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L'altopiano
di Vicarello, una delle cornici incantevoli di questo complesso
che contiene tutte le tipologie naturalistiche del parco,
ora visitabile grazie all'apertura della strada comunale. |
Sull’ultimo
numero de La Voce del Lago, in fondo all’articolo sulla tenuta
di Vicarello, è apparso un trafiletto, evidentemente redatto
poco prima della stampa del giornale, che comunicava come la strada
Comunale per le Terme di Vicarello era stata riaperta dal Parco
e dal Comune di Bracciano in seguito alle pressioni delle Associazioni
ambientaliste.
Credo che tale notizia vada commentata ed ampliata, sia per l’importanza
della riapertura di una strada pubblica resa di nuovo fruibile,
sia perché l’interessamento delle associazioni non
era limitato a questo, seppur importante risultato, ma andava visto
in un’ottica più ampia. Mi riferisco in particolare
alla lettera con cui le associazioni ambientaliste del lago di Bracciano
(Wwf, Legambiente, Lipu, VAS e La Spinosa) hanno inoltrato una serie
di richieste al presidente della Regione Lazio, Storace, al presidente
del Consiglio del Parco di Bracciano e Martignano ed al sindaco
di Bracciano.
L’attenzione era ovviamente rivolta alla tenuta di Vicarello,
da anni oggetto di tentate speculazioni e considerata, dalle associazioni,
come baluardo e rifugio della natura intatta nel territorio del
Parco. La principale richiesta era il riconoscimento, da parte degli
Enti preposti al controllo ed alla gestione del territorio di Vicarello,
dell’irrinunciabile ruolo della tenuta nell’area protetta:
Vicarello racchiude in toto tutte le tipologie naturalistiche del
Parco. Dal canneto sulle rive del lago si passa ai campi coltivati
e non, ricchissimi di bellissime fioriture e di rarità floristiche.
I boschi di cerro racchiudono le tipiche essenze arboree del territorio
ed i castagneti incarnano l’opera dell’uomo nel modellarlo.
Fino ai boschi di faggio confinanti con i comuni di Oriolo e di
Bassano, veri relitti del passato glaciale dei Monti Sabatini. Questa
cornice racchiude tutta la fauna tipica, un preziosismo che non
possiamo assolutamente permetterci di perdere. La stessa salute
del lago di Bracciano dipende dalla salvaguardia del bacino di appartenenza
di cui le colline sovrastanti il borgo di Vicarello fanno parte.
Per questi ed innumerevoli altri motivi, è stata dichiarata
irrinunciabile l’area ed è stato richiesta una presa
di posizione precisa e definitiva alle amministrazioni interessate.
Le associazioni ambientaliste hanno inoltre fatto presente al sindaco
di Bracciano ed al presidente del Parco come due, delle tre strade
di uso pubblico erano state chiuse alla fruizione: la strada vicinale
delle Terme (ora riaperta al pubblico in occasione della manifestazione
“Natale nel Parco” del 21-22 dicembre 2002); la strada
comunale Vicarello – Oriolo (che da anni è oggetto
di polemiche e controversie nonostante una sentenza del pretore
di Bracciano del 1994 obblighi i proprietari a lasciare libero il
transito). È pur vero che, in assenza di controlli, il libero
accesso di queste strade può lasciare via libera ai tombaroli
e bracconieri, come d’altra parte è successo. È
anche vero che timide recinzioni e piccoli cancelli tutti tengono
fuori tranne i malintenzionati.
Occorre anche segnalare la potenziale importanza di sentieri percorribili
all’interno delle aree più importanti del Parco regionale,
con tutto quello che ne consegue in termini di fruizione turistica,
didattica e naturalistica tanto più che la maggior parte
dei terreni all’interno dell’area protetta è
privata e quindi chiusa al pubblico. Lo stesso successo della manifestazione
invernale lo testimonia: l’entusiasmo e la sorpresa dei visitatori
di fronte allo scenario, piccolo ma importante per la storia del
territorio, delle Termae Apollinares chiuse da anni ed aperte solo
in poche e sporadiche occasioni, dimostra la necessità assoluta,
per lo sviluppo e l’economia turistica del comprensorio sabatino,
di una attenta valorizzazione dei beni ambientali ed archeologici.
Maurizio Morelli
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