la voce del lago
n. 11 - gennaio/febbraio 2003
I LETTORI CI SCRIVONO
Lavori pubblici ad Anguillara calati dall’alto, passeggiata e dintorni

Nell’ottobre 1994 Rifondazione Comunista proponeva all’amministrazione una passeggiata alternativa a quella in costruzione: lontano dai gas dei mezzi a motore, sicuro per i bambini ed ad alto pregio ambientale da attrezzare con passaggi pedonali conformi alle norme dell’abbattimento delle barriere architettoniche ed ai vincoli ambientali.
Purtroppo, allora come oggi, gli amministratori di Anguillara danno per scontato che il turismo debba basarsi sul rapporto dare e avere in senso esclusivamente commerciale e non su un preciso rapporto culturale ed ambientale. Si analizza il turista come potenziale consumatore domenicale e quindi soggetto ad essere “sfruttato” dal mercato locale. Il circolo di Rifondazione, con spirito critico ed in modo aperto, ha lottato per una soluzione diversa in tutte le sedi istituzionali affinché l’arenile non fosse devastato e la scelta dell’amministrazione per la costruzione della passeggiata Piazza del Molo/Chalet del lago non fosse autorizzata.
L’attuale amministrazione, con la consolidata determinazione ed imposizione, ha iniziato i lavori della passeggiata con superficialità e pressappochismo (vedi delibera successiva all’inizio lavori per l’aumento della spesa per la costruzione della passeggiata di circa un miliardo delle vecchie lire), senza, ancora una volta, dare ai cittadini la possibilità di partecipare alle scelte delle opere pubbliche da realizzare nel paese. Nel recente passato abbiamo criticato gli arbitrî dell’amministrazione Pizzigallo per lo sproporzionato costo di alcune opere pubbliche rispetto al prodotto (i giardini della zona 167, l’acquisto del fabbricato ex consorzio agrario, la rotatoria in località stazione). Anche per la passeggiata le perplessità di sempre restano: sul costo che lievita dopo l’inizio dei lavori, sulla dislocazione per l’alto valore paesaggistico, sulla costruzione di un’opera ad alta frequentazione di pedoni adiacente ad una strada ad intenso traffico e relativa menomazione di adeguate zone adibiti a parcheggio. Sembra che la prossima opera pubblica in calendario sia la riqualificazione della Piazza del Molo. Ai cittadini di Anguillara anche quest’opera verrà calata dall’alto delle loro indiscutibili scelte oppure questa volta il sindaco della gente coinvolgerà la “gente” per un loro parere? Lo scopriremo solo vivendo.
Antonio Perrone

Non è l’ufficio il posto per i guardiaparco

Caro direttore, il Parco Regionale del Lago di Bracciano-Martignano ha la sua sede nella città di Bracciano e in un posto molto scomodo: quella via Saffi dove nessuna macchina può sostare, e dove c’e’ tanto movimento di trafficoe nessun marciapiede. Ma perché sta nella città? In qualunque parco del mondo, la sede e i guardiaparco stanno nel parco, non in ufficio in città. Ho visitato recentemente il Parco dello Zingara, in Sicilia, e la sua sede era in mezzo al parco, e ho visto due guardiaparco in giro sui muli mentre facevano il loro lavoro.
A Rocca Romana appena passsato l’ingresso per i sentieri (accanto al campo sportivo di Trevignano) c’e’ una casetta ben fatta, che mi dicono è tenuta per un club di cacciatori. Per i cacciatori? Nel Parco? Invece sarebbe il classico posto per i guardiaparco. Suggerisco che quella casetta diventi un ufficio per i guardiaparco, un luogo dove uno sa che lì stanno e da lì partono per fare veramente “le guardie”come si deve.
Emilia Leone

Museo dei gessi Jacometti: ancora un sogno da realizzare

Già da alcuni anni, ad Anguillara, si sente parlare di un progetto relativo all’apertura di un Museo intitolato allo scultore Ignazio Jacometti che dovrebbe sorgere all’interno dell’Oratorio della Disciplina, già sede dell’Arciconfraternita in Piazza della Collegiata, in cui saranno raccolte alcune delle opere rimaste della bottega che l’artista aveva a Roma. Dall’ottobre 1996, data del recupero delle statue dagli scantinati della Collegiata si è parlato molto, se volete si è anche scritto molto sull’argomento, ma purtroppo le statue sono ancora nella stessa collocazione di allora. Nel 1996 furono presi contatti con l’amministrazione comunale di allora e con la Soprintendenza ai Beni Artistici e storici del Lazio. L’iniziativa sembrava dover decollare in brevissimo tempo e l’entusiasmo era alle stelle. Sotto l’egida della Soprintendenza, fu fatta gara per identificare i restauratori più idonei al lavoro e valutare così i costi relativi, che in quel tempo, ammontavano a circa 21 mila euro. È iniziata la ricerca spasmodica dei soldi, tramite l’amministrazione comunale, gli eredi Jacometti, la Provincia, la Regione. Tante promesse, tante lettere, tante riunioni, ma niente risultati. Come Arciconfraternita, dopo le promesse avute nel corso di questi anni, siamo molto delusi, pensavamo di riuscire nell’impresa di dare ad Anguillara (in tempi brevi) un altro museo. Ritorneremo quindi alla carica presso coloro che si sono presi l’impegno pubblico di aiutarci a portare avanti questa iniziativa, manifestato con bellissime parole anche durante l’ultimo convegno organizzato nel giugno 2002 dal Comune di Anguillara, dalla Presidenza della Provincia, dall’assessore allo Sport e Turismo e Spettacolo Leonardo Catarci, su Il Neoclassicismo sconosciuto. Anguillara Sabazia e la riscoperta del genio di Ignazio Jacometti. Purtroppo il tempo passa e la somma necessaria all’operazione è levitata a circa 35 mila euro.
Roberto Fava

Archivio storico di Anguillara tra verità e falsità

Egregio direttore, ho avuto modo di leggere l’articolo pubblicato sul n. 10 del La Voce del Lago relativo alla presunta “vergognosa inerzia della sistemazione del patrimonio documentale” del Comune che ho l’onore di rappresentare. Non so quale fonte Le abbia fornito le notizie da lei pubblicate che sono completamente false. L’archivio storico del Comune di Anguillara è custodito, già da qualche anno, al primo piano del Palazzo Comunale in locali appositamente restaurati, peraltro notizia già riportata da lei nell’articolo pubblicato su Il Messaggero del 6 novembre u.s. Sullo stesso articolo sono riportate anche le notizie sulle iniziative messe in atto dall’amministrazione per la sistemazione e riordinazione dell’archivio storico. Al contrario di quanto da Lei affermato nell’articolo de La Voce del Lago, l’amministrazione è molto attenta alla conservazione di un così importante patrimonio culturale, consapevole del fatto che l’archivio storico rappresenta la testimonianza del percorso cronologico del Comune destinato ad essere tramandato nel tempo. Non a caso negli anni scorsi, su richiesta di insegnanti, sono state effettuate visite all’archivio storico dei ragazzi delle scuole elementari e medie ai quali sono stati mostrati alcuni volumi dal 1500 al 1800.
Ci tengo a precisare che l’archivio storico può essere visitato, con l’ausilio di personale addetto, previa presentazione di domanda scritta; la deteriorabilità e la delicatezza del materiale trattato impongono, necessariamente, alcune limitazioni. La invito a rettificare, quanto prima, l’articolo in questione e voglio sperare, che per il futuro, la S.V. verifichi l’attendibilità delle notizie che intende pubblicare.
Antonio Pizzigallo, sindaco di Anguillara

Il Direttore risponde

Un manoscritto del '600

Gentile sindaco, dopo aver fornito per oltre un decennio informazioni sul penoso stato dell’archivio di Anguillara non solo su Il Messaggero ma anche su altre testate, ho voluto anch’io permettermi il lusso di fare una volta tanto un commento. Come considerare infatti se non inerzia amministrativa il fatto che dopo tanti anni, a tutt’oggi, l’archivio non è ancora debitamente ordinato secondo specifiche procedure archivistiche e che di fatto non è fruibile liberamente dall’utenza. Il commento, come ha potuto notare, è reso inoltre a margine di un articolo che saluta la sistemazione definitiva dell’archivio storico di Bracciano dove nonostante il laborioso trasferimento dal Municipio al nuovo complesso degli Agostiniani restaurato nell’ambito degli interventi per il Giubileo, l’archivio è tornato ad essere completamente fruibile al pubblico. Perché ciò che è stato possibile a Bracciano non lo è altrettanto ad Anguillara dove l’archivio per lungo tempo è stato letteralmente “buttato” (e la foto si riferiva a quel periodo) all’autoparco comunale nel periodo di ristrutturazione del Palazzo Baronale? A mio avviso Bracciano è stata favorita dal fatto di avere nell’organico un archivista a tempo pieno. Da quanto ne so anche nella pianta organica di Anguillara è prevista la figura di un archivista ma probabilmente si è preferito, negli anni, procedere all’assunzione di altre figure. Quindi non si tratta di informazioni “false” come lei vorrebbe far credere ai lettori ma la constatazione che “alle chiacchiere non seguono i fatti”. Del resto anche l’articolo de Il Messaggero che qui riporto testualmente era sulla stessa linea. E non mi risulta che lei si sia affrettato a smentirlo.
Articolo pubblicato da Il Messaggero in data 6 novembre 2002
Ancora a rischio la memoria cartacea di Anguillara. Centinaia di volumi e documenti dell'archivio comunale non hanno ancora trovato una sistemazione definitiva, ed è praticamente impossibile per chiunque, studenti universitari compresi alle prese con tesi di laurea, effettuare una ricerca storica. Una situazione scandalosa che si trascina da più di un decennio e che ancora non trova soluzione. Per un lungo periodo, durante i lavori di ristrutturazione del Palazzo Comunale, buona parte dell'archivio, il cui primo documento è datato attorno al 1510, era stato addirittura trasferito all'autoparco e lì è rimasto, conservato in maniera caotica e non protetto da topi e umidità, finché, con l'ausilio anche di alcuni volontari tra i quali Giovanni Zucchetto e Paolo Lorizzo, è stato riportato nella sede comunale dove ora è collocato al primo piano. Ma resta difficile la consultazione. Dal Comune fanno sapere che i volumi più preziosi, circa 350, attualmente godono di una particolare protezione e che richieste di finanziamento per oltre 200 mila euro sono state fatte a Regione Lazio e Provincia di Roma per ottenere un contributo per il restauro del quale, vista l'importanza dei libri, si occuperà la Soprintendenza archivistica.
Funzionari comunali hanno anche precisato che proprio di questi giorni è una lettera della Regione Lazio che annuncia, grazie ad uno stanziamento di 8.200 euro, l'assegnazione temporanea di un operatore che procederà al riordino dell'archivio. “Tra l'altro - precisa ancora il funzionario addetto - ci sono da riordinare anche tutti i documenti che vanno dal 1950 al 1961 che in base ad una recente legge rientrano nelle competenze dell'archivio storico”. Ancora sistemazioni fortuite poi per il prezioso fondo di Adriano Carelli, un noto studioso di esoterismo e non solo, che visse ad Anguillara e che la sua governante, all'indomani della sua morte, volle donare al Comune.
grv

Nomina del direttore del Parco, Legambiente precisa

Dopo la nomina del nuovo direttore del Parco Regionale Bracciano-Martignano sono scoppiate numerose polemiche in merito ai criteri dell’elezione innescando una serie di prese di posizione delle forze politiche ma, in particolar modo, delle forze ambientaliste del territorio, le quali hanno prodotto un comunicato diffuso localmente e a mezzo stampa. Tra i firmatari si è notata la mancata adesione del locale circolo di Legambiente per la quale sono sorte delle informazioni errate. Sulla questione l’ufficio di presidenza di Legambiente “Lago Sabatino” ci ha inviato la seguente lettera.

Egregio direttore, il circolo di Legambiente vorrebbe porre alla sua attenzione e, naturalmente alla conoscenza dei suoi lettori, la posizione del medesimo in merito all’articolo da lei firmato apparso sul n. 9 de La Voce del Lago a pag. 5 sulla nomina del nuovo direttore del Parco Bracciano-Martignano nel quale afferma che la mancata firma apposta sul “documento” (ma era un comunicato!) emesso dal Coordinamento Ambientalista del Lago di Bracciano sulla suddetta nomina è scaturita “…per evitare contrapposizioni frontali con l’Ente Parco”. Tutto ciò non risponde al vero. La mancata adesione al comunicato era frutto solamente di una valutazione diversa sui “toni” usati nell’esprimere un commento negativo sulla nomina del nuovo direttore, commento che nel merito il Circolo condivide. Per questo ci auguriamo che in un lasso di tempo brevissimo vengano riviste le valutazioni adottate per la suddetta nomina e venga, nel frattempo, resa pubblica la documentazione degli atti consegnati dagli altri partecipanti per sgombrare il campo da dubbi e perplessità derivate da opportunità “politiche” che sono prevalse nella valutazione finale. Nel frattempo il circolo Legambiente Lago Sabatino chiederà all’Ente Parco di avere copia di tutta la documentazione in merito alla scelta dei candidati e alla nomina del nuovo direttore.
Circolo Legambiente Lago Sabatino

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