la voce del lago
Le penne caustiche
LE RUPI NON SONO PIÚ UN BELVEDERE
Di Mario Dolci

Chi sale fino al “belvedere” della Collegiata e scende nel sottostante viottolo che porta a via delle Rupi, rivolgendo lo sguardo al lago rimarrà sconcertato nel vedere, con quanta superficialità e brevità di tempo, si possa demolire un paesaggio creato dalla natura in migliaia di anni.
Eppure il Decreto legge “dei Beni culturali e del Paesaggio” pur rielaborato in modo peggiorativo di quello precedente, dal Ministro Urbani, dedica una parte importante “alla tutela del Paesaggio legato alla natura e all’interrelazione con la storia umana”. Non sappiamo, se quanto si sta perpetrando, sia stato oggetto di approvazione da parte dell’Osservatorio regionale ma sappiamo che la zona risponde ai requisiti di “bellezza naturale con singolarità geologica e bellezza panoramica accessibile al pubblico”. Ci domandiamo! È stata istituita la commissione provinciale (art.137) che dichiara quali sono le zone di notevole interesse pubblico? Le Rupi, sono così percepite dalla maggior parte della popolazione. Senza dimenticare che stiamo parlando di un’area ad interesse paesaggistico compresa nei 300 metri dalla battigia e d’interesse archeologico (tombe etrusche, resti romani e medievali). Sono state interessate (art.144) al progetto quelle associazioni che tutelano gli interessi diffusi dei cittadini? A noi non risulta nemmeno che alcun progetto della zona sia stato sottoposto alla Valutazione d’Impatto Ambientale. Quello che registriamo è la modifica di un bene ambientale di notevole interesse paesaggistico.
Mario Dolci

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