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Il
complesso situato in via Cupetta del Mattatoio è composto
da due manufatti: il fontanile, più antico, ed il lavatoio
coperto, ottocentesco. Il fontanile sorge a ridosso di una fonte
naturale ed è datato al 1511 dall'iscrizione del fregio,
che recita: "FVNDAMENTIS PUBLICAE COMODITATI DOMINI MDXI".
Gli stemmi presenti sulla parte anteriore della vasca fanno ipotizzare
che il manufatto sia stato donato alla Comunità da Giangiordano
Orsini d'Aragona, signore di Bracciano. Si tratta probabilmente
della prima fonte pubblica del paese. Esso era posto in origine
sullo stradone che accedeva al borgo venendo da Roma: il tratto
finale della via Braccianese Claudia che oggi porta in paese, infatti,
fu aperto solo alla fine dell'Ottocento.
Il fontanile fu restaurato nel 1861, come recita la lapide posta
nel secondo ordine. In quell'occasione fu costruita la copertura
dell'attiguo lavatoio, già esistente, e realizzato il selciato.
L'attuale restauro è stato finanziato dalla Provincia di
Roma con 200 milioni delle vecchie lire. Il Comune ha aggiunto,
per completare l'opera, circa 35 milioni di lire. Il progetto e
la direzione dei lavori sono stati realizzati dall'ufficio Lavori
Pubblici del Comune nella mia persona.
Il lavoro attualmente in corso, ha previsto il restauro dei due
manufatti a cura di esperti restauratori ed il rifacimento del selciato
e del muro di contenimento della strada. L'area è stata dotata
di illuminazione in modo da poter essere fruita la sera. I due manufatti
sono stati riportati alla funzionalità originaria, sebbene
tale funzionalità oggi non sia più utilizzata: il
restauro, a differenza degli interventi di ristrutturazione, ha
come scopo ultimo quello di riportare in evidenza le caratteristiche
formali, tipologiche, storiche, estetiche proprie del manufatto.
Durante la fase progettuale si è pensato se fosse opportuno
eliminare la grande vasca del lavatoio per recuperarne lo spazio
ad altro uso. Ma, a parte l'esiguità dello spazio che sarebbe
stato recuperato (circa 70 metri quadri), il lavatoio sarebbe diventato
una cosa diversa, senza alcuna identità. Lo spazio ora restaurato
potrà essere usato per piccoli eventi culturali. Rappresenta
comunque la testimonianza di un passato che non deve andare perduta.
Architetto Cecilia Sodano
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