la voce del lago
n. 11 - gennaio/febbraio 2003
IL RESTAURO DELL'ANTICO FONTANILE-LAVATOTIO DI BRACCIANO

Probabilmente la prima fonte pubblica del paese, un manufatto donato alla Comunità da Giangiordano Orsini d'Aragona

Il complesso situato in via Cupetta del Mattatoio è composto da due manufatti: il fontanile, più antico, ed il lavatoio coperto, ottocentesco. Il fontanile sorge a ridosso di una fonte naturale ed è datato al 1511 dall'iscrizione del fregio, che recita: "FVNDAMENTIS PUBLICAE COMODITATI DOMINI MDXI". Gli stemmi presenti sulla parte anteriore della vasca fanno ipotizzare che il manufatto sia stato donato alla Comunità da Giangiordano Orsini d'Aragona, signore di Bracciano. Si tratta probabilmente della prima fonte pubblica del paese. Esso era posto in origine sullo stradone che accedeva al borgo venendo da Roma: il tratto finale della via Braccianese Claudia che oggi porta in paese, infatti, fu aperto solo alla fine dell'Ottocento.
Il fontanile fu restaurato nel 1861, come recita la lapide posta nel secondo ordine. In quell'occasione fu costruita la copertura dell'attiguo lavatoio, già esistente, e realizzato il selciato. L'attuale restauro è stato finanziato dalla Provincia di Roma con 200 milioni delle vecchie lire. Il Comune ha aggiunto, per completare l'opera, circa 35 milioni di lire. Il progetto e la direzione dei lavori sono stati realizzati dall'ufficio Lavori Pubblici del Comune nella mia persona.
Il lavoro attualmente in corso, ha previsto il restauro dei due manufatti a cura di esperti restauratori ed il rifacimento del selciato e del muro di contenimento della strada. L'area è stata dotata di illuminazione in modo da poter essere fruita la sera. I due manufatti sono stati riportati alla funzionalità originaria, sebbene tale funzionalità oggi non sia più utilizzata: il restauro, a differenza degli interventi di ristrutturazione, ha come scopo ultimo quello di riportare in evidenza le caratteristiche formali, tipologiche, storiche, estetiche proprie del manufatto.
Durante la fase progettuale si è pensato se fosse opportuno eliminare la grande vasca del lavatoio per recuperarne lo spazio ad altro uso. Ma, a parte l'esiguità dello spazio che sarebbe stato recuperato (circa 70 metri quadri), il lavatoio sarebbe diventato una cosa diversa, senza alcuna identità. Lo spazio ora restaurato potrà essere usato per piccoli eventi culturali. Rappresenta comunque la testimonianza di un passato che non deve andare perduta.
Architetto Cecilia Sodano

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