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Cupinoro
di nuovo nelle polemiche. Questa volta ad intervenire sono stati
i carabinieri del Nucleo Operativo dei Carabinieri che il 28 gennaio
scorso, su segnalazioni di cacciatori sulla presenza di scarichi
maleodoranti attorno alla discarica di Bracciano, hanno fatto un
sopralluogo ed hanno messo sotto sequestro l’area di sversamento
di due tubi di trenta centimetri di diametro rinvenuti in loco.
Per le forze dell’ordine si tratta di tubi dai quali esce
percolato, la sostanza altamente inquinante prodotta dai rifiuti
in decomposizione e che secondo le vigenti norme ambientali, va
smaltito come rifiuto speciale con particolari procedure. Per la
Servizi Ecologici Laziale, la società che fa capo al Gruppo
(Ettore) Brignoli, come si legge su una nota di un loro legale “tali
tubi risultano completamente scollegati dall’invaso della
discarica”. Sequestrata dai carabinieri del Noe anche l’area
dove erano in via di realizzazione i lavori per una nuova vasca
di emergenza all’interno del perimetro dell’impianto
di smaltimento. Lavori per i quali il sindaco di Bracciano, dopo
un sopralluogo del personale del Comune, ha emesso un provvedimento
di blocco. “Nel caso specifico – dice il sindaco Negri
– sono emerse difformità fra le aree destinate ad ospitare
i materiali di risulta, gli spazi realmente utilizzati a tale scopo
e le relative autorizzazioni da parte dell’Università
Agraria in qualità di proprietaria dei terreni. In attesa
quindi che l’Università Agraria – dice il sindaco
Negri – e la ditta titolare dei lavori adempiano alle rispettive
pertinenze, compito dell’amministrazione comunale è
quello di vigilare sul corretto svolgimento dei lavori e sul totale
rispetto delle vigenti normative in materia”. Riguardo i lavori
la Sel, tramite il suo legale, precisa che “la circostanza
relativa al provvedimento emesso dal sindaco di Bracciano è
stata già oggetto di opportune rimostranze ed opposizioni
rivolte ai competenti enti ed organi amministrativi”.
Quello che è certo e che i carabinieri della Compagnia di
Bracciano, a seguito di questi provvedimenti, hanno inviato un’ampia
inchiesta per far luce sui vari aspetti relativi alla discarica
di Cupinoro, indagini che riguardano aspetti amministrativi, ambientali
ed archeologici. Un intervento che può arrivare a ricercare
responsabilità alla Regione Lazio, alla Provincia di Roma
e alla Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale.
G.V. |