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Si
è tenuto, sabato 11 dicembre all’albergo Parco dei Pini ad
Anguillara, un incontro pubblico in cui le forze dell’opposizione
hanno presentato ai cittadini la variante del Piano Regolatore Generale
di Anguillara elaborata dall’amministrazione comunale, davanti a
un folto pubblico estremamente partecipe. Gli interventi dei rappresentanti
dei Democratici di Sinistra hanno posto l’accento sia sul metodo
che sul merito dello strumento urbanistico. La maggioranza consiliare - ha dichiarato Emiliano Minnucci, consigliere dell’opposizione - ha cercato di far passare con un vero e proprio blitz la variante, sottraendosi al confronto con i cittadini e con le opposizioni. Si tratta, ha aggiunto Minnucci di un piano fatto da pochi per pochi e i Ds si impegneranno nel denunciare alla cittadinanza tutti quei conflitti d’interessi e di impropria tutela di lobby e consorterie che saranno rilevati da uno studio analitico dello stesso Prg. È intervenuto poi l’artefice della variante, l’architetto Roberto Capocaccia, che ha tenuto un profilo volutamente basso, sostenendo che intento del piano è quello di razionalizzare l’attuale sviluppo edilizio spontaneo e disorganico del paese. Per fare questo lo strumento urbanistico si propone di concentrare la crescita edilizia in tre poli (intorno al centro storico, nell’area della stazione e a Vigna di Valle) serviti da bretelle stradali concentriche. Capocaccia è stato “beccato”, molto civilmente, dal numeroso gruppo di cittadini di Ponton dell’Elce che chiedevano risposte alla loro esigenza di vivere in un luogo con standard urbanistici dignitosi (strade, servizi, ecc.). L’architetto ha glissato elegantemente e il sindaco Pizzigallo, presente per un po’ al convegno, non ha ritenuto opportuno dare chiarimenti in merito.
L’intervento del consigliere del Parco di Bracciano, Settimio Cecconi, è partito da considerazioni estremamente semplici. A chi giova un’ulteriore espansione dell’abitato di Anguillara? I cittadini hanno già uno standard accettabile della qualità della vita? Non saranno forse i residenti a essere penalizzati in termini di congestione del traffico, qualità dell’aria, servizi sempre più inadeguati, da un aumento della popolazione? Entrando poi nel merito tecnico Cecconi ha fatto notare che la variante al Prg è stata redatta senza nessuna considerazione degli strumenti urbanistici dei Comuni vicini, del Piano d’assetto in fieri dell’Ente Parco Bracciano-Martignano, dei Ptp e delle aree archeologiche: un’operazione politicamente e urbanisticamente insensata. Tra gli esempi di questa insensatezza Cecconi ha mostrato un caso limite: l’area archeologica dei Sorti Lunghi, oggetto di segnalazione da parte dell’associazione La Spinosa e della Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale al Comune di Anguillara, da più di un lustro è stata destinata a ville e servizi commerciali. Stupidità o dolo? Può essere utile ai lettori de La Voce del Lago sapere che quattro mesi or sono, in seguito all’ennesima distruzione mirata di strutture archeologiche ai Sorti Lunghi, l’associazione La Spinosa ha inviato un dossier al nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, segnalando i reati commessi ed invitando la polizia giudiziaria a investigare anche su alcune attività edilizie, autorizzate con la sempiterna concessione agricola, effettuate nelle immediate adiacenze (Pulcinelli d’oro) in zona a forte valenza archeologica. Il Comune di Anguillara, proprietario dei Sorti Lunghi venderebbe ai privati le aree archeologiche per edificare, ben sapendo che la Soprintendenza e le associazioni di tutela non resterebbero inerti. Gli incauti acquirenti si troverebbero una bella patata bollente in mano. Stupidità, dolo o pretesa assoluta sicurezza di impunità? L’architetto Ezio Grasso membro della commissione Urbanistica comunale ha svolto una relazione tecnica accurata facendo osservare che la variante al Prg è semplice aggiunta di cubature che non tocca i nodi strutturali dell’attuale sviluppo “spontaneo” e irrazionale di Anguillara ma va semplicemente ad aggiungere dei pezzi di costruito secondo logiche certo non urbanistiche. L’architetto ha fatto notare alcuni “errori” tecnici: le strade di collegamento progettate non hanno una larghezza definita ma sono ad “ampiezza variabile” a seconda di quanto richiederà lo sviluppo urbanistico, l’opposto concettuale di ogni logica pianificatoria. Tra le chicche il progetto di nuova strada che ricalcherebbe il tracciato dell’antica via di Polline, per decongestionare la via Trevignanese: in piena zona A di Parco, finirebbe nel nulla in quanto sarebbe interrotta dopo nemmeno tre chilometri al confine con il Comune di Roma che nel suo nuovo Prg non prevede nell’area nemmeno un tratturo! A chi gioverebbe, allora? Altri due interventi hanno toccato punti fondamentali. L’ex sindaco Paolo Bianchini ha usato parole molto dure contro la variante al Prg, affermando che l’incremento di popolazione che ne conseguirebbe avrebbe effetti devastanti non solo sull’ambiente ma anche sull’anima e sulla memoria del paese. Il geometra Verdini di Rifondazione comunista ha messo il dito nella piaga delle costruzioni in zona agricola, di cui singolarmente la variante tace: gli abitanti di Anguillara sanno bene, ed un signore di Ponton dell’Elce lo ha ribadito, a quanti furbi sono state rilasciate concessioni agricole fasulle dall’attuale amministrazione provocando lo snaturamento progressivo del paesaggio agrario e costituendo un vero e proprio schiaffo agli agricoltori veri e alle persone oneste. Il convegno è stato un buon inizio: chi sperava di farsi gli affari propri nel chiuso delle stanze comunali, facendo ai cittadini promesse irrealizzabili a fini elettorali, è stato messo davanti alla volontà, espressa dai numerosi partecipanti di dire la loro su una cosa che li riguarda direttamente. Forse è arrivato anche ad Anguillara il vento di partecipazione che ha portato milioni di italiani nelle piazze per la difesa dei loro diritti? |
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