mero fatto locale.
L’acqua è da sempre la risorsa base della vita, la
sua presenza ha deciso nei secoli l’allocazione degli insediamenti
umani e prodotto feroci guerre per garantire ai diversi gruppi il
controllo e l’utilizzo delle acque dolci.
Nel mondo dove è scarsa l’acqua vivono le popolazioni
più povere, quelle con redditi inferiori al minimo necessario
alla sopravvivenza. Un bene per noi così scontato produce
milioni di vittime l’anno. Il problema non investe solo i
paesi del terzo mondo, in Italia, che pure è uno dei paesi
più dotati della risorsa idrica e tra le prime per consumo
al mondo, intere regioni soffrono per mancanza d’acqua. Nel
meridione ogni abitante ha meno acqua di quella considerata minima
necessaria per la vita umana (40 litri pro capite), nel settentrione
si è costretti a pescare con pozzi profondi dopo l’insulso
inquinamento delle vene accessibili. L’acqua entra in tutte
le sostanze necessarie alla vita e lo sviluppo industriale selvaggio
che abbiamo vissuto impoverisce le risorse. Enormi quantità
d’acqua servono per le produzioni manifatturiere e per quelle
agrozootecniche, siamo arrivati al paradosso che si spende ogni
giorno per crescere un vitello il doppio di quanto abbia a disposizione
un abitante del terzo mondo. Ma le attività industriali non
consumano solo grandi quantitativi d’acqua, inquinano anche
laghi, fiumi e falde.
L’industria si è poi accorta di quanto l’acqua
sia direttamente produttrice di ricchezza, così il mercato
delle acque minerali è in continuo sviluppo, come se vivessimo
in un paese senza acqua potabile. Sprechiamo l’acqua corrente
e compriamo a caro prezzo quella imbottigliata, potenza dei pubblicitari.
Non solo, l’industria dell’acqua trova ora vantaggioso
investire nella captazione e distribuzione dell’acqua pubblica,
che propria per questi interventi è in corso di privatizzazione.
Lo scenario che ci si configura è quello di una risorsa vitale
in mano a poche multinazionali che sicuramente non si pongono il
problema della valenza sociale dell’acqua, diventerà
ancora una volta predominante l’obiettivo del massimo profitto
con il minor costo. Oggi è in corso una guerra, quante saranno
domani le guerre contro paesi detentori d’interessanti risorse
idriche? E i comuni che faranno dopo aver smobilitato le proprie
aziende idriche? Anguillara può essere un esempio, s’interviene
in partnership nella gestione di fonti d’acqua minerale non
per rendere pubblico un bene di tutti, bensì per partecipare
al banchetto degli utili.
Gaetano Alibrandi
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UN
DEPURATORE PER 90.000 ABITANTI
Ed
il lago continua ad alimentare le fontane del Vaticano. Parola di
Acea
Parlare
di “sorella acqua” in questo territorio significa soprattutto
parlare di salvaguardia dell’acqua del lago. I dati sulla
balneazione dell’ultimo periodo sono confortanti (se si non
si considerano le deroghe per l’eccesso di ossicino). Un risultato
che si sta raggiungendo attraverso passi successivi che vanno dal
divieto di navigazione per le barche a motore, alla realizzazione
dell’anello fognario circumlacuale e del depuratore Cobis,
al divieto per gli agricoltori di utilizzare sostanze inquinanti
per i loro campi. Un processo che vede l’Acea in una “posizione
dominante” rispetto ai Comuni che subiscono da decenni una
sorta di “servitù” in cambio praticamente di
nulla se non qualche rara sponsorizzazione di convegni e eventi
vari. Il lago è oggi riserva idrica d’emergenza per
Roma e il depuratore, nato solo per i comuni rivieraschi, negli
anni ha servito anche la popolosa zona di Cesano. Proprio all’Acea
abbiamo inviato alcuni quesiti ai quali ci ha dato risposta l’ufficio
stampa.
Sono in corso i lavori per il raddoppio del Cobis. Quanto termineranno
e quali saranno i comuni serviti?
Al Cobis dell’Acea a Cesano sarà potenziato lo smaltimento
dei liquami. L’impianto, al quale confluiscono le acque reflue
prodotti nei comuni di Bracciano, Anguillara, Manziana, Oriolo e
Trevignano e del XX Municipio di Roma, passerà così
dalla portata di 140/150 a 200 litri al secondo per 90.000 abitanti.
L’intervento, finanziato dal Comune di Roma e dalla Regione
Lazio, è costato 10 miliardi di lire e prevede anche il trattamento
delle cosiddette “prime piogge” per oltre 600 litri
al secondo. In periodi piovosi, infatti, anche a causa del mancato
completamento delle condotte per le acque chiare, il depuratore
scoppiava. Assieme a questi lavori che termineranno nel giugno 2003
si sta intervenendo anche al miglioramento dell’anello fognario
che circonda tutto il lago di Bracciano. Si tratta di interventi
che si inseriscono nelle strategie di protezione delle acque del
lago, riserva idrica di emergenza per la capitale.
Quali sono le caratteristiche del nuovo acquedotto del lago di Bracciano
e che genere di prelevamenti avete finora fatto?
Il nuovo acquedotto di Bracciano, ampliato di recente, è
costituito da due linee di trattamento dotate ciascuna di una portata
massima di 1.600 litri al secondo. La struttura è inoltre
predisposta per ulteriori tre linee della stessa portata. Ogni linea
è stata suddivisa in due sub linee da 800 litri al secondo
ciascuna con l’obiettivo di assicurare la massima flessibilità
operativa. L’impianto, considerata la sua prevalente funzione
di emergenza, è stato progettato per garantire con un processo
rapido ed efficiente, una qualità ottimale dell’acqua
per uso potabile. Una riserva che comunque viene utilizzata solamente
in sporadiche occasioni, ad esempio nel periodo estivo, per non
più di due settimane tra giugno e luglio. In queste rare
occasioni vengono comunque utilizzati non più di 300/500
litri al secondo su un totale di 3.200 litri al secondo. Per quanto
riguarda invece l’acqua non potabile, l’impianto di
Bracciano ha un’immissione in rete di 500 litri al secondo,
di cui 250 litri vengono utilizzati dal Vaticano e gli altri 250
dal Comune di Roma. In questi due casi l’acqua viene utilizzata
per alimentare le fontane e per l’irrigazione dei giardini.
G.V.
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