la voce del lago
Le penne caustiche
Beate le donne di Rawalpindi!
Di Nelly Fasciolo

Fondi e imprenditoria

Beate le donne del Burkina Faso o di Rawalpindi! Loro sì che sono fortunate (sospiro)! Immaginate che domani, Radha (o Sonali) svegliandosi un mattino decida: basta, voglio vendere frittelle all’angolo della strada. Magari ci pensava da un po’, magari è sicura della propria idea, magari già si vede il suo bel carrettino pulito, colorato; poca cosa certo, ma dignitoso. Beate loro!
Senza troppe storie, trovata l’organizzazione specializzata, con un piccolo prestito (tenete a mente queste due paroline) eccola lì a rimboccarsi le maniche e felice, vendere frittelle fumanti. Immaginate ora che Giovanna (o Carla) sia punta da analoga vaghezza. Non frittelle, per carità, che i nostri opulenti e scassati fegati occidentali non se le possono certo permettere. Ma che so, ospitare dei turisti e insegnare loro a fare le marmellate.
Magari ci pensava da un po’, magari è sicura della propria idea…Il posto già c’è, si tratterebbe solo di, ristrutturarlo, come si è soliti dire. Poca cosa, pensa Carla (o Giovanna), rimboccandosi le maniche e con poche migliaia di Euro ce la posso fare. Già si vede a rimestare deliziose confetture circondata da bancari che prendono appunti. Giovanna (o Carla), lo ammetto, a questo punto sta decisamente sognando. Si mette dunque alla ricerca dell’organizzazione giusta; la trova, è proprio a due passi da casa, fuori Bracciano, in un complesso nuovissimo e appositamente costruito. Sa che ci sono fondi per le donne che vogliono diventare imprenditrici, mica siamo a Rawalpindi o nel Burkina Faso, pensa.
Lì, senza troppe storie le mettono in mano tanti opuscoli patinati e in testa uno scatafascio di cifre. Non si ricorda più in quale punto si è persa, ma i ventimila euro che pensava di chiedere sono diventati, minimo minimo duecentomila.
La metà è a fondo perduto, sorride convincente la dottoressa che bonariamente le fa capire, bisogna sognare più in grande! Gonfiare un po’ la cosa, assumere del personale, pagare un commercialista, per qualche anno mantenere un certo livello d’affari, alto, naturalmente, comprare attrezzature (per fare marmellate?).
Giovanna (o Carla) è proprio frastornata. Va bene, pensa, non era precisamente questo che volevo e se centomila euro erano regalati, gli altri centomila toccava restituirli. D’accordo pensa, mi butto, datemi i duecentomila che domani comincio. Calma, sorride benevola la dottoressa, prima deve cominciare poi, forse se la sua idea ci piace, se la prossima finanziaria lo permetterà, se non cade il governo, se Marte entra nella sesta casa e a me non viene il mal di pancia, tra qualche anno avrà la prima parte di quello che ha chiesto. Il resto, chissà.
Giovanna (o Carla) uscendo pensa: finale n. 1. Beate le donne del Burkina Faso (sospiro)! Finale n. 2. Quanto costa un biglietto sola andata per Rawalpindi?

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