| Lavori
pubblici ad Anguillara calati dall’alto, passeggiata
e dintorni |
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Nell’ottobre
1994 Rifondazione Comunista proponeva all’amministrazione
una passeggiata alternativa a quella in costruzione: lontano dai
gas dei mezzi a motore, sicuro per i bambini ed ad alto pregio ambientale
da attrezzare con passaggi pedonali conformi alle norme dell’abbattimento
delle barriere architettoniche ed ai vincoli ambientali.
Purtroppo, allora come oggi, gli amministratori di Anguillara danno
per scontato che il turismo debba basarsi sul rapporto dare e avere
in senso esclusivamente commerciale e non su un preciso rapporto
culturale ed ambientale. Si analizza il turista come potenziale
consumatore domenicale e quindi soggetto ad essere “sfruttato”
dal mercato locale. Il circolo di Rifondazione, con spirito critico
ed in modo aperto, ha lottato per una soluzione diversa in tutte
le sedi istituzionali affinché l’arenile non fosse
devastato e la scelta dell’amministrazione per la costruzione
della passeggiata Piazza del Molo/Chalet del lago non fosse autorizzata.
L’attuale amministrazione, con la consolidata determinazione
ed imposizione, ha iniziato i lavori della passeggiata con superficialità
e pressappochismo (vedi delibera successiva all’inizio lavori
per l’aumento della spesa per la costruzione della passeggiata
di circa un miliardo delle vecchie lire), senza, ancora una volta,
dare ai cittadini la possibilità di partecipare alle scelte
delle opere pubbliche da realizzare nel paese. Nel recente passato
abbiamo criticato gli arbitrî dell’amministrazione Pizzigallo
per lo sproporzionato costo di alcune opere pubbliche rispetto al
prodotto (i giardini della zona 167, l’acquisto del fabbricato
ex consorzio agrario, la rotatoria in località stazione).
Anche per la passeggiata le perplessità di sempre restano:
sul costo che lievita dopo l’inizio dei lavori, sulla dislocazione
per l’alto valore paesaggistico, sulla costruzione di un’opera
ad alta frequentazione di pedoni adiacente ad una strada ad intenso
traffico e relativa menomazione di adeguate zone adibiti a parcheggio.
Sembra che la prossima opera pubblica in calendario sia la riqualificazione
della Piazza del Molo. Ai cittadini di Anguillara anche quest’opera
verrà calata dall’alto delle loro indiscutibili scelte
oppure questa volta il sindaco della gente coinvolgerà la
“gente” per un loro parere? Lo scopriremo solo vivendo.
Antonio Perrone
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| Non
è l’ufficio il posto per i guardiaparco |
Caro
direttore, il Parco Regionale del Lago di Bracciano-Martignano ha
la sua sede nella città di Bracciano e in un posto molto
scomodo: quella via Saffi dove nessuna macchina può sostare,
e dove c’e’ tanto movimento di trafficoe nessun marciapiede.
Ma perché sta nella città? In qualunque parco del
mondo, la sede e i guardiaparco stanno nel parco, non in ufficio
in città. Ho visitato recentemente il Parco dello Zingara,
in Sicilia, e la sua sede era in mezzo al parco, e ho visto due
guardiaparco in giro sui muli mentre facevano il loro lavoro.
A Rocca Romana appena passsato l’ingresso per i sentieri (accanto
al campo sportivo di Trevignano) c’e’ una casetta ben
fatta, che mi dicono è tenuta per un club di cacciatori.
Per i cacciatori? Nel Parco? Invece sarebbe il classico posto per
i guardiaparco. Suggerisco che quella casetta diventi un ufficio
per i guardiaparco, un luogo dove uno sa che lì stanno e
da lì partono per fare veramente “le guardie”come
si deve.
Emilia Leone |
| Museo
dei gessi Jacometti: ancora un sogno da realizzare
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Già
da alcuni anni, ad Anguillara, si sente parlare di un progetto relativo
all’apertura di un Museo intitolato allo scultore Ignazio
Jacometti che dovrebbe sorgere all’interno dell’Oratorio
della Disciplina, già sede dell’Arciconfraternita in
Piazza della Collegiata, in cui saranno raccolte alcune delle opere
rimaste della bottega che l’artista aveva a Roma. Dall’ottobre
1996, data del recupero delle statue dagli scantinati della Collegiata
si è parlato molto, se volete si è anche scritto molto
sull’argomento, ma purtroppo le statue sono ancora nella stessa
collocazione di allora. Nel 1996 furono presi contatti con l’amministrazione
comunale di allora e con la Soprintendenza ai Beni Artistici e storici
del Lazio. L’iniziativa sembrava dover decollare in brevissimo
tempo e l’entusiasmo era alle stelle. Sotto l’egida
della Soprintendenza, fu fatta gara per identificare i restauratori
più idonei al lavoro e valutare così i costi relativi,
che in quel tempo, ammontavano a circa 21 mila euro. È iniziata
la ricerca spasmodica dei soldi, tramite l’amministrazione
comunale, gli eredi Jacometti, la Provincia, la Regione. Tante promesse,
tante lettere, tante riunioni, ma niente risultati. Come Arciconfraternita,
dopo le promesse avute nel corso di questi anni, siamo molto delusi,
pensavamo di riuscire nell’impresa di dare ad Anguillara (in
tempi brevi) un altro museo. Ritorneremo quindi alla carica presso
coloro che si sono presi l’impegno pubblico di aiutarci a
portare avanti questa iniziativa, manifestato con bellissime parole
anche durante l’ultimo convegno organizzato nel giugno 2002
dal Comune di Anguillara, dalla Presidenza della Provincia, dall’assessore
allo Sport e Turismo e Spettacolo Leonardo Catarci, su Il Neoclassicismo
sconosciuto. Anguillara Sabazia e la riscoperta del genio di Ignazio
Jacometti. Purtroppo il tempo passa e la somma necessaria all’operazione
è levitata a circa 35 mila euro.
Roberto Fava
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Archivio
storico di Anguillara tra verità e falsità
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Egregio direttore, ho avuto modo
di leggere l’articolo pubblicato sul n. 10 del La Voce del
Lago relativo alla presunta “vergognosa inerzia della sistemazione
del patrimonio documentale” del Comune che ho l’onore
di rappresentare. Non so quale fonte Le abbia fornito le notizie
da lei pubblicate che sono completamente false. L’archivio
storico del Comune di Anguillara è custodito, già
da qualche anno, al primo piano del Palazzo Comunale in locali appositamente
restaurati, peraltro notizia già riportata da lei nell’articolo
pubblicato su Il Messaggero del 6 novembre u.s. Sullo stesso articolo
sono riportate anche le notizie sulle iniziative messe in atto dall’amministrazione
per la sistemazione e riordinazione dell’archivio storico.
Al contrario di quanto da Lei affermato nell’articolo de La
Voce del Lago, l’amministrazione è molto attenta alla
conservazione di un così importante patrimonio culturale,
consapevole del fatto che l’archivio storico rappresenta la
testimonianza del percorso cronologico del Comune destinato ad essere
tramandato nel tempo. Non a caso negli anni scorsi, su richiesta
di insegnanti, sono state effettuate visite all’archivio storico
dei ragazzi delle scuole elementari e medie ai quali sono stati
mostrati alcuni volumi dal 1500 al 1800.
Ci tengo a precisare che l’archivio storico può essere
visitato, con l’ausilio di personale addetto, previa presentazione
di domanda scritta; la deteriorabilità e la delicatezza del
materiale trattato impongono, necessariamente, alcune limitazioni.
La invito a rettificare, quanto prima, l’articolo in questione
e voglio sperare, che per il futuro, la S.V. verifichi l’attendibilità
delle notizie che intende pubblicare.
Antonio Pizzigallo, sindaco di Anguillara
Il
Direttore risponde
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Un
manoscritto del '600 |
Gentile
sindaco, dopo aver fornito per oltre un decennio informazioni sul
penoso stato dell’archivio di Anguillara non solo su Il Messaggero
ma anche su altre testate, ho voluto anch’io permettermi il
lusso di fare una volta tanto un commento. Come considerare infatti
se non inerzia amministrativa il fatto che dopo tanti anni, a tutt’oggi,
l’archivio non è ancora debitamente ordinato secondo
specifiche procedure archivistiche e che di fatto non è fruibile
liberamente dall’utenza. Il commento, come ha potuto notare,
è reso inoltre a margine di un articolo che saluta la sistemazione
definitiva dell’archivio storico di Bracciano dove nonostante
il laborioso trasferimento dal Municipio al nuovo complesso degli
Agostiniani restaurato nell’ambito degli interventi per il
Giubileo, l’archivio è tornato ad essere completamente
fruibile al pubblico. Perché ciò che è stato
possibile a Bracciano non lo è altrettanto ad Anguillara
dove l’archivio per lungo tempo è stato letteralmente
“buttato” (e la foto si riferiva a quel periodo) all’autoparco
comunale nel periodo di ristrutturazione del Palazzo Baronale? A
mio avviso Bracciano è stata favorita dal fatto di avere
nell’organico un archivista a tempo pieno. Da quanto ne so
anche nella pianta organica di Anguillara è prevista la figura
di un archivista ma probabilmente si è preferito, negli anni,
procedere all’assunzione di altre figure. Quindi non si tratta
di informazioni “false” come lei vorrebbe far credere
ai lettori ma la constatazione che “alle chiacchiere non seguono
i fatti”. Del resto anche l’articolo de Il Messaggero
che qui riporto testualmente era sulla stessa linea. E non mi risulta
che lei si sia affrettato a smentirlo.
Articolo pubblicato da Il Messaggero in data 6 novembre 2002
Ancora a rischio la memoria cartacea di Anguillara. Centinaia di
volumi e documenti dell'archivio comunale non hanno ancora trovato
una sistemazione definitiva, ed è praticamente impossibile
per chiunque, studenti universitari compresi alle prese con tesi
di laurea, effettuare una ricerca storica. Una situazione scandalosa
che si trascina da più di un decennio e che ancora non trova
soluzione. Per un lungo periodo, durante i lavori di ristrutturazione
del Palazzo Comunale, buona parte dell'archivio, il cui primo documento
è datato attorno al 1510, era stato addirittura trasferito
all'autoparco e lì è rimasto, conservato in maniera
caotica e non protetto da topi e umidità, finché,
con l'ausilio anche di alcuni volontari tra i quali Giovanni Zucchetto
e Paolo Lorizzo, è stato riportato nella sede comunale dove
ora è collocato al primo piano. Ma resta difficile la consultazione.
Dal Comune fanno sapere che i volumi più preziosi, circa
350, attualmente godono di una particolare protezione e che richieste
di finanziamento per oltre 200 mila euro sono state fatte a Regione
Lazio e Provincia di Roma per ottenere un contributo per il restauro
del quale, vista l'importanza dei libri, si occuperà la Soprintendenza
archivistica.
Funzionari comunali hanno anche precisato che proprio di questi
giorni è una lettera della Regione Lazio che annuncia, grazie
ad uno stanziamento di 8.200 euro, l'assegnazione temporanea di
un operatore che procederà al riordino dell'archivio. “Tra
l'altro - precisa ancora il funzionario addetto - ci sono da riordinare
anche tutti i documenti che vanno dal 1950 al 1961 che in base ad
una recente legge rientrano nelle competenze dell'archivio storico”.
Ancora sistemazioni fortuite poi per il prezioso fondo di Adriano
Carelli, un noto studioso di esoterismo e non solo, che visse ad
Anguillara e che la sua governante, all'indomani della sua morte,
volle donare al Comune.
grv
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Nomina
del direttore del Parco, Legambiente precisa |
Dopo
la nomina del nuovo direttore del Parco Regionale Bracciano-Martignano
sono scoppiate numerose polemiche in merito ai criteri dell’elezione
innescando una serie di prese di posizione delle forze politiche
ma, in particolar modo, delle forze ambientaliste del territorio,
le quali hanno prodotto un comunicato diffuso localmente e a mezzo
stampa. Tra i firmatari si è notata la mancata adesione del
locale circolo di Legambiente per la quale sono sorte delle informazioni
errate. Sulla questione l’ufficio di presidenza di Legambiente
“Lago Sabatino” ci ha inviato la seguente lettera.
Egregio
direttore, il circolo di Legambiente vorrebbe porre alla sua attenzione
e, naturalmente alla conoscenza dei suoi lettori, la posizione del
medesimo in merito all’articolo da lei firmato apparso sul
n. 9 de La Voce del Lago a pag. 5 sulla nomina del nuovo direttore
del Parco Bracciano-Martignano nel quale afferma che la mancata
firma apposta sul “documento” (ma era un comunicato!)
emesso dal Coordinamento Ambientalista del Lago di Bracciano sulla
suddetta nomina è scaturita “…per evitare contrapposizioni
frontali con l’Ente Parco”. Tutto ciò non risponde
al vero. La mancata adesione al comunicato era frutto solamente
di una valutazione diversa sui “toni” usati nell’esprimere
un commento negativo sulla nomina del nuovo direttore, commento
che nel merito il Circolo condivide. Per questo ci auguriamo che
in un lasso di tempo brevissimo vengano riviste le valutazioni adottate
per la suddetta nomina e venga, nel frattempo, resa pubblica la
documentazione degli atti consegnati dagli altri partecipanti per
sgombrare il campo da dubbi e perplessità derivate da opportunità
“politiche” che sono prevalse nella valutazione finale.
Nel frattempo il circolo Legambiente Lago Sabatino chiederà
all’Ente Parco di avere copia di tutta la documentazione in
merito alla scelta dei candidati e alla nomina del nuovo direttore.
Circolo Legambiente Lago Sabatino
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