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| Cane
randagio affamato |
Anguillara
- Casette nel giardino di una "cinofila" che ospita
ben quattro cani randagi |
La
legge regionale n. 34/1997 “Tutela degli animali di affezione
e prevenzione del randagismo” ha nelle finalità: la
costruzione dei canili pubblici da parte dei Comuni singoli o associati
e delle Comunità montane, il risanamento dei canili esistenti,
la sterilizzazione dei cani e dei gatti, la creazione della figura
del cane di quartiere, l’iscrizione dei cani all’anagrafe
canina, la protezione dei gatti in libertà, la creazione
di una coscienza zoofila tramite campagna di educazione sanitaria
e ambientale. La legge prevede compiti per i Comuni e per la Asl.
Le associazioni animaliste hanno riconosciuto un ruolo importante
di collaborazione nei vari campi di intervento. Detto così,
sembra che il problema randagismo sia stato felicemente risolto
in Italia ma niente e tanto lontano da questa realtà, Nel
comprensorio della Asl Rm/F che comprende ben 28 Comuni a tutt’oggi
(considerato che la Regione Lazio ha avuto la sua prima legge nel
1988) a 15 anni dalla prima legge, a 12 anni dalla Legge quadro
281/1991 a 6 anni dalla legge 34/1997 la realtà è
questa: nessun Comune ha costruito o risanato canili, la Asl Rm/F
che brilla su scala regionale per la sua totale inadempienza, non
ha sterilizzato gatti liberi, non ha permesso il riconoscimento
di cani di quartiere, non ha effettuato un solo intervento di soccorso
con relative cure su nessun animale ferito. Esiste sul territorio,
e precisamente a Bracciano, un canile privato con cui alcuni Comuni
sono convenzionati per il ricovero e il mantenimento a vita dei
cani catturati vaganti. I Comuni convenzionati sono: Formello, Bracciano,
Castelnuovo di Porto, Capena, Cerveteri, Ladispoli, Tolfa, Allumiere,
Civitavecchia, Morlupo, Manziana, Sacrofano, Santa Marinella, Rignano
Flaminio. Ci sono Comuni che ritengono assolutamente superfluo,
non solo costruire canili, ma anche stipulare convenzioni. Questi
Comuni sono: Campagnano, Canale Monterano, Civitella San Paolo,
Fiano, Filacciano, Magliano Romano, Mazzano, Nazzano, Ponzano, Riano
Sant’Oreste, Torrita Tiberina, Trevignano. Come questi Comuni
risolvono i vari problemi che possono di volta in volta causare
i randagi, non lo sappiamo, di certo, alcuni Comuni (i piccoli…)
lo risolvono in proprio, chiedendo a qualche cittadino, chiedendo
a qualche associazione (compiacente…) di prendere, portare
lontano, sottrarre. Vogliamo togliere tutti gli eventuali dubbi:
i Comuni per legge possono convenzionarsi in modo lecito, con strutture
idonee e in regola con le leggi e le convenzioni devono essere concluse
con delibere e impegni di spesa pubblici. Tutto ciò che non
rientra in questi perimetri è fuorilegge, è reato,
può essere denunciato. I cittadini hanno il diritto di conoscere
la sorte dei cani che vagavano per il paese, i cittadini hanno il
diritto di riscattarli e portarseli a casa, se lo vogliono. Ai cani
sottratti, per le vie del paese, in modo illecito viene tolto un
diritto inalienabile, il diritto alla libertà, alla vita.
Come sezione della Lega Nazionale del Cane, nonché come persone,
dobbiamo dire che siamo contro i canili. Dunque siamo contro la
cattura dei randagi, senza un piano di prevenzione del fenomeno
e di sensibilizzazione di civile tolleranza e rispetto verso gli
animali domestici. E questi Comuni, questa Asl, non hanno in tutti
questi anni promosso una sola iniziativa che vada verso la prevenzione
del randagismo. Questo è intollerabile e vergognoso da qualsiasi
punto vogliamo guardare questo increscioso fenomeno. Dunque nel
nostro comprensorio la legge è totalmente disattesa da Asl
e Comuni. L’unica cosa che alcuni Comuni fanno è la
parziale cattura dei randagi che vengono chiusi nei canili, spesso,
molto spesso per tutta la loro vita. È chiaro che lo scopo
della legge era altro. È chiaro che questa situazione non
ci trova d’accordo come associazione che opera sul territorio.
Un discorso a parte merita il Comune di Anguillara che, pur essendo
a questo punto, uno dei Comuni che senza una “vera”
convenzione, ha da qualche anno concesso in comodato alla Lega Nazionale
per la Difesa del Cane di Roma, un terreno per dargli modo di costruirvi
un rifugio per randagi. L’associazione in proprio vi ha costruito
un rifugio che non è costato una lira al Comune e in cambio
l’associazione ha accolto nel proprio rifugio i vani che,
nel tempo, avevano bisogno di aiuto. Adesso ci sono 20 cani, il
numero stabilito a suo tempo era, a completo titolo gratuito di
14, e fino a 20 con un piccolo contributo di mantenimento. L’associazione
non ha mai percepito una lira dall’amministrazione di Anguillara.
Ma a noi sta bene così. Perché non vogliamo che il
nostro rifugio diventi un canile pubblico, non un canile lager.
A questo punto, sempre gratis, abbiamo dato la garanzia al Comune
per l’accoglienza di cuccioli e per gli animali feriti. Secondo
noi l’amministrazione di Anguillara, concedendoci quel terreno
ha fatto un ottimo affare che però, visto che nonostante
i nostri solleciti a fare interventi che vadano verso la prevenzione
al randagismo, certamente non potrà garantire lo stesso Comune
di avergli risolto il problema randagismo.
Andreina Andreotti Presidente della Lega Nazionale Difesa
del Cane
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