la voce del lago

n. 11 - gennaio/febbraio 2003

ATTORI PER CASO E PER PASSIONE
Luca Marrocco, Gianpiero Nardelli, Maurizio Massaccesi, protagonisti appassionati del grande fermento culturale che dà vita a decine di compagnie di teatro amatoriale che da Bracciano, ad Anguillara, da Trevignano a Canale Monterano, cercano pubblico. Tra l’indifferenza delle amministrazioni comunali. Scoperti e valorizzati, nonostante la cronica carenza di spazi adeguati, da una schiera di registi ed autori: Anthea Kearly Triossi, Stefano Cipolletta, Franco Scalise, Esper Russo, Vito Cipolla, Fabrizio Catarci

Luca, Maurizio, Giampiero e Vito. Attori per caso, i primi tre, ma con successo, regista ed attore professionista il quarto. Sono loro i protagonisti principali di fortunate pièce teatrali che da anni, tra mille difficoltà, si organizzano nei paesi del lago di Bracciano, spesso con grandi sacrifici personali, con ore e ore di prove serali in spazi disagiati e rimediati. Ma la polvere del palcoscenico è come una droga, l’adrenalina dello spettacolo che ti assale una benefica sostanza di benessere, l’applauso del pubblico una conferma liberatoria. Con loro e attorno a loro si muove tutta una schiera di donne e uomini che, uscendo dalla quotidianità, entrano per alcune serate nel magico mondo della musa Talia. E sì perché la commedia, più che la tragedia protetta dalla musa Tersicore è il loro banco di prova e visto che far ridere è spesso più difficile che far piangere, si accresce il loro valore di attori.
Si rimane stupiti, ad esempio, di fronte alla grande professionalità di Luca Marrocco, gioielliere di giorno e attore la sera. A 20 anni il debutto ne La Mandragola di Machiavelli ad Oriolo tra amici poi, grazie all’istrionico regista Stefano Cipolletta, i ruoli da protagonista nella compagnia teatrale L’impronta. “Abbiamo portato in scena quattro spettacoli in quattro anni” dice Luca. Tutti di successo aggiungiamo noi. Per lui è stato un crescendo. Il sodalizio con la compagnia Il Caleidoscopio di Canale Monterano lo ha portato ad interpretare spettacoli goldoniani. Nuova compagnia poi, nuovi spettacoli per la regia di Fabrizio Catarci e uno spettacolo che ha vinto tre edizioni di festival teatrali. “Ma l’interpretazione che mi ha dato più soddisfazione – dice Luca - è il protagonista de Il Vantone”. Il personaggio tratto dal Miles Gloriousus di Plauto e riadattato da Pier Paolo Pasolini che gli è valso il premio come miglior attore a Sutri. Oggi Luca si è lanciato in nuove avventure teatrali. Con la compagnia Lacrime di Cipolla (dal regista Vito Cipolla) partecipa alla realizzazione di lavori teatrali a Roma dove si lavora secondo le regole del “laboratorio della parola”. Non è più protagonista ma è contento per le nuove opportunità di crescita professionale.
“Il teatro dà tanto” dice. “Io – commenta – lo faccio con la leggerezza d’animo di chi lo fa per passione. Per me è come una forza propulsiva”. E gli applausi? “È il momento più bello perché viene apprezzato lo spettacolo nella sua totalità”. E la memoria? “Capita di scordarsi una battuta. La memoria è tutto ma anche importante stare dentro il personaggio anche con l’azione e così si riesce a supplire anche a un vuoto di memoria”.
Talent scout per Gianpiero Nardelli, di norma geometra libero professionista, 32 anni, con studio a Bracciano è stata Anthea Kearly Triossi. “Ho sempre avuto – dice Gianpiero - la passione per la recitazione, fin dalle elementari. Nel 1992 l’associazione A.C.O.T - Antheteatro di Bracciano cercava persone per l’allestimento di un nuovo spettacolo. Feci un provino e venni subito arruolato. Diventai poi presidente dell’associazione”. Dopo il debutto il passaggio a nuove compagnie con spettacoli con Le Vignacce di Vito Cipolla, Il Salto di Esper Russo e I Saltati di Fabrizio Catarci. Per Gianpiero il teatro “è una valvola di sfogo”. “C’è chi per distrarsi – dice – gioca a calcetto, io invece mi diverto a fare le prove dello spettacolo. Naturalmente tutto questo comporta dei piccoli sacrifici. La sera, quando si prova, rubo tempo alla famiglia. Il giorno, quando devo studiare il copione, sottraggo tempo prezioso al mio lavoro”. Il personaggio che ha amato di più in realtà è un personaggio che copre quattro ruoli. “L’anno scorso – racconta – ho recitato in una commedia dal titolo Miseria e grandezza nel camerino numero uno di Ghigo De Chiara, per la regia di Fabrizio Catarci. Erano quattro atti unici in cui interpretavo quattro diversi personaggi e precisamente: un giovane manager, uno iettatore, un gay e un autore di teatro. Mi sono piaciuti tutti, per la diversità dei ruoli e delle situazioni. Per questo spettacolo ho vinto il premio come migliore attore nella rassegna del teatro amatoriale di Ladispoli.
Al di là del lago, a Trevignano un attore di teatro come il bravo Maurizio Massaccesi probabilmente non sarebbe venuto fuori se il formidabile autore di esilaranti opere prime come Franco Scalise non gli avesse cucito addosso ruoli e personaggi. Oggi Maurizio lavora per una società che consegna gpl ma il teatro per lui “è una passione che ho sin da quando era piccolo”. Una passione così dirompente che spesso tra amici si divertiva a raccontare non solo barzellette ma anche a mettere su veri e propri sketch interpretati addirittura in piazza durante le feste tradizionali. “Ma soprattutto con Franco – dice – sono riuscito a interpretare una decina di ruoli”. Il suo asso nella manica è l’improvvisazione che ricorda un po’ lo stile petroliniano. Nel cuore si porta la prima volta su un palcoscenico vero in Storia di Natale di Franco Scalise. “E’ venuta benissimo”. Da allora ogni volta che ha interpretato un ruolo ha raccolto applausi a scena aperta. L’ultima volta a dicembre scorso con il nuovo lavoro di Franco Scalise. “Era passato diverso tempo – dice Maurizio – che non portavamo in scena dei lavori. Le tavole del palcoscenico ti rapiscono e finché sento questo profumo...”.
Ed il futuro del teatro sul lago potrebbe passare dal rilancio in grande stile del teatro comunale di Canale Monterano (in programma anche corsi teatrali – informazioni allo 06/9962682) affidato dall’amministrazione comunale alla gestione dell’attore professionista Vito Cipolla. “Pensiamo di mettere su un cartellone di spettacoli che affianchino lavori di compagnie amatoriali e di giovani attori professionisti. L’unico cruccio – dice Vito – è il pubblico. Spesso poco presente. In fondo è per loro che il teatro lo facciamo”.
Ed il pubblico, anche in questo territorio, va educato e sostenuto da iniziative delle amministrazioni comunali non molto attive nella promozione di attività teatrali. Luca, Giampiero, Maurizio concordano nel dire ciò che si fa è il minimo. “Credo che facciano ben poco – dice Luca – c’è un movimento enorme che non trova sostegno da parte delle amministrazioni”. Sulla stessa linea Giampiero. “Credo che alcune amministrazioni comunali non comprendano a fondo il potenziale delle compagnie amatoriali e i vantaggi, anche in termine di immagine, che ne potrebbero trarre. Molti amministratori non sono mai andati a teatro e pensano che tutto sommato sia una cosa noiosa. Per questo si preferisce dare più spazio ad altre forme di spettacolo e ad altre manifestazioni. Credo – dice ancora Gianpiero – che debbano essere creati spazi adeguati dove poter svolgere le prove, fare rappresentazioni, depositare i materiali di scena, coinvolgere e consultare le associazioni di teatro amatoriale per la programmazione di altri eventi e manifestazioni. E necessario poi – sottolinea ancora – sfruttare le potenzialità delle singole compagnie locali, i loro spettacoli e le loro iniziative al posto dei costosi prodotti, non sempre di qualità, che troppo spesso vengono ricercati al di fuori dei confini comunali”. Anche per Maurizio “servono spazi. Guarda il caso di Trevignano dove un teatro è stato allestito dal parroco. Fino ad oggi non c’è stato molto appoggio. Tutta l’organizzazione era affidata a noi”.
Graziarosa Villani

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