la voce del lago

n. 11 - gennaio/febbraio 2003

LA VICARELLO-ORIOLO, STRADA COMUNALE DA RIAPRIRE
L'altopiano di Vicarello, una delle cornici incantevoli di questo complesso che contiene tutte le tipologie naturalistiche del parco, ora visitabile grazie all'apertura della strada comunale.

Sull’ultimo numero de La Voce del Lago, in fondo all’articolo sulla tenuta di Vicarello, è apparso un trafiletto, evidentemente redatto poco prima della stampa del giornale, che comunicava come la strada Comunale per le Terme di Vicarello era stata riaperta dal Parco e dal Comune di Bracciano in seguito alle pressioni delle Associazioni ambientaliste.
Credo che tale notizia vada commentata ed ampliata, sia per l’importanza della riapertura di una strada pubblica resa di nuovo fruibile, sia perché l’interessamento delle associazioni non era limitato a questo, seppur importante risultato, ma andava visto in un’ottica più ampia. Mi riferisco in particolare alla lettera con cui le associazioni ambientaliste del lago di Bracciano (Wwf, Legambiente, Lipu, VAS e La Spinosa) hanno inoltrato una serie di richieste al presidente della Regione Lazio, Storace, al presidente del Consiglio del Parco di Bracciano e Martignano ed al sindaco di Bracciano.
L’attenzione era ovviamente rivolta alla tenuta di Vicarello, da anni oggetto di tentate speculazioni e considerata, dalle associazioni, come baluardo e rifugio della natura intatta nel territorio del Parco. La principale richiesta era il riconoscimento, da parte degli Enti preposti al controllo ed alla gestione del territorio di Vicarello, dell’irrinunciabile ruolo della tenuta nell’area protetta: Vicarello racchiude in toto tutte le tipologie naturalistiche del Parco. Dal canneto sulle rive del lago si passa ai campi coltivati e non, ricchissimi di bellissime fioriture e di rarità floristiche. I boschi di cerro racchiudono le tipiche essenze arboree del territorio ed i castagneti incarnano l’opera dell’uomo nel modellarlo. Fino ai boschi di faggio confinanti con i comuni di Oriolo e di Bassano, veri relitti del passato glaciale dei Monti Sabatini. Questa cornice racchiude tutta la fauna tipica, un preziosismo che non possiamo assolutamente permetterci di perdere. La stessa salute del lago di Bracciano dipende dalla salvaguardia del bacino di appartenenza di cui le colline sovrastanti il borgo di Vicarello fanno parte.
Per questi ed innumerevoli altri motivi, è stata dichiarata irrinunciabile l’area ed è stato richiesta una presa di posizione precisa e definitiva alle amministrazioni interessate. Le associazioni ambientaliste hanno inoltre fatto presente al sindaco di Bracciano ed al presidente del Parco come due, delle tre strade di uso pubblico erano state chiuse alla fruizione: la strada vicinale delle Terme (ora riaperta al pubblico in occasione della manifestazione “Natale nel Parco” del 21-22 dicembre 2002); la strada comunale Vicarello – Oriolo (che da anni è oggetto di polemiche e controversie nonostante una sentenza del pretore di Bracciano del 1994 obblighi i proprietari a lasciare libero il transito). È pur vero che, in assenza di controlli, il libero accesso di queste strade può lasciare via libera ai tombaroli e bracconieri, come d’altra parte è successo. È anche vero che timide recinzioni e piccoli cancelli tutti tengono fuori tranne i malintenzionati.
Occorre anche segnalare la potenziale importanza di sentieri percorribili all’interno delle aree più importanti del Parco regionale, con tutto quello che ne consegue in termini di fruizione turistica, didattica e naturalistica tanto più che la maggior parte dei terreni all’interno dell’area protetta è privata e quindi chiusa al pubblico. Lo stesso successo della manifestazione invernale lo testimonia: l’entusiasmo e la sorpresa dei visitatori di fronte allo scenario, piccolo ma importante per la storia del territorio, delle Termae Apollinares chiuse da anni ed aperte solo in poche e sporadiche occasioni, dimostra la necessità assoluta, per lo sviluppo e l’economia turistica del comprensorio sabatino, di una attenta valorizzazione dei beni ambientali ed archeologici.
Maurizio Morelli

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