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Il
Comune di Anguillara comproprietario dell'Acqua minerale Claudia?
Il sindaco Antonio Pizzigallo ha manifestato pubblicamente questa
intenzione ma le trattative, che si protraggono da mesi, sembrano
comunque essere solo "cosa sua". Si tratta di un'operazione
che il primo cittadino conduce in prima persona, senza alcun specifico
mandato della giunta o del consiglio comunale, tenendo all'oscuro,
da quanto si sa, anche la sua squadra di governo specie per quanto
riguarda il nome della "fantomatica" società (alcuni
dicono milanese) che è parte attiva nella compravendita.
A chi giova tutta questa segretezza? Al bene di Anguillara o di
qualcun altro ben informato?
Alcuni dati comunque, su nostra specifica richiesta, il sindaco
Pizzigallo l'ha forniti. Abbiamo saputo così che il prezzo
di acquisto è di 13 miliardi e mezzo di vecchie lire, che
la San Pellegrino/Nestlé si vende per questa somma il marchio,
lo stabilimento intero e i sette ettari di terreno intorno, che
si profila la creazione di un'azienda mista nella quale il Comune
di Anguillara entrerà per una quota del 25 per cento. Altro
dato è che gli attuali 23 dipendenti dello stabilimento manterranno
il posto di lavoro. Ma se Fiuggi, uno dei pochi comuni italiani
che gestisce direttamente una propria risorsa minerale, ha proprio
all'inizio di questo anno affittato gli impianti alla Sangemini,
come pensa Anguillara di poter portare a buon frutto la gestione
dell'Acqua Claudia?
"E' l'unica vera azienda del territorio - dice Pizzigallo -
la nostra idea - aggiunge - è di potenziare la produzione
che potrebbe passare dalle attuali 50 milioni di bottiglie all'anno,
ai 70 milioni fino ad un tetto anche di 90 milioni di bottiglie
l'anno. Puntiamo - continua - di migliorare la distribuzione. L'importante
- sottolinea - è distribuirla bene". Non si preoccupa
Pizzigallo del fattore pubblicità che in un mercato come
quello delle bollicine è praticamente un obbligo. Commenta
che "la società è competente del settore"
e che quindi ha tutte le capacità gestionali per mandare
avanti lo stabilimento. Sullo stato delle trattative le indicazioni
non sono univoche. Mentre Pizzigallo fissa a fine gennaio, dopo
ripetuti suoi viaggi a Milano, la conclusione degli accordi, altre
fonti ben informate fanno sapere che probabilmente la San Pellegrino
ha già venduto ad un'altra società. E' di questi giorni
poi la notizia che anche l'ex comproprietario della Gaudianello
sarebbe interessato all'acquisto dello stabilimento Acqua Claudia.
Il prezzo di vendita/acquisto per una struttura e un marchio storico
come quello <Claudia>, seppure si tratti di un'azienda di
dimensioni limitate, può essere considerato oggettivamente
basso.
Ma perché così basso abbiamo chiesto a Pizzigallo?
"Il prezzo - ha risposto - è stato stabilito da una
perizia". Di chi? Non l'ha voluto dire. Ma sappiano che questa
perizia è stata fatta dal professor avvocato Emanuele Emanuele
con studio in Roma in via Puccini. Comprare l'Acqua Claudia costa
così come quattro passeggiate e mezzo. Sarebbe un affare
quindi. Ma per chi? Quello che è certo è che il "sindaco
della gente" ci tiene a trattare in prima persona, o al massimo
coi suoi fedelissimi, l'affare che invece, visto che l'acquisto
dell'Acqua Claudia era stato avanzato anche come proposta da liste
come quella che concorse alle ultime amministrative "Anguillara
si ribella" , dovrebbe coinvolgere l'intera comunità.
Ma anche questa sembra essere "cosa sua". Tant'è
che ha voluto che uscisse dalla scena della trattativa anche Giuseppe
Flenghi che col ruolo di mediatore, a fronte anche di una parcella
che per molti sarebbe stata troppo elevata, aveva condotto le trattative
fin sul tavolo di un notaio con tanto di finanziatori e accordo
per il passaggio dei lavoratori siglato in sede di Commissione del
lavoro provinciale.
Graziarosa Villani
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| UN
BENE DI TUTTI |
Dopo
decenni di gestione privata è possibile sperare che la
fonte Claudia torni ad essere un bene di tutti i cittadini?
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La
villa Claudia, all'interno dello stabilimento |
La fonte dell’acqua
Claudia è sempre stata apprezzata dai romani, gli stessi
resti della villa lo dimostrano. In passato funzionava anche uno
stabilimento termale ed i cittadini venivano a ritemprarsi sulle
rive del lago accedendo alle diverse terme che lo cingevano. Vicarello,
Stigliano e la stessa Claudia erano luoghi di cura e villeggiatura,
immersi nel verde tra antiche rovine.
La fonte Claudia è stata poi gestita da aziende private che
hanno investito più sull’imbottigliamento che sulla
fruibilità dei posti e sul termalismo. La villa non è
più visitabile, la stazione termale è chiusa. Con
l’avvento della S. Pellegrino e la ristrutturazione delle
catene produttive, anche l’impatto occupazionale immediato
è andato scemando, arrivando all’assurdo di soldi investiti
in titoli di stato ed operai in mobilità.
L’ipotesi in esame, sia pure sconosciuta nelle sue articolazioni,
prevede la gestione tramite una società mista a partecipazione
anche comunale. Nel capitalismo contemporaneo le società
miste appaiono quelle capaci di dare maggiori garanzie gestionali,
non essendo il pubblico affidabile dopo decenni di politiche clientelari,
ed il privato dedito esclusivamente all’utile economico e,
spesso, anche alla malversazione. Il progetto così come lo
conosco prevede una quota qualificata del comune con il 25% della
proprietà, che dovrebbe garantire, magari anche con accordi
di goldenshare, il controllo della gestione. Quello che non convince
è l’assoluta mancanza di trasparenza sugli obiettivi,
in particolare quelli legati alla riqualificazione del sito ed alla
sua fruibilità. Non vi è stato alcun confronto, neanche
in sede istituzionale, non si conoscono i partners dell’operazione
né si sa se sono stati effettuati studi d’impatto occupazionale.
La normale riservatezza che s’invoca a trattative in corso,
non sembra una giustificazione adeguata, a maggior ragione se consideriamo
che l’attuale maggioranza non ha mai dato prova di trasparenza
e linearità dell’agire. Assicuro tutti i lettori che
la Voce del lago seguirà gli sviluppi senza preconcetti,
ma anche senza farsi entusiasmare dall’ennesima operazione
che sembra tratto dai programmi della sinistra. Visto come li gestiscono
realizzati, avremmo preferito non lo avessero fatto.
Gaetano Alibrandi |
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Visita
allo stabilimento, studenti manzianesi e olandesi
per il progetto europeo Comenius
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Lo
scorso anno, alcune famiglie di Manziana hanno ospitato un gruppo
di studenti olandesi nell'ambito di un Progetto Educativo Europeo,
che prende il nome da un grande pedagogista ceco del XVII secolo
Comenius. e che favorisce l'interscambio culturale fra docenti e
studenti di varie nazionalità.
Il Progetto coinvolgeva gli alunni della Scuola media statale "T.Tittoni"
di Manziana e quelli della scuola olandese "Park Dwingeland"
di Hoogeven, nel Drente.
Il "gemellaggio tra scuole" era finalizzato a sviluppare
lo spirito di appartenenza all'Unione Europea e ad ampliare le conoscenze
sulla cultura dei vari paesi.
Gli studenti olandesi sono stati ospitati dalle famiglie italiane
per una settimana durante la quale hanno potuto ammirare tutte le
bellezze del territorio: la Macchia Grande di Manziana, la Caldara,
il Lago di Bracciano, il mare di S.Severa e naturalmente la città
di Roma.
Una delle visite guidate, che ha suscitato molto interesse tra gli
studenti e i professori olandesi è stata la visita allo stabilimento
di imbottigliamento dell'Acqua Claudia di Anguillara. La sorgente,
come riportato nella la scheda tecnica redatta nell'ambio del progetto
"Acqua azzurra acqua chiara" della Regione Lazio, consultabile
su Internet, era già sfruttata al tempo dei Romani che avevano
edificato una villa con annesse terme, i cui resti monumentali sono
ancora visibili nel Parco dell'attuale stabilimento.
I ragazzi olandesi e i loro professori sono rimasti molto soddisfatti
della visita. Il personale tecnico che ha accompagnato gli ospiti
si è dimostrato molto disponibile e cortese e ha saputo valorizzare
l'importanza della sorgente e del suo sfruttamento nonché
le caratteristiche delle acque. Gli studenti di Manziana, a loro
volta ospitati dalle famiglie olandesi, hanno potuto conoscere una
diversa realtà territoriale e una diversa cultura. L'iniziativa
ha raggiunto in pieno lo scopo di allargare gli orizzonti dei giovani
partecipanti e di promuovere amicizia e solidarietà tra i
ragazzi.
Giulio Giraudi e Ilaria Bugliazzini
(ex alunni dell'Istituto Comprensivo di Manziana)
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| Ecco
come nasce la bottiglia di minerale
Lo stabilimento per l'imbottigliamento
dell'Acqua Claudia è circondato da un parco di 7 ettari di
superficie. Nel parco vi sono i resti di una villa romana ad esedra
con ninfeo, terme, strada romana (la zona archeologica e sotto la
tutela della Soprintendenza alle Belle Arti).
L'acqua imbottigliata proviene da un pozzo artesiano profondo 20
m situato dove c'erano le sorgenti utilizzate dai Romani. La temperatura
dell'acqua delle varie sorgenti va da 23° a 34° C (è
un'acqua considerata termale). Lo stabilimento fa parte del gruppo
S. Pellegrino -NESTLE' multinazionale che possiede 60 stabilimenti
nel mondo. La visita all'impianto inizia dal reparto soffiatura.
I "provettoni" in PET mediante riscaldamento e soffiatura
in stampi di foggia particolare producono le bottiglie in plastica
che conosciamo. La bottiglia in plastica da litri 1,5 pesa 38 grammi,
quella da 0,5 litri pesa 21 grammi.
Il ciclo è continuo (si fanno turni di lavoro), si producono
280.000 bottiglie al giorno (350 000 piccole) che vengono immagazzinate
dentro grossi contenitori e da qui spinte con aria in pressione
su 3 nastri trasportatori che poi convogliano il tutto su un unico
nastro trasportatore che va al reparto imbottigliamento. Questo
processo dura 5 minuti. Le bottiglie mal riuscite vengono automaticamente
scartate.
Poi le bottiglie sono riempite di acqua di sorgente e tappate ermeticamente.
I tappi vengono inviati sempre a pressione attraverso tubi di plexiglas.
Il computer che controlla l'imbottigliamento segna il numero di
bottiglie prodotte per ora (media 22.000 all'ora). Le bottiglie
che non sono completamente piene sono scartate da una macchina che
controlla il livello raggiunto dall'acqua nella bottiglia. Segue
la fase dell'etichettatura e della fasciatura a 6 pezzi. Infine
si formano grossi pacchi a più strati avvolti da un foglio
di Pet pronti per il trasporto. Essendo un processo così
computerizzato il personale è ridotto al minimo( solo 5 operai
controllano la catena di montaggio).
Lo stabilimento dà (ora sono 23 ndr) lavoro a 25 dipendenti,
5 sono gli impiegati. L'attività viene sospesa un mese all'anno
per controllare gli impianti computerizzati(febbraio-novembre).
Le cassette contenenti le bottiglie vuote scorrono sul nastro trasportatore
e raggiungono la macchina che le sterilizza (si usa acqua e soda
a 85°C segue la fase di imbottigliamento) poi una macchina detta
"Ispettore elettronico" (praticamente una telecamera)
controlla se vi sono corpi estranei nell'acqua. Il processo continua
con l'imbottigliamento, l'etichettatura, la "tappatura".
L'Acqua Claudia è effervescente naturale, tuttavia in commercio
c'è acqua minerale con aggiunta di gas. I pozzi che prelevano
l'anidride carbonica dal sottosuolo sono profondi 150 m (sono sotto
il livello del mare). C'è molto rumore nello stabilimento
- gli operai devono proteggersi con tappi per le orecchie; devono
calzare scarpe isolanti e portare cuffie per i capelli e camici
(problemi igienici).
Tratto su Internet alla
pagina web: http://utenti.romascuola.net/smstittonimanziana
/acqua%20azzurra%202002/stabilimento.html
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