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Chi
sale fino al “belvedere” della Collegiata e scende nel
sottostante viottolo che porta a via delle Rupi, rivolgendo lo sguardo
al lago rimarrà sconcertato nel vedere, con quanta superficialità
e brevità di tempo, si possa demolire un paesaggio creato
dalla natura in migliaia di anni.
Eppure il Decreto legge “dei Beni culturali e del Paesaggio”
pur rielaborato in modo peggiorativo di quello precedente, dal Ministro
Urbani, dedica una parte importante “alla tutela del Paesaggio
legato alla natura e all’interrelazione con la storia umana”.
Non sappiamo, se quanto si sta perpetrando, sia stato oggetto di
approvazione da parte dell’Osservatorio regionale ma sappiamo
che la zona risponde ai requisiti di “bellezza naturale con
singolarità geologica e bellezza panoramica accessibile al
pubblico”. Ci domandiamo! È stata istituita la commissione
provinciale (art.137) che dichiara quali sono le zone di notevole
interesse pubblico? Le Rupi, sono così percepite dalla maggior
parte della popolazione. Senza dimenticare che stiamo parlando di
un’area ad interesse paesaggistico compresa nei 300 metri
dalla battigia e d’interesse archeologico (tombe etrusche,
resti romani e medievali). Sono state interessate (art.144) al progetto
quelle associazioni che tutelano gli interessi diffusi dei cittadini?
A noi non risulta nemmeno che alcun progetto della zona sia stato
sottoposto alla Valutazione d’Impatto Ambientale. Quello che
registriamo è la modifica di un bene ambientale di notevole
interesse paesaggistico.
Mario Dolci
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