Di Emanuel Galea -
Questa non è una favola di quelle che si raccontano a Natale ai bambini mentre scartano i regalini sotto l’albero. E’ una comune storia di vita vissuta in paese.
Una delle tante storie, tristi e vergognose che spesso passano inosservate nella totale indifferenza.
E’ una storia di sconcertante incuria. E’ una storia d’abbandono, una storia che racconta un fatto di ordinaria amministrazione di cose che succedono normalmente nella nostra Anguillare. Succede spesso, quando la sfortuna si accanisce e le persone, detentrici del potere, girano la testa per non vedere, tappano le orecchie per non sentire, cambiano strada. Si chiamano fuori e alzano il volume della loro voce per soffocare le lamentele degli sfortunati, abbandonati a loro destino a bordo della strada. Quello che raccontiamo, magari è successo già ad un vostro conoscente in passato. Auguriamo che non dovrà mai succedere ad alcuno di voi. Il disprezzo, l’incuria e l’abbandono uccidono più delle P38, dell’arsenico oppure della corda insaponata al collo.
A chi ha il cuore tenero, a chi è suscettibile a facile commozione, a chi ha un temperamento che non sopporta i soprusi, chi è irascibile, consigliamo di non andare avanti con questa lettura. Avvertiamo che i fatti che raccontiamo suscitano indignazione, provocano commozione e in certi momenti causano l’’aumento della pressione e un attorcigliamento delle budella. Sono fatti avvenuti nella nostra Anguillare d’oggi. Sono fatti che, purtroppo, risultano familiari a tanti.
Prima di iniziare con l’intervista, forse vi piacerebbe conoscere qualcosa di più sul passato, sull’origine dell’oggetto malcapitato. Senza meno v’interessa sapere come si è trovato fermo a bordo della strada principale di Anguillara.
Tanto per chiarire, non si è messo lì da solo. Lo hanno chiamato, messo lì e, preciso, hanno persino pagato perché stessi li.
Non vorrei correre troppo, rischio di farvi confondere. Ci tengo particolarmente che ogni mio concittadino colga bene il senso dell’intervista. Per questo cerco di procedere con ordine.
Faccio la prima domanda: La tua presenza ai bordi della Via Anguillarese è necessaria?
La collettività contribuisce per tenerti lì. E’ giusto che lo faccia?
Se è giusto, tu devi rimanere e ti devono mantenere, se invece si ritiene che la tua presenza non serve, non è giusto che tu continui a stare li, che vengano a rimuoverti e liberare lo spazio.
Prima di rispondere alla tua domanda sarebbe bene conoscere la storia.
In breve ti racconto la storia delle mie radici.
Nell’antichità l’illuminazione veniva fornita dalla natura stessa. Si raccoglievano piccoli maneggevoli rami secchi infiammati che venivano scelti tra quelli che ardevano più facilmente. L’illuminazione che sviluppavano non si può dire che fosse una delle migliori, ma un tanto di illuminazione, quando accesi, lo faceva.
Dalle fascine il passo alle torce non tardava molto.
Interessante ma non vedo il nesso con la tua storia.
Se avrai un po’ di pazienza arriviamo al punto. Non pretendi mica che ad Anguillare ritornassimo alle fascine di rami secchi per l’illuminazione!
Dopo millenni, grazie agli egizi si è arrivato alla lucerna.
Ancora non capisco dove vuoi andare a parare.
Ovvio che non vedrei le lucerne l’illuminazione ideale per Anguillara.
Arrivo subito al punto e capirai la ragione della mia esistenza.
La cronaca francese del XVII secolo ci offre un quadro più che chiaro dei pericoli che incombevano sulle strade al calar del sole: vie deserte, oscure, infestate da briganti e malfattori.
Necessità fa virtù! A Parigi, due secoli dopo, precisamente il 2 settembre 1667, un decreto prescriveva l’obbligo di collocare lanterne sui muri di tutte le vie, piazze e crocicchi stradali.
Incomincio a capire.
Certo, proprio a Parigi in quel lontano giorno del 1667 si è sentita la necessità e l’urgenza di collocare lanterne sui muri di tutte le vie, piazze e crocicchi stradali. Con questo, credo di rispondere alla tua domanda.
Non mi sono messo ai bordi di Via Anguillarese per conto mio.
Mi hanno messo li, insieme con altri, con delibera del Consiglio Comunale. La motivazione fu la stessa di quella decretata a Parigi. Mi hanno messo lì per ovviare ai pericoli che incombevano sulla strada deserta, oscura e occasione appetitosa per scippatori e scassinatori d’appartamenti. Per questo a mio servizio contribuiva tutta la collettività.
Ora mi sembra che tutto è chiaro. Sappiamo che ti hanno piazzato lì, ai bordi della strada e che scopo della tua presenza è rendere servizio a tutta la cittadinanza.
Esatto. Se me lo concedi vorrei aggiungere un altro dato. L’illuminazione di luoghi deserti, oscuri ed esposti ad appetiti di scippatori, borseggiatori e tipacci malintenzionati è una necessità che, oltre all’amministratore locale ha occupato anche il pensiero delle autorità della Marina. Per la sicurezza della navigazione hanno istituito l’obbligo di collocazione di fanale in testa d’albero, fanali laterali, fanale con luci intermittente sui mezzi di rimorchio ed un fanale che mostra una luce ininterrotta su di un arco di orizzonte di 360°. Con quanto esposto voglio insistere che la collocazione mia, e di altri, ai bordi della strada, non è una gentile concessione dei nostri amministratori. E’ un’esigenza sentita e riconosciuta universalmente per la sicurezza dei cittadini.
Mi vuoi far capire, allora, che l’assenza oppure la mancata manutenzione di questi mezzi di servizio costituisce un danno e denota cattiva amministrazione del territorio.
Precisamente. Nel nostro caso l’omissione di manutenzione si rende più grave in quanto in campagna elettorale, la squadra che poi ha vinto le elezioni, che poi è quella che amministra attualmente, aveva inserito quale parte del suo programma elettorale la promessa di rinunciare alle diarie e quei compensi l’avrebbe impiegati per il decoro del territorio.
Forse a questo punto il lettore vorrebbe capire meglio precisamente di che cosa ti lagni.
Giusto.
Precisamente un anno fa, era dicembre del 2010, a notte fonda, ho sentito un gran fracasso di lamiera e vetro in frantumi. Mi sono sentito muovere come una foglia, piano piano mi si diminuiva la luce mentre sentivo la sirena dell’ambulanza,la macchina dei carabinieri, qualche lamento e delle voci concitate. Una macchina schiantata ai miei piedi.
Si vede che a me avevano danneggiato l’intermittenza perché la mia lampada ancora si accende per qualche minuto per poi chiudersi nuovamente..
Alle prime luci dell’alba il pronto intervento aveva sgomberato tutto. Qui sono rimasto solamente io, piegato, con il vetro copri-lampadina rotto e l’intermittente danneggiato.
Va bene, non vedo la gravità. Bastava telefonare al reparto manutenzione del Comune e tutto si aggiustava in tempi rapidi.
Ma tu dove vivi? Tu da dove vieni? Ti sei informato se ad Anguillare esiste ancora un reparto manutenzione?
Ma certo che esiste. Tutti i comuni hanno un reparto manutenzione.
Bravo! Tutti i comuni, solamente Anguillare non l’ha. Un amico mio ha telefonato alla segreteria del Sindaco. Lì, gli hanno dato quattro numeri telefonici e un nominativo a cui rivolgere, che per delicatezza non nomino. Ne ha fatto svariate telefonate ai nn. tel: 06.99600097/96/80/85
Ogni volta dicevano che avrebbero preso nota e promettevano di intervenire. Non chiedermi che nota prendevano.
L’amico mio, in occasione dell’insediamento del nuovo parroco Don Luigi a Regina Pacis, visto che presiedeva anche il sindaco Avv. Pizzorno, nella piazza davanti alla chiesa c’era una squadra d’operai che stavano aggiustando i lampioni. L’amico mio ha chiesto gentilmente, se potevano occuparsi anche dei lampioni danneggiati su Via Anguillarese. Hanno risposto che loro non erano dipendenti del Comune, stavano solamente dando una mano al sindaco. Avevano preso nota e promettevano che, in linea del tutto eccezionale, sarebbero venuti a vedere di che si trattava.
Credo di avere abbastanza elementi da scrivere un articolo. Cerco di aiutarti come posso. Intanto cosa intendi fare? Sto qui. Ogni tanto qualcuno viene ad attaccare qualche pubblicità abusiva addosso. Dalle volte appendono qualche manifesto. Spesso i cani vengono ad annaffiare le mie radici. Che faccio? Non posso fare niente. Guardo con invidia, ogni sera, quando vedo altri lampioni che si accendono. Da parte mia cerco, sforzo di accendermi. La mia illuminazione dura pochi istanti poi si richiude.
Possibile che il vostro comune non abbia una persona all’altezza di aggiustare un intermittente?
Tutto è possibile. Ad Anguillare non è lecito meravigliarsi.
Nel mio caso non si tratta di costi aggiuntivi. Qui ci vuole un tecnico che ha la conoscenza, capace di trovare il guasto. La domanda, però, non è se ad Anguillare ci sia o meno un tecnico all’altezza. La domanda è se ad Anguillare esiste ancora una Giunta Comunale attiva, con volontà di occuparsi del territorio.
Altri Comuni hanno da tempo risolto il problema “illuminazione” introducendo sistemi telematici alternativi ed apparecchiatura di sicurezza. Appunto, altri Comuni. Questa è Anguillare dove tutto è speciale. In questo paese nessuno mai reclama niente. Qui tutto va bene, madama Doré.
Ti prometto che faccio tutto quello che posso per portare il tuo caso all’attenzione della stampa nazionale. Intanto che fai?
Intanto in questo stato, ad Anguillare, non sono l’unico. Sparsi per il territorio ci sono tanti altri lampioni come me che fanno la bella presenza ma niente illuminazione. Che fare? Ho scritto una lettera a Babbo Natale. E’ la mia ultima speranza. Dai miei amministratori c’è poco d’aspettare.
Buon Anno.

