la voce del lago
n. 11 - gennaio/febbraio 2003
L'ACQUA CLAUDIA IN VENDITA
un affare per chi?
Il prezzo di acquisto è di 13 miliardi e mezzo di vecchie lire. La San Pellegrino/Nestlé per questa somma vende marchio, stabilimento e i sette ettari di terreno intorno. Si profila la creazione di un'azienda mista nella quale il Comune di Anguillara entrerà per una quota del 25 per cento

Il Comune di Anguillara comproprietario dell'Acqua minerale Claudia? Il sindaco Antonio Pizzigallo ha manifestato pubblicamente questa intenzione ma le trattative, che si protraggono da mesi, sembrano comunque essere solo "cosa sua". Si tratta di un'operazione che il primo cittadino conduce in prima persona, senza alcun specifico mandato della giunta o del consiglio comunale, tenendo all'oscuro, da quanto si sa, anche la sua squadra di governo specie per quanto riguarda il nome della "fantomatica" società (alcuni dicono milanese) che è parte attiva nella compravendita. A chi giova tutta questa segretezza? Al bene di Anguillara o di qualcun altro ben informato?
Alcuni dati comunque, su nostra specifica richiesta, il sindaco Pizzigallo l'ha forniti. Abbiamo saputo così che il prezzo di acquisto è di 13 miliardi e mezzo di vecchie lire, che la San Pellegrino/Nestlé si vende per questa somma il marchio, lo stabilimento intero e i sette ettari di terreno intorno, che si profila la creazione di un'azienda mista nella quale il Comune di Anguillara entrerà per una quota del 25 per cento. Altro dato è che gli attuali 23 dipendenti dello stabilimento manterranno il posto di lavoro. Ma se Fiuggi, uno dei pochi comuni italiani che gestisce direttamente una propria risorsa minerale, ha proprio all'inizio di questo anno affittato gli impianti alla Sangemini, come pensa Anguillara di poter portare a buon frutto la gestione dell'Acqua Claudia?

"E' l'unica vera azienda del territorio - dice Pizzigallo - la nostra idea - aggiunge - è di potenziare la produzione che potrebbe passare dalle attuali 50 milioni di bottiglie all'anno, ai 70 milioni fino ad un tetto anche di 90 milioni di bottiglie l'anno. Puntiamo - continua - di migliorare la distribuzione. L'importante - sottolinea - è distribuirla bene". Non si preoccupa Pizzigallo del fattore pubblicità che in un mercato come quello delle bollicine è praticamente un obbligo. Commenta che "la società è competente del settore" e che quindi ha tutte le capacità gestionali per mandare avanti lo stabilimento. Sullo stato delle trattative le indicazioni non sono univoche. Mentre Pizzigallo fissa a fine gennaio, dopo ripetuti suoi viaggi a Milano, la conclusione degli accordi, altre fonti ben informate fanno sapere che probabilmente la San Pellegrino ha già venduto ad un'altra società. E' di questi giorni poi la notizia che anche l'ex comproprietario della Gaudianello sarebbe interessato all'acquisto dello stabilimento Acqua Claudia. Il prezzo di vendita/acquisto per una struttura e un marchio storico come quello <Claudia>, seppure si tratti di un'azienda di dimensioni limitate, può essere considerato oggettivamente basso.
Ma perché così basso abbiamo chiesto a Pizzigallo? "Il prezzo - ha risposto - è stato stabilito da una perizia". Di chi? Non l'ha voluto dire. Ma sappiano che questa perizia è stata fatta dal professor avvocato Emanuele Emanuele con studio in Roma in via Puccini. Comprare l'Acqua Claudia costa così come quattro passeggiate e mezzo. Sarebbe un affare quindi. Ma per chi? Quello che è certo è che il "sindaco della gente" ci tiene a trattare in prima persona, o al massimo coi suoi fedelissimi, l'affare che invece, visto che l'acquisto dell'Acqua Claudia era stato avanzato anche come proposta da liste come quella che concorse alle ultime amministrative "Anguillara si ribella" , dovrebbe coinvolgere l'intera comunità. Ma anche questa sembra essere "cosa sua". Tant'è che ha voluto che uscisse dalla scena della trattativa anche Giuseppe Flenghi che col ruolo di mediatore, a fronte anche di una parcella che per molti sarebbe stata troppo elevata, aveva condotto le trattative fin sul tavolo di un notaio con tanto di finanziatori e accordo per il passaggio dei lavoratori siglato in sede di Commissione del lavoro provinciale.
Graziarosa Villani

UN BENE DI TUTTI Dopo decenni di gestione privata è possibile sperare che la fonte Claudia torni ad essere un bene di tutti i cittadini?
La villa Claudia, all'interno dello stabilimento
La fonte dell’acqua Claudia è sempre stata apprezzata dai romani, gli stessi resti della villa lo dimostrano. In passato funzionava anche uno stabilimento termale ed i cittadini venivano a ritemprarsi sulle rive del lago accedendo alle diverse terme che lo cingevano. Vicarello, Stigliano e la stessa Claudia erano luoghi di cura e villeggiatura, immersi nel verde tra antiche rovine.
La fonte Claudia è stata poi gestita da aziende private che hanno investito più sull’imbottigliamento che sulla fruibilità dei posti e sul termalismo. La villa non è più visitabile, la stazione termale è chiusa. Con l’avvento della S. Pellegrino e la ristrutturazione delle catene produttive, anche l’impatto occupazionale immediato è andato scemando, arrivando all’assurdo di soldi investiti in titoli di stato ed operai in mobilità.
L’ipotesi in esame, sia pure sconosciuta nelle sue articolazioni, prevede la gestione tramite una società mista a partecipazione anche comunale. Nel capitalismo contemporaneo le società miste appaiono quelle capaci di dare maggiori garanzie gestionali, non essendo il pubblico affidabile dopo decenni di politiche clientelari, ed il privato dedito esclusivamente all’utile economico e, spesso, anche alla malversazione. Il progetto così come lo conosco prevede una quota qualificata del comune con il 25% della proprietà, che dovrebbe garantire, magari anche con accordi di goldenshare, il controllo della gestione. Quello che non convince è l’assoluta mancanza di trasparenza sugli obiettivi, in particolare quelli legati alla riqualificazione del sito ed alla sua fruibilità. Non vi è stato alcun confronto, neanche in sede istituzionale, non si conoscono i partners dell’operazione né si sa se sono stati effettuati studi d’impatto occupazionale. La normale riservatezza che s’invoca a trattative in corso, non sembra una giustificazione adeguata, a maggior ragione se consideriamo che l’attuale maggioranza non ha mai dato prova di trasparenza e linearità dell’agire. Assicuro tutti i lettori che la Voce del lago seguirà gli sviluppi senza preconcetti, ma anche senza farsi entusiasmare dall’ennesima operazione che sembra tratto dai programmi della sinistra. Visto come li gestiscono realizzati, avremmo preferito non lo avessero fatto.
Gaetano Alibrandi
Visita allo stabilimento, studenti manzianesi e olandesi
per il progetto europeo Comenius

Lo scorso anno, alcune famiglie di Manziana hanno ospitato un gruppo di studenti olandesi nell'ambito di un Progetto Educativo Europeo, che prende il nome da un grande pedagogista ceco del XVII secolo Comenius. e che favorisce l'interscambio culturale fra docenti e studenti di varie nazionalità.
Il Progetto coinvolgeva gli alunni della Scuola media statale "T.Tittoni" di Manziana e quelli della scuola olandese "Park Dwingeland" di Hoogeven, nel Drente.
Il "gemellaggio tra scuole" era finalizzato a sviluppare lo spirito di appartenenza all'Unione Europea e ad ampliare le conoscenze sulla cultura dei vari paesi.
Gli studenti olandesi sono stati ospitati dalle famiglie italiane per una settimana durante la quale hanno potuto ammirare tutte le bellezze del territorio: la Macchia Grande di Manziana, la Caldara, il Lago di Bracciano, il mare di S.Severa e naturalmente la città di Roma.
Una delle visite guidate, che ha suscitato molto interesse tra gli studenti e i professori olandesi è stata la visita allo stabilimento di imbottigliamento dell'Acqua Claudia di Anguillara. La sorgente, come riportato nella la scheda tecnica redatta nell'ambio del progetto "Acqua azzurra acqua chiara" della Regione Lazio, consultabile su Internet, era già sfruttata al tempo dei Romani che avevano edificato una villa con annesse terme, i cui resti monumentali sono ancora visibili nel Parco dell'attuale stabilimento.
I ragazzi olandesi e i loro professori sono rimasti molto soddisfatti della visita. Il personale tecnico che ha accompagnato gli ospiti si è dimostrato molto disponibile e cortese e ha saputo valorizzare l'importanza della sorgente e del suo sfruttamento nonché le caratteristiche delle acque. Gli studenti di Manziana, a loro volta ospitati dalle famiglie olandesi, hanno potuto conoscere una diversa realtà territoriale e una diversa cultura. L'iniziativa ha raggiunto in pieno lo scopo di allargare gli orizzonti dei giovani partecipanti e di promuovere amicizia e solidarietà tra i ragazzi.
Giulio Giraudi e Ilaria Bugliazzini
(ex alunni dell'Istituto Comprensivo di Manziana)

Ecco come nasce la bottiglia di minerale

Lo stabilimento per l'imbottigliamento dell'Acqua Claudia è circondato da un parco di 7 ettari di superficie. Nel parco vi sono i resti di una villa romana ad esedra con ninfeo, terme, strada romana (la zona archeologica e sotto la tutela della Soprintendenza alle Belle Arti).
L'acqua imbottigliata proviene da un pozzo artesiano profondo 20 m situato dove c'erano le sorgenti utilizzate dai Romani. La temperatura dell'acqua delle varie sorgenti va da 23° a 34° C (è un'acqua considerata termale). Lo stabilimento fa parte del gruppo S. Pellegrino -NESTLE' multinazionale che possiede 60 stabilimenti nel mondo. La visita all'impianto inizia dal reparto soffiatura. I "provettoni" in PET mediante riscaldamento e soffiatura in stampi di foggia particolare producono le bottiglie in plastica che conosciamo. La bottiglia in plastica da litri 1,5 pesa 38 grammi, quella da 0,5 litri pesa 21 grammi.
Il ciclo è continuo (si fanno turni di lavoro), si producono 280.000 bottiglie al giorno (350 000 piccole) che vengono immagazzinate dentro grossi contenitori e da qui spinte con aria in pressione su 3 nastri trasportatori che poi convogliano il tutto su un unico nastro trasportatore che va al reparto imbottigliamento. Questo processo dura 5 minuti. Le bottiglie mal riuscite vengono automaticamente scartate.
Poi le bottiglie sono riempite di acqua di sorgente e tappate ermeticamente. I tappi vengono inviati sempre a pressione attraverso tubi di plexiglas. Il computer che controlla l'imbottigliamento segna il numero di bottiglie prodotte per ora (media 22.000 all'ora). Le bottiglie che non sono completamente piene sono scartate da una macchina che controlla il livello raggiunto dall'acqua nella bottiglia. Segue la fase dell'etichettatura e della fasciatura a 6 pezzi. Infine si formano grossi pacchi a più strati avvolti da un foglio di Pet pronti per il trasporto. Essendo un processo così computerizzato il personale è ridotto al minimo( solo 5 operai controllano la catena di montaggio).
Lo stabilimento dà (ora sono 23 ndr) lavoro a 25 dipendenti, 5 sono gli impiegati. L'attività viene sospesa un mese all'anno per controllare gli impianti computerizzati(febbraio-novembre). Le cassette contenenti le bottiglie vuote scorrono sul nastro trasportatore e raggiungono la macchina che le sterilizza (si usa acqua e soda a 85°C segue la fase di imbottigliamento) poi una macchina detta "Ispettore elettronico" (praticamente una telecamera) controlla se vi sono corpi estranei nell'acqua. Il processo continua con l'imbottigliamento, l'etichettatura, la "tappatura". L'Acqua Claudia è effervescente naturale, tuttavia in commercio c'è acqua minerale con aggiunta di gas. I pozzi che prelevano l'anidride carbonica dal sottosuolo sono profondi 150 m (sono sotto il livello del mare). C'è molto rumore nello stabilimento - gli operai devono proteggersi con tappi per le orecchie; devono calzare scarpe isolanti e portare cuffie per i capelli e camici (problemi igienici).

Tratto su Internet alla pagina web: http://utenti.romascuola.net/smstittonimanziana
/acqua%20azzurra%202002/stabilimento.html

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